martedì 15 dicembre 2009

Equivoci

Ieri ho letto distrattamente sulle "brevi" di Repubblica.it: "Bonaiuti, dimissioni Berlusconi entro lunedì".

Il mio estatico e speranzoso stupore è durato circa 5 secondi, poi ho realizzato che ci si riferiva alle dimissioni dall'ospedale, porc...

venerdì 11 dicembre 2009

Pensiero stupendo

Mio padre ha 70 anni, e ha il cancro.
Mia madre è morta di cancro a 56 anni.
Io ho 36 anni (e mezzo). Quindi, realisticamente, posso aspettarmi di vivere un'altra trentina di anni. Cioè meno di quanto ho vissuto finora.
D'altra parte, potrei pure morire domani (per non dire oggi), finendo sotto un'auto.

giovedì 10 dicembre 2009

L'Aquila

Qualche tempo fa, davanti al mio scetticismo circa la mirabolante ricostruzione di L'Aquila spacciata dai media berlusconiani, l'amore mio mi proponeva di andarci di persona, prima di Natale, a vedere con i nostri occhi la verità.
Così domenica scorsa, di ritorno da Roma, ci siamo passati.
L'amore mio è stato a L'Aquila a fare il servizio militare, conosce benissimo i dintorni e da bravo ottimista di destra mi diceva: "Vedrai, ci faremo un bel giro in centro, tanto sarà tutto riaperto, e poi andiamo a mangiare in quel tale ristorante..."
Io, da brava pessimista di sinistra, tacevo.

Arrivati a L'Aquila, cominciamo a vedere i primi palazzi lesionati. E poi altri. E poi altri.
Insomma, tutto il centro storico è crollato o pericolante.
E ci volevi tu a dircelo? No, ma vederlo di persona è ancora più impressionante.
Aperto (ma transennato) il corso principale, il resto è tutto chiuso e presidiato dall'Esercito.
Deserto, a parte qualche decina di persone che la domenica va in pellegrinaggio e si mostra l'un l'altro dove abitava prima del terremoto.
Ai balconi ci sono ancora gli stendardi della processione del Venerdì santo.
E a terra ci sono ancora le macerie. Impalcature di sostegno, ma solo per alcuni edifici.
L'amore mio mi ha spiegato che prima di ricostruire bisogna mettere tutto in sicurezza, e secondo lui ci vorranno almeno 5 anni per rivedere L'Aquila in piedi.
E lui è un ottimista di destra, ricordate?

Però le case, anzi le C.A.S.E. le abbiamo viste.
In periferia, orrende, ma almeno un po' di gente ci abita... Speriamo piantino un po' di verde intorno.
L'amore mio dice che costruire palazzi del genere in otto mesi è comunque un record.
Io gli credo. Ma il centro storico è deserto dopo otto mesi, e me ne sono andata dicendo "L'Aquila è morta". C.A.S.E. o no.

sabato 5 dicembre 2009

No-Berlusconi day


Sono a Roma alla manifestazione per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Il fatto che si debba organizzare una manifestazione apposta, e che nessuno dei nostri esimi politici - di governo e di opposizione - abbia ritenuto, di fronte alla valanga di nefandezze del nostro, di chiederne le dimissioni, è indegno di un Paese civile e democratico. Il fatto poi che da più parti si sia detto e si dica che "anche se indagato/condannato non deve dimettersi" è tragicomico, specie considerando il piccolo, trascurabile particolare che, essendo titolare di concessioni (televisive) pubbliche, Berlusconi è ed è sempre stato ineleggibile.

Sono a Roma perchè non voterei mai mai e poi mai Berlusconi, ma se non fossi a manifestare mi sentirei lo stesso moralmente responsabile del fatto che è a capo del mio governo. Dovevamo scendere in piazza molto prima, ma meglio tardi che mai.

Detto ciò, mi scuso perchè il mio notebook è ancora in riparazione, quindi per postare la cronaca e le foto della manifestazione dovrò forzatamente attendere il 9 dicembre; il 6 è festa patronale (S. Nicola), il 7 è ponte, l'8 è l'Immacolata e io mi dedicherò ad addobbare casa, piena di spirito natalizio come non mai.

giovedì 3 dicembre 2009

Supporto agli utenti distratti

Quando si parla di tecnologia al servizio degli utenti, io immagino una cosa del genere. Stai per spedire un'email, e ti arriva un messaggio di allerta dal sistema: "Hai scritto 'allego' nella tua mail, ma non hai allegato nulla. Vuoi spedire lo stesso il messaggio?"

Non per fare pubblicità, ma mi è appena successo con la mia casella Gmail. Figo.

(Lo so, gli ultimi post sono telegrafici. Il mio notebook è ancora in assistenza, quindi devo scrivere di straforo in ufficio.)

mercoledì 2 dicembre 2009

Quando le deduzioni logiche nuocciono gravemente all'autostima

In visita parenti presso il reparto di chirurgia del policlinico. E' la prima volta che vado in reparto, e mi guardo intorno incerta sulla direzione da prendere. Un infermiere nota la mia aria smarrita e mi chiede:

- Cerca il reparto di chirurgia plastica, vero?

lunedì 30 novembre 2009

L'amore è...

...portare la tua fidanzata a Roma il 5 dicembre, invece di farle prendere un bus con gente ignota e potenzialmente drogata e/o pericolosa [sic, NdA], e vagare senza meta per le strade della Capitale mentre lei partecipa al No B-Day, anche se secondo te è una grande e inutile stupidaggine, organizzata dai soliti comunisti che non hanno voglia di lavorare...

Marco on air / 76

passaparola

giovedì 26 novembre 2009

Ma la fenice non esiste

Va male, va malissimo. Nell'indifferenza più o meno collettiva stanno sventrando la giustizia, la scuola, la sanità pubblica; legalità e democrazia sono in stato comatoso, se non già colpite a morte; per ingraziarsi le alte sfere cattoliche (cattoliche?) si percorre la via dell'integralismo bigotto e retrivo. Io non ne posso davvero più, non passa giorno senza un nuovo segnale di sfascio. Andremo a manifestare il 5 dicembre, ma sarà comunque inutile: non se ne andranno mai, non se lo possono permettere. E ci hanno consegnato - e ci siamo consegnati da soli, mani e piedi - agli speculatori, ai delinquenti, ai criminali. Non ci resta che sperare nella morte e nella rinascita dalle ceneri.

domenica 22 novembre 2009

Lo stato delle cose

Non faccio più propaganda politica sul blog come prima. Non mi sto autocensurando, anzi: ho aperto un account Tumblr (trovate il link in alto nella pagina, se vi interessa) e tra quello e il mio profilo Facebook vi assicuro che sono monotematica e scatenatissima.
Solo che mi annoia ripetere le stesse cose su Tumblr, su Facebook e sul blog.

E poi, che cosa potrei scrivere qui che non abbia già scritto per commentare le ultime nefandezze dei nostri beneamati politici? Cito in ordine sparso: il "processo breve" (aka "prescrizione celere"), la privatizzazione dell'acqua, la morte di Stefano Cucchi, le mancate dimissioni di Cosentino, le inutili manfrine di Fini, lo stato pietoso dell'informazione su TV e giornali.

Possiedo un vocabolario piuttosto nutrito, ma anche i sinonimi di "disgusto" finiscono, prima o poi.

sabato 21 novembre 2009

Tempo da perdere

Che non sono del tutto normale lo sapete già, perciò non vi meraviglierete se vi dico che tempo fa, quando partecipavo a un progetto di ricerca finanziato con fondi europei, roba grossa quindi, per riassumere l'andamento dei lavori a colleghi-amici assenti, ho scritto dei resoconti in rima.
Per la precisione, in ottave ariostesche. Le donne, i cavallier e tutta quella roba lì.
Questo perchè tutta la faccenda assumeva connotazioni tanto epico-tragiche da essere ridicole, e viceversa. Ariosto mi sembrava adatto, come mood.
(E poi io lo adoro.)

In questi giorni, leggendo una biografia di Foscolo (non sono normale) e vedendo tutte le cose che quest'uomo riusciva a fare in un anno (litigarsi con francesi e austriaci, nonchè con gli italiani filo-francesi e filo-austriaci; andare in esilio; fare il romantico con varie nobildonne incontrate in esilio; scrivere romanzi e poesie; scrivere critiche agli altrui romanzi e poesie; e altro ancora, ma suppongo che a voi la biografia di Foscolo non interessi, quindi mi fermo qui), sono tornata a fare una riflessione che già avevo fatto quando scrivevo ottave ariostesche: e cioè che quando non c'era la TV la gente aveva un sacco di tempo per scrivere.
Perchè le sere di inverno senza TV (nonchè senza internet, e pure senza telefono se per questo, per non dire senza luce elettrica) sono lunghe a passare; grazie che poi si riuscivano a buttare giù quaranta-canti-quaranta, e a tradurre l'Iliade.

Riflessione di conseguenza: chissà di quanti geni letterari ci sta privando il progresso tecnologico (vedi vignetta).
Ma se per questo, pure di qualche Alessandro Manzoni.
Non tutti i mali vengono per nuocere.

giovedì 19 novembre 2009

Una modesta proposta

Ho l'abitudine di fare colazione guardando il TG (cosa che, in effetti, non mi predispone a cominciare allegramente la giornata).
E stamattina riflettevo sui personaggi che abbiamo messo a governarci: c'è poco da fare, ce li abbiamo messi noi, anche io che non mi sognerei mai di votarli, ma che non sono in piazza a protestare (dovremmo starci tutti, in piazza, ci volevano presìdi permanenti dal giorno dopo Capaci, altro che! Ora ce li meritiamo questi campioni, questa è la verità).

Insomma, riflettevo tra l'altro anche su Calderoli, che mi ha l'aria di non saper fare una "O" col bicchiere ed è Ministro. Ministro della Semplificazione, nientemeno. E io qui, invece di piazzarmi davanti a Palazzo Chigi con un cartello per chiedere che cosa diamine significa "Ministro della Semplificazione".
Per non parlare della Carfagna! Vabbeh.

Ora, visto che Calderoli & Co. fanno tanto i cattolici praticanti, stavo pensando di mandargli una lettera:
Egregio signore,
dato che lei è Ministro della Semplificazione, e dato che tra un rito celtico e l'altro si fa acceso propugnatore [questa dovrei spiegargliela, mi sa] dei valori cristiani, che fanno parte della nostra tradizione [sic] contro le religioni e i comportamenti altrui, le faccio una modesta proposta per semplificare il cumulo di leggi e leggine in vigore in Italia. Così sveltiamo anche i processi senza bisogno di ridurre i tempi di prescrizione. [questo mi sa che è meglio non dirglielo...]
La mia idea è semplice e - mi lusingo - geniale: aboliamo tutte le leggi e sostituiamole con i 10 comandamenti.
Più cristiano di così! Inoltre c'è il vantaggio che anche gli italiani di religione ebraica non avrebbero problemi, mentre delle altre religioni voi più o meno ve ne infischiate, e quindi è tutto OK.
In caso non se li ricordasse, i 10 comandamenti sono:
  1. Non avrai altro Dio fuori di me. [uhm]
  2. Non nominare il nome di Dio invano. [uhm]
  3. Ricordati di santificare le feste.
  4. Onora il padre e la madre.
  5. Non uccidere.
  6. Non commettere adulterio. [ehm]
  7. Non rubare. [!]
  8. Non dire falsa testimonianza. [!!!]
  9. Non desiderare la donna d'altri. [!!]
  10. Non desiderare la roba d'altri. [!!!!]
Qualcosa mi dice però che non mi darebbero retta...

mercoledì 18 novembre 2009

Medici a consulto

Il mio notebook è ancora in malattia. Lo so, lo so, avevo detto che l'avrei portato in assistenza e ormai è passato quasi un mese... il fatto è che questa storia dell'assistenza mi perplime: io porto il notebook al punto vendita e il punto vendita lo passa al produttore, e poi si sconfina nella terra dell'ignoto, nel senso che non saprò mai che cosa stanno facendo per ripararlo. Lo smonteranno? Gli metteranno dei pezzi nuovi? E se mi turlupinano mettendo pezzi farlocchi? E se lo accendono, lo spengono e amen e tra due mesi siamo di nuovo punto e a capo?

(L'ho detto che tendo ad angosciarmi per un nonnulla? Sì, da qualche parte l'ho detto)

Insomma, per non farvela troppo lunga, ho dato il notebook a un amico informatico e la diagnosi è stata difetto dell'hard disk (in realtà è stata difetto della partizione che contiene i boot di riavvio del sistema, o qualcosa del genere, ma arrivati a "partizione" mi sono persa).
Poi l'amore mio ha pensato di chiedere un consulto a suo fratello, pure informatico, secondo cui il problema è la scheda di rete.
Per quel che ne capisco io, potrebbero dirmi che ha la scarlattina e non avrei argomenti per ribattere.

Ma non c'è un dottor House dei computer?

martedì 17 novembre 2009

Oggi è un giorno zen

Ci sono giorni in cui qualunque piccolezza mi scatena un attacco isterico (e no, non sono quei giorni... beh, non soltanto quelli) e giorni in cui affronto qualsiasi contrarietà con estrema compostezza e un atteggiamento zen.
(A proposito, in regalo a Natale mi piacerebbe ricevere anche un giardino zen. Ora lo aggiungo alla lista, anche se dopo 10 minuti finirebbe rovesciato sul pavimento, dato l'ordine che regna in casa mia e la grazia che contraddistingue le mie movenze. L'istruttrice di aerobica è ridotta alla disperazione).

Oggi, tutto sommato, è un giorno zen anche se ogni tanto mi scopro a digrignare i denti (io somatizzo così). E anche se la direttrice amministrativa mi ha appena telefonato per chiedermi conto e ragione di un budget che non ho mai controllato io (ora però mi dicono che lo devo controllare io. Altri numeri. Meno male che è un giorno zen).
D'altro canto, mi sono arrivati due libri che aspettavo e che non vedo l'ora di leggere, e ho scovato due errori in un libro nuovo che stiamo facendo. E li ho scovati prima che fosse troppo tardi! Questo mi fa sentire ancora più zen.

Se poi la webradio ricominciasse a funzionare, sarebbe meglio ancora.

venerdì 13 novembre 2009

Critica cinematografica

Ieri sera mi sono accasciata sul divano e zappingando qui e lì su Sky (faccio pubblicità e chissenefrega, la TV in chiaro è inguardabile, gridiamolo una volta per tutte e gridiamolo forte; a proposito, devo trovare un sistema per accendere la TV direttamente su Sky; vero che con il passaggio al digitale terrestre il problema si risolverà da sè) ho trovato un bel film che giusto qualche giorno fa pensavo di voler vedere. Sono proprio fortunella.

Il film in questione, El Alamein (vecchiotto: all'epoca non avevo un fidanzato da trascinare al cinema), mi incuriosiva sia per le belle critiche che avevo letto, sia per la presenza di un attore nostrano, Emilio Solfrizzi. Il quale, essendo "nato" come attore comico (se vi imbattete in Filomena Coza Depurada non perdetevelo! E' un capolavoro), mi fa ridere sempre e comunque, anche quando cerca di dissimulare l'accento barese parlando con voce impostata.

Devo dire che in questo film recita benissimo: interpretazione misurata, mai sopra le righe, espressiva anche quando non ha battute ma "arriva" solo con lo sguardo. Ma tutto il cast mi è sembrato bravo, e soprattutto il film - pur essendo italiano - non abbonda inutilmente in primi piani alla Leone o in introspezioni psicologiche che lasciano il tempo che trovano.

Il finale mi ha lasciato abbastanza turbata, a riflettere sulla sorte di quei poveretti mandati a morire e che non hanno nemmeno il nome sulla tomba. Non sono religiosa, ma questo fatto che neanche si debba sapere dove sono finite tante persone, mi ha davvero colpito.

- E tu ci arrivi solo ora, dopo aver visto un film?
- Beh, il buon cinema a questo dovrebbe servire: a farti pensare.

giovedì 12 novembre 2009

Post corto ma un po' criptico

Tutta l'inquietudine di questa mattina si è sciolta... Meno male, perchè detesto sentirmi angosciata, soprattutto quando mi rendo conto che l'angoscia non ha basi reali, è paranoica e si nutre di se stessa girando intorno come un gatto che cerca di afferrarsi la coda.
Ecco, io alla paranoia terrei a non arrivare.

mercoledì 11 novembre 2009

Affinità elettive

Ci sono persone che ho conosciuto e frequentato nel passato, ora non più; per esempio quei compagni di scuola con cui non avevo niente in comune, a parte la sezione e l'anno di corso, e che dopo l'esame di maturità ho abbandonato con un sollievo pari solo al loro.
Quando mi capita di incontrarli per strada, o sull'autobus (e capita spesso, la città è piccola, la gente mormora), di solito cerco di evitarli, faccio finta di non vederli: non saprei che dire, di molti ho rimosso anche il nome. E' un incontro che mi dà solo fastidio. Sarà perchè ho vissuto male la scuola e li associo con brutti ricordi (non mi piacevano loro e non mi piacevo io).

Poi ci sono persone che ho conosciuto e frequentato anche per un tempo inferiore, e in maniera anche più episodica, che però non mi danno alcun senso di disagio; anzi, li rivedo sempre con piacere e con il desiderio di fermarmi a fare quattro chiacchiere (di solito è così che confeziono le mie gaffes più memorabili).
Come la ragazza che ho incrociato oggi andando in ufficio, persona davvero perbene e incontro che mi ha fatto cominciare la giornata con un sorriso e un bacio.

martedì 10 novembre 2009

Vita vera

Driiin!
- Buongiorno, centro assistenza, come posso aiutarla?
- Salve, ho un vostro notebook in garanzia, dovrei mandarlo in assistenza...
- Ha il codice prodotto a portata di mano?
- Veramente no...
- Allora ci richiami con il notebook davanti.
CLICK!

Driiin!
- Buongiorno, centro assistenza, come posso aiutarla?
- Salve, ho un vostro notebook HP in garanzia, dovrei mandarlo in assistenza...
- Ha il codice prodotto a portata di mano?
- Sì, è...
- Ma questo notebook è stato acquistato un anno e mezzo fa. La ditta copre solo il primo anno, il secondo lo copre il punto vendita.
- Lo so, ma il punto vendita ha chiuso...
- In tal caso deve ripararlo fuori garanzia. Le do il numero dell'UNICO nostro centro autorizzato in Italia...

Driiin!
- Buonasera, centro assistenza fuori garanzia, come posso aiutarla?
- Salve, ho un notebook da mandare in assistenza...
- Quando è scaduta la garanzia, signora?
- In realtà non è scaduta, ho comprato il notebook un anno e mezzo fa ma il punto vendita ha chiuso...
- Ma se era un punto vendita di una catena, signora, può rivolgersi anche a un altro punto vendita, o alla loro assistenza...
- Ah, grazie davvero!
- Si figuri signora, buonasera!

Driiin!
- Buonasera! Questo è un call center a pagamento, possiamo registrare la sua chiamata a titolo formativo, e bla bla bla bla bla... Se chiama per un portatile prema 2... Se chiama per un prodotto in garanzia prema 1...  Intanto mettiamo un po' di musichetta... Salve, sono M., come posso aiutarla?
- Buonasera, ho un notebook HP comprato da voi, ma il punto vendita nella mia città ha chiuso...
- Signora, può andare anche da U. in via...
- Ah posso portarlo da U. anche se l'ho comprato da voi?
- Sì certo signora, buonasera.

Perfetto. Ora devo solo chiamare il meccanico per chiedergli se mi ha riparato l'auto.

Ubi sunt pulcherrimae vignettae?

La mia spiccata vocazione laica e anticlericale è deliziata dalle ultime trovate di Stefano Disegni:

Finora ne ho recuperate tre che sviluppano lo stesso tema. Me ne segnalate altre, se vi capita di vederle in giro?

lunedì 9 novembre 2009

Marco on air / 73

passaparola

The Wall


Io me la ricordo la notte del crollo del Muro. Avevo 16 anni.

Rimasi in piedi fino a tarda ora, a guardare la TV: l'entusiasmo di tutti quei ragazzi che si arrampicavano, che aprivano varchi, che si salutavano sbracciandosi da una parte e dall'altra (che ancora per poco sarebbero state una parte e l'altra) era contagioso. Mi sentivo piena di speranza, di fiducia che il mondo potesse cambiare in meglio, e velocemente, e pacificamente.

Ero giovane.

domenica 8 novembre 2009

Troppo caro

Non amo particolarmente i gioielli. A parte gli anelli, che adoro: me ne ricoprirei le dita.
Però i miei anelli sono quasi tutti poco costosi, di bigiotteria: così se ne danneggio qualcuno (cosa probabile, data la mia goffaggine) non devo suicidarmi.

Ora, una grande griffe ha lanciato un anello che a me pare bellissimo: non faccio il nome e nemmeno pubblicità, però l'anello mi piace assai, tanto che pensavo di chiederlo all'amore mio come regalo di Natale.
Prima però mi sono informata sul prezzo. Viaggiamo sugli 800 euro.

Beh, una sciarpa di lana andrà bene lo stesso.

giovedì 5 novembre 2009

Letterina a Babbo Natale

Uomo avvisato, mezzo salvato: sono entrata in mood natalizio (vabbeh, io entro in mood natalizio a partire dal 16 agosto), per cui scansatevi se non volete essere trasformati in albero di Natale semovente.

Ho un sacco di idee fantastiche per i regali: cerco di adeguarmi il più possibile ai gusti del destinatario, come è giusto che sia, ma inevitabilmente càpita che oggetti per me entusiasmanti vengano accolti con un sorriso di circostanza e uno sguardo molto, molto perplesso.

Per esempio, mi domando che faccia farebbero le mie cugine se io regalassi loro un phon a forma di papero (giuro che esiste davvero).

Comunque, onde evitare di ricevere a mia volta a Natale un phon a forma di papero, ecco in tempo utile la lista dei regali che mi piacerebbe avere (faccio notare che è tutta roba economica):
  • il nuovo libro di Daniele Luttazzi, La guerra civile fredda (non ce l'ho fatta ad aspettare Natale, l'ho comprato!)
  • Miti Greci di Robert Graves
  • libri in genere, esclusi Dan Brown, Faletti e Bruno Vespa (OK invece Stephen King e Jeffery Deaver, ma informatevi prima perchè li ho già quasi tutti)
  • un bento (lo volevo pure al compleanno ma nessuno me l'ha regalato; se non lo ricevo a Natale, beh, lo commissiono a un amico che forse l'anno prossimo andrà in Giappone, beato lui, e che si è gentilmente offerto)
  • un bel timbro ex libris personalizzato (qualcosa del tipo "dalla biblioteca di Federica"; niente cuoricini, niente fiorellini piccaritàdiddio!)
  • un hard disk esterno da 1 terabyte (così la prossima volta che il notebook mi pianta in asso gliela faccio vedere io)
  • pantofole da casa foderate di peluche, o pelliccia, comunque caldissime
  • un puzzle da almeno 1.000 pezzi
  • un giardino zen
NB: questa lista si autoaggiornerà fino al 23 dicembre.

mercoledì 4 novembre 2009

Porte aperte

Sono dell'opinione che, per risolvere presto e bene un problema, la cosa migliore da fare è chiedere la consulenza di un esperto.

Ecco perché, quando la porta blindata di casa ha mostrato gravi segni di squilibrio, prima di spezzare la chiave nella serratura ho chiamato un fabbro.
Che è venuto, ha trafficato un po' con le suddette chiave e serratura, poi ha così sentenziato: l'unica soluzione è smontare la porta, sfilare la serratura, controllare il meccanismo e pregare.
Preventivo: mezza giornata di lavoro e 150 euro (preghiere da conteggiare a parte).

A mio merito, va detto che davanti a questo preventivo non ho fatto una piega. Quando però il fabbro ha sottolineato l'opportunità di procedere subito, ergo il giorno dopo, onde evitare guai maggiori, ecco, lì mi sono un po' turbata. Prendere un giorno di ferie per seguire i lavori? O rimandare al sabato, con il rischio di peggiorare irrimediabilmente la situazione?

Mentre mi dibattevo in questo interrogativo inquietante, l'amore mio prendeva lo Svitol e ne irrorava abbondantemente la porta.
Che adesso si apre e si chiude liscia come l'olio.
L'avevo detto io che ci voleva l'esperto.

martedì 3 novembre 2009

Vestito di nuovo

L'abito non farà il monaco, ma quando ho un impegno importante, che richiede una dose di autostima maggiore del solito, mi vesto "bene". Non tanto con qualcosa che mi faccia sembrare più seria e autorevole, tipo un tailleur da "donna in carriera", ma piuttosto con vestiti che mi piacciono, che mi fanno sentire comoda, a mio agio e padrona di me stessa.

Chissà se questa attenzione al vestiario è tipicamente femminile, o anche gli uomini in una giornata grigia e uggiosa si consolano, chessò, con una cravatta sgargiante o con un maglioncino dai colori squillanti, come quello che ho indossato io oggi per portarmi il sole in ufficio.

lunedì 2 novembre 2009

Collaborazione

Dall'ospedale Sandro Pertini fanno sapere che Stefano Cucchi è stato curato "con attenzione e professionalità" nonostante la poca collaborazione del paziente.
Che poi io mi domando come faccia uno con due vertebre rotte a essere poco o molto collaborativo.
Se per questo Eluana Englaro era pochissimo collaborativa, ma l'hanno curata lo stesso.
"Con attenzione e professionalità", ovviamente.
"Noi medici non possiamo obbligare i pazienti a mangiare e a bere."
Appunto.

Marco on air / 72

passaparola

venerdì 30 ottobre 2009

Sulla strada dello zen

Che bellezza, è venerdì. Mi aspetta il weekend, bello o brutto che sia, ancora appiedata e senza internet, ma sempre weekend.

Ieri, del tutto inaspettatamente, ho finito prima di lavorare. Per tutto il giorno non avevo fatto che pensare a quella riunione pomeridiana che, prevedevo, si sarebbe protratta fino a sera: e invece zac! è finita quasi prima di cominciare. Così sono arrivata a casa prestissimo e ho potuto fare un sacco di cose a ritmo rilassato, invece di scapicollarmi come mio solito.
Peraltro mi sono resa conto che, anche avendo molto tempo a disposizione, faccio sempre tutto a rotta di collo, come se fossi obbligata a finire i miei compiti il prima possibile. Retaggio di trauma infantile, secondo voi?

Comunque questa faccenda della riunione anzitempo finita mi ha illuminato. Non è utile stare troppo a preoccuparsi del futuro, dato che - essendo futuro - non possiamo sapere che cosa succederà.
(Tengo a precisare che comunque per la riunione mi ero preparata al meglio, recuperando documenti, studiandomeli etc.)

Forse nel blog ho già citato una fantastica vignetta dei Peanuts, in cui un compagno di classe racconta a Piperita Patty di come per settimane si sia preoccupato per un compito e che alla fine ha avuto un altissimo voto, concludendo: "Ho sprecato una buona preoccupazione!"
Morale: devo leggere più spesso i Peanuts.

mercoledì 28 ottobre 2009

No, non ho detto "gioia"

Brutta giornata, oggi. Problemi sul lavoro, discussioni a distanza con le sorelle, insoddisfazione e noia esistenziale a tremila. Oggi mi sento bloccata, come se sul film della mia vita qualcuno avesse premuto il tasto "pausa". Non riesco ad andare né avanti né indietro; ho la tentazione di alzarmi e andarmene, dove non lo so. Vorrei spaccare tutto: ma poi?

I soliti muri in cui ho fatto il nido mi stanno stretti, oggi. Mi sembra che tutto quello che ho io l'abbia trovato, e non voluto. Ora me lo tengo, ma non per scelta. Solo perchè sono bloccata.
Non riesco neanche a pensare bene: anche la mia testa, anche il mio corpo mi sta stretto.

martedì 27 ottobre 2009

Cura contro la depressione


In giornate come quella di oggi c'è proprio bisogno di rifarsi gli occhi. Non me ne voglia l'amore mio, ma questo ragazzo è troppo bello, mannaggia a lui.

venerdì 23 ottobre 2009

Programmi per il fine settimana




Tanto per completare il quadro delle rotture, la mia auto si è fermata di nuovo.

Ne deriva che in questo prossimo weekend sarò appiedata e senza internet. E' la volta che pulisco casa.

giovedì 22 ottobre 2009

Dedicato ai precari


In malattia

Sto covando l'influenza, il che è il meno visto il tempaccio infame di questi giorni e il fidanzato "untore". La cosa grave, gravissima, è che si è ammalato il computer e la prima diagnosi è allarmante: non virus ma difetto della RAM. Ohimè.

Mentre psicologicamente mi preparo al referto finale e al conto per la riparazione, ciò a cui non mi rassegno è la forzata astinenza: nei giorni lavorativi sono al PC per otto ore filate, e una capatina ai quotidiani on line, ai miei blog e a Facebook, non foss'altro che nella pausa pranzo, ci scappa. Ma come si fa nel weekend?

E soprattutto, per quanto tempo dovrò resistere? Centri d'assistenza in zona pare che non ce ne siano: dovrò mandare il computer chissà dove, e aspettare che mi torni chissà come... :(

lunedì 19 ottobre 2009

Marco on air / 70

passaparola

Accesso vietato ai non addetti


Una cosa che mi piace follemente è seguire i lavori nei vari cantieri che si trovano sulla mia strada per l'ufficio.
Lo so, sono vecchia dentro. Che posso farci, amo vedere le cose che cambiano sotto i miei occhi (NB: gli insetti che mutano non sono inclusi).

Negli ultimi tempi sono stata fortunata, perchè stanno costruendo un mercato coperto e io ci passo davanti con l'autobus ogni mattina. Certo, i maledetti per prima cosa hanno realizzato il recinto perimetrale e così mi perdo gran parte del divertimento; ma una buona idea di come procedono me la riesco a fare lo stesso.
Stamattina, l'apoteosi: hanno iniziato i lavori nel mio ufficio.

E' fantastico, se si esclude il rumore del trapano elettrico nelle orecchie.

venerdì 16 ottobre 2009

Sconcezze

Non vedere i canali Mediaset mi evita numerosi travasi di bile, ma rischia di farmi sottovalutare lo schifo in cui è caduta l'Italia. Un truogolo è più pulito.

L'altro giorno, per esempio, i nostri hanno seguito di nascosto il giudice Mesiano, quello della maxi-multa per il Lodo Mondadori. Seguito e ripreso, naturalmente di nascosto, mentre andava dal barbiere e si sedeva su una panchina a fumare una sigaretta.
Che scoop, eh? Il tutto condito da commenti della "giornalista" sulla stranezza dei comportamenti del giudice. Che, in effetti, non era circondato da un codazzo di veline e servi prezzolati, il che a un "giornalista" di Canale 5 deve sembrare davvero strano.

Più ci penso e più mi imbufalisco: ma come si permettono di fare una cosa del genere? Facile: si permettono perché noi glielo permettiamo. Almeno una lettera di protesta, per poco che sia, gliela devo mandare. Che schifosi.

Gentile redazione,
cerco di preservare quel poco di intelligenza che Iddio mi ha dato evitando accuratamente di guardare i programmi Mediaset.
Lo stesso mi sento personalmente offesa dall'indegno "servizio giornalistico" che avete realizzato pedinando e riprendendo di nascosto il giudice Mesiano. Le ragioni di questo "scoop", affatto giornalistiche, sono fin troppo evidenti e non le sto qui a riportare, pregandovi di non tentare giustificazioni risibili. Si tratta di una vergognosa intrusione nella vita privata di un uomo che si cerca di ridicolizzare (forse perché, a differenza di altri, non ha scheletri nell'armadio con cui lo si possa ricattare). Il tutto mentre il vostro padrone ridicolizza l'Italia intera davanti al mondo, e minaccia i pochi che si ostinano a tenere la schiena dritta.

Voi, ovviamente, non siete del numero. Vorrei dirvi che dovreste vergognarvi, ma capisco che per provare vergogna occorre possedere un minimo di dignità, e quindi la cosa supera le vostre possibilità. Mi vergogno io per voi. Spero che almeno in piccola parte vi raggiunga il senso di profondo schifo che mi ha colto quando ho saputo di questo ultimo atto di servilismo.

giovedì 15 ottobre 2009

Tutto d'un fiato

Posto che mi rifiuto di andare a dormire alle 9 anche se già mi si chiudono gli occhi, e comunque prima mi devo lavare i capelli perché non esiste che io mi alzi mezz'ora prima domani mattina per lavarmeli, sarebbe troppo sibaritico secondo voi infilarmi a letto al caldo sotto il piumino, e con tanto di calzini ai piedi (dopo essermi lavata i capelli, è ovvio), a guardare Annozero?

martedì 13 ottobre 2009

Qualche riflessione mentre stiamo andando a rotoli

Il problema dell'Italia, a mio parere, è che siamo un popolo di furbi. Predichiamo bene e razzoliamo male: ci lamentiamo perché i nostri vicini tengono la radio a volume altissimo, e poi buttiamo le cicche di sigaretta sul loro bucato steso ad asciugare. Le regole devono valere per gli altri, non per noi che siamo più che autorizzati ad aggirarle.

Da qualche settimana Repubblica sta facendo un gran battage sul tema - sacrosanto - della libertà di informazione, reagendo agli attacchi che riceve da Berlusconi, e proclamando l'importanza di un giornalismo imparziale, "cane da guardia del potere", pronto a colpire a destra e a manca senza guardare in faccia a nessuno. Eppure proprio loro sono sempre stati, e sono tuttora, schieratissimi pro PD e  di conseguenza contro chiunque, anche all'opposizione (Di Pietro e Grillo in primis) possa dar fastidio all'establishment.

Ieri, a La7, Eugenio Scalfari ha dato bella prova di sé, citando le vittime dell'editto bulgaro: "Enzo Biagi, Santoro e un comico... adesso non mi viene il nome..." E il nome (ovviamente quello di Daniele Luttazzi, che dal video è ancora ostracizzato) non l'ha fatto nemmeno dopo che Gad Lerner gliel'ha suggerito.

Quando sento cose come queste mi convinco che non c'è più speranza.

"Sono come Superman" (cit.)


Comunicazione di servizio

Non sono scomparsa dalla faccia della terra: non ancora, almeno.
Ma è un periodo più frenetico del solito in ufficio, e quando torno a casa la mente ha ormai fatto il vuoto pneumatico: non ho energie per scrivere.
Non saprei neanche cosa scrivere, del resto: in ufficio lavoro, a casa - se non mi abbatto esausta sul divano - faccio la brava massaia (càpita di rado, ma càpita); insomma, tutta roba di pochissimo interesse per il blog.
E pensare di scrivere sulla deriva fascistoide che ha preso l'Italia mi fa sentire ancora più stanca.

Molti dei blog che seguo non si aggiornano da mesi, quindi pare che questa svogliatezza non sia solo mia; ma per quanto mi riguarda non intendo abbandonare questa bella abitudine che avevo preso, di buttar giù quando posso i miei pensieri.
Spero che presto, prestissimo arrivino tempi migliori, con più tempo e più voglia di scrivere. Nell'ottimistica attesa, qualche riga cercherò comunque di lasciarla il più spesso possibile.

giovedì 8 ottobre 2009

Ipotesi di complotto

sinistra

Il giorno dopo

Smaltito il sollievo, alcune considerazioni.
  • Con la reazione scomposta e iraconda di ieri, Berlusconi ha definitivamente ammesso che il Lodo Alfano era stato concepito a sua immagine e somiglianza, al solo scopo di salvargli la ghirba dai processi. Altro che esigenze di governabilità.

  • Sono inquietanti i messaggi in codice lanciati a Napolitano. "Mi sento preso in giro": quindi qualcuno gli aveva promesso qualcosa? Chi? E cosa gli aveva promesso? Viene in mente il Violante che in Parlamento afferma (più o meno) "a Berlusconi era stata garantita la salvezza delle sue TV".

  • Sono invece deprimenti le risposte di Napolitano: bocciando il Lodo Schifani la Consulta non aveva precisato che ci voleva una legge costituzionale. Quindi lui ha fatto il suo "dovere", e la colpa è tutta di quei cattivoni della Consulta. A parte il fatto che sulla legge costituzionale ci potevi arrivare da solo, Giorgio, che mi dici di quel piccolo negletto art. 3, "tutti sono uguali di fronte alla legge"?

  • "La firma del Presidente della Repubblica garantisce la costituzionalità della legge". E garantisce pure lo scudo fiscale. Qualcuno gli tolga quel timbro di mano!

  • Nessuno - tranne il solito Di Pietro - dice quello che a me pare pacifico, ossia che adesso Berlusconi si dovrebbe dimettere. In qualsiasi altro Paese non si sarebbe nemmeno candidato. Qui invece è una corsa a chi dice per primo che "il governo è comunque legittimato dal voto". Su Repubblica leggo addirittura che la reazione di Di Pietro è "chiassosa" (e fa un favore a Berlusconi, ça va sans dire).
    Update: anche il Times sostiene che Berlusconi si deve dimettere. Che chiassosi, questi inglesi.

mercoledì 7 ottobre 2009

Il Lodo Alfano è illegittimo


Una giornata tipica

Già avevo il mal di testa, e oggi hanno fatto di tutto, in ufficio, per farlo aumentare.
  1. Dopo mesi e mesi e vari solleciti ho avuto risposta da una grande azienda americana, che mi ha indicato un referente a cui rivolgere le mie richieste (in English, of course). Cosa che ho fatto; e il referente mi ha risposto, dicendomi che il referente non è più lui, ma un altro. A cui ho scritto (in English again, of course) ripetendo le mie domande; e lui mi ha risposto proponendomi una conference call per lunedì prossimo, alle 10 a.m. (ora di NY). Io leggo senza problemi l'inglese, lo scrivo passabilmente (avendo qualche giorno di tempo...), lo parlo maluccio, non lo capisco assolutamente quando mi parlano. Soprattutto in americano. Help me.
  2. Una collega che ha ricevuto p.c. tutto il carteggio di cui al punto 1 mi ha fermato in corridoio, mentre ero in tutt'altra faccenda affaccendata, per chiedermi di spiegarle il carteggio. Che era (vedi sempre il punto 1) solo e sempre la stessa mail, ripetuta per 3 volte e inviata a 3 referenti diversi.
  3. Il capo della collega mi ha fermato di nuovo, sempre nello stesso corridoio, per dirmi che secondo lui una delle 10 domande che facevo nella mail (in English) era "irrilevante". Con tutta la pazienza lasciatami dal mal di testa, ho aspettato che finisse di parlare per fargli notare che mesi fa avevo mandato a lui quelle domande, prima di spedirle agli americani, per chiedergli che cosa ne pensasse, e non mi aveva neanche risposto. Sua replica: "Questo non me lo ricordo; comunque secondo me quella domanda è irrilevante".
  4. Dalla sede di Roma, mi chiama un'altra collega a cui, su indicazioni di una dirigente, avevo chiesto notizie di un progetto. La collega mi dice che responsabile del progetto è proprio quella dirigente (che a me aveva detto di non saperne nulla), e si lamenta di essere stata interpellata inutilmente. Perché lo dice a me? Ovvio: io non sono una dirigente.
  5. Sempre la stessa collega mi tiene 10 minuti al telefono per dirmi come e qualmente un sacco di mattoidi inondino la sua mail di progetti editoriali bislacchi (il tutto per chiedermi di modificare la pagina dei Contatti sul sito web aziendale).
  6. Infine (si fa per dire, ma il post è già troppo lungo) mi avvisano che una collega di Roma mi sta cercando per mare, per terra e per cielo; quando la chiamo, mi chiede di richiamarla in presenza della mia dirigente (è giornata di conference call); recupero la dirigente, chiamiamo la collega romana, e lei ci legge in viva voce la mail che ci manderà non appena posata la cornetta.
Tremo al pensiero di quello che succederà domani.

martedì 6 ottobre 2009

Sarà colpa della crisi?

Giorni fa, in coda davanti a me alla cassa del supermarket c'era un signore che ha acquistato solo una confezione di wurstel.
Ho solidarizzato con lui: a me capita spesso di dover tornare al supermarket, dopo una spesa monstre, perchè - pur avendo comprato di tutto - scordo qualche cosa fondamentale.

Uscendo dal negozio, con la coda dell'occhio ho visto di nuovo quel signore; camminava su e giù nel parcheggio, allora mi sono incuriosita e ho guardato meglio. Aveva aperto la confezione e stava mangiando i wurstel lì nel parcheggio.
Questa cosa mi ha messo addosso una tristezza infinita.

lunedì 5 ottobre 2009

Volantinaggio

Se mi leggete da un po' e avete buona memoria, sapete che vado matta per i volantini pubblicitari e prendo tutti quelli che trovo nella cassetta condominiale.

Beh, oggi insieme con le offerte promozionali di vari ipermercati, ho trovato anche Libero.
Sì, il giornale (o presunto tale). In un'edizione speciale (immagino: non so come sia fatto normalmente Libero; mi guardo bene dal leggerlo, figurarsi dal comprarlo), poche pagine ma che... come dire? Rendono l'idea.

Nella cassetta ce n'erano almeno una ventina di copie. Il mio primo pensiero è stato: ma guarda questi farabutti (cit.), ora fanno propaganda porta a porta (cit.)! Il secondo pensiero è stato una domanda: quanti soldi avranno speso per una tiratura del genere?

Mi sono anche ricordata di quando, qualche settimana fa, sono andata a visitare la Fiera del Levante, e all'ingresso distribuivano per l'appunto Libero.
I cassonetti accanto all'ingresso erano stracolmi: peccato solo che non ci fosse la raccolta differenziata.

Marco on air / 68

passaparola

venerdì 2 ottobre 2009

Preoccupazione legittima...

Renato Schifani dichiara:
Il servizio pubblico dovrebbe fare comunicazione nei limiti della decenza sopportabile dal Paese: temo che questo limite sia stato superato da un po' di tempo. Siamo nella palese indecenza.
Sono pienamente d'accordo con lui, devo preoccuparmi? *__*;

mercoledì 30 settembre 2009

Com'è umano lei, NdR

"Il presidente Fini ha diritto alle sue opinioni su qualsiasi argomento" [basta che se le tenga per sè, NdR]. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo in diretta a Sky Tg24 Mattina [alè, ci siamo giocati un altro TG, NdR]. "Dentro un grande partito - prosegue - le differenze rappresentano una grande ricchezza" [è proprio fissato con le dimensioni, NdR]. Il premier aggiunge inoltre che "nel nostro partito c'è sempre stata libertà di coscienza sui temi che riguardano l'etica e la morale" [come diceva Corrado Guzzanti, facciamo un po' come c***o ci pare, NdR].
(fonte: Repubblica.it)

martedì 29 settembre 2009

Giraffe

Internet è piena di idee folli, e questa è così strampalata che non potevo non partecipare!


lunedì 28 settembre 2009

Dialoghi socratici

L'amore mio: "Comunque fanno bene a mettere sotto inchiesta Santoro, una trasmissione come quella di giovedì scorso non è civile."
Io: "E Bruno Vespa allora?"
Lui: "Ma Bruno Vespa non attacca così le persone."
Io: "E' proprio questo il problema! Vi siete abituati ai giornalisti che non fanno domande."
Lui: "Ma non è giusto attaccare la gente su questioni personali..."
Io: "Ah, perchè farsi una put***a e in cambio candidarla a un Consiglio comunale è un fatto personale? Non saranno anche fatti dei cittadini?
Lui: "Vabbeh, ma fare 20 puntate su questa cosa..."
Io: "Veramente quella di giovedì scorso è stata la prima puntata di Annozero..."
Lui: "... Ma ne stanno parlando da questa estate..."
Io: "... Veramente quando il caso D'Addario è scoppiato Annozero aveva già chiuso..."
Lui: "Comunque a me la trasmissione non è piaciuta."
Io: "Allora cambia canale; a me è piaciuta, perché mi devi impedire di vederla?"
Lui: "Ma infatti io non voglio che la chiudano."
Io: "No, tu vuoi stabilire cosa devono dire e come devono dirlo; e non è censura questa?"
Lui: "Ma sono loro che esagerano: possibile che debbano sempre attaccare Berlusconi? Possibile che non abbia fatto mai niente di buono, neanche una cosa?"

Qui è iniziata una lite furibonda. Per fortuna poi facciamo sempre pace.

Marco on air / 67

passaparola

domenica 27 settembre 2009

In gita

Oggi siamo andati per castelli, a Melfi e Lagopesole.

Il castello di Melfi ospita il Museo archeologico nazionale del Melfese (ovviamente), pieno di cose splendide: io sono rimasta colpita soprattutto dalle decine di corredi di sepolture principesche.

C’era anche una mia vecchia conoscenza, l’askos Catarinella. Ho fatto un po’ di foto “vietate” perché era troppo bello.

askos Catarinella

Lo so, sembra decorato dal figlio seienne del ceramista, ma in realtà è un oggetto unico e importantissimo per gli scienziati, per via delle sue decorazioni figurate che rappresentano un funerale:

askos dettaglio

Questi pupazzetti sono le donne che partecipano al corteo funebre, con le mani alzate e i capelli tagliati in segno di lutto.

Fantastico, vero?

venerdì 25 settembre 2009

Sappiate che possiamo vincere


Sappiate che ufficialmente questo è dovuto alla messa on line di una parte dell'intervista di Letterman a Obama.
Sappiate che mentre scrivo questo post (25 settembre 2009 ore 16.50) su YouTube ci sono ancora almeno 287 video dell'intervista di Letterman a Obama.

Sappiate che sono stati rimossi anche tutti i video di Passaparola di Marco Travaglio.
Sappiate che pertanto i video sono scomparsi anche da questo blog; ma io non editerò i post, per lasciare traccia di questa censura.

Sappiate che lo staff di Grillo pubblicherà di nuovo tutti i video su un'altra piattaforma, e io a mia volta pubblicherò tutti i link. E cercherò un modo per protestare con YouTube (ho già scritto a David Letterman).

Sappiate anche che è una vergogna. Se potete, andate a Roma il 3 ottobre a manifestare per la libertà di informazione. Anche il web è a rischio. Sappiatelo.

Update: i video sono ancora visibili su YouTube.de. Chi può, li scarichi e li diffonda ovunque!

Update 2: un'ora dopo il mio post, l'account YouTube di Beppe Grillo è tornato in linea. Vittoria!

giovedì 24 settembre 2009

Recidiva

Pur con tutti i miei innumerevoli pregi e virtù, ho un punto debole: sono un po' ingenua.
L'amore mio me lo rimprovera spesso, dicendomi che devo essere più furba.

- Perché vedi, amore, tu non puoi credere sempre a tutto quello che ti dicono: se il primo che passa ti fa "Guarda, l'uomo volante!"...

- Dove, dove?

Ossimori

D'accordo, sono la prima a riconoscerlo: il lavoro mi sta mandando un po' in fissa. Da casa controllo la posta d'ufficio, correggo i refusi in tutto quello che leggo, e sono ipercritica (OK... più del solito).

Però, dai, davvero, come si fa a scrivere in un articolo (e pubblicarlo su una delle testate on line più seguite in Italia) "la scossa è stata seguita da un LIEVE BOATO"?

Motivi di speranza

Oggi me ne andavo per i fatti miei... quando sento una voce dietro di me: "Leggi, leggi: 'La bella notizia....' "

Ehi, un momento: queste parole le conosco; è l'articolo di Padellaro! Da ieri sera, quando ho scaricato il PDF, ho letto e riletto "Il Fatto" tante di quelle volte che potrei quasi recitarlo a memoria.



Mi giro... E infatti, ecco due signori che bel belli passeggiano e si leggono ciascuno la sua brava copia del quotidiano, in pieno centro di Bari.

Stavo per scattare una foto con il telefonino. Che soddisfazione!

mercoledì 23 settembre 2009

Ufficio d'angolo

Finalmente, dopo settimane di diatribe ed elucubrazioni (per fortuna non mie), è stato partorito il nuovo schema logistico-strategico della sistemazione dell'ufficio.

Il fatto è questo: a giugno alcuni dirigenti sono andati in pensione, altri sono stati promossi ed hanno quindi reclamato una stanza "dirigenziale".
Non vi pare una grande sciocchezza? A me sì. Comunque i capi hanno preso la cosa molto sul serio, e in effetti in certi casi una riorganizzazione era necessaria (c'erano zone dell'ufficio semivuote e altre con i colleghi praticamente "soppalcati").

Il nostro settore, che ha una dirigente molto tranquilla (il che di solito è un'ottima cosa, ma in questo caso ci ha giocato a sfavore), sulla carta ha cambiato disposizione almeno tre volte. Io, che potendo scegliere avrei gradito rimanere bel bella in beata solitudine nella mia stanzetta, sarò spostata - del tutto inutilmente - insieme a una collega.
Simpatica, per fortuna. E mi fa piacere avere qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere ogni tanto.

La dirigente, comunicandomi la cosa, era tutta mortificata. Ma io, davvero, non ci tengo più di tanto ad avere la stanza per me sola. Di certi presunti status-symbol non so che farmene.
Mi viene invece il dubbio che la stanza singola mi sia stata tolta per rassicurare altri sul loro status-symbol.

Amici sconosciuti

Immagino che la cosa di solito funzioni così: tu girelli per il web, più o meno senza costrutto; ti imbatti in un blog che ti pare simpatico, e cominci a seguirlo. E impari a conoscere il blogger, pian piano, finchè non lo senti amico.

Beh,una volta mi è capitato di assistere a una conferenza, e la relatrice - bella signora, vestita con ricercatezza, competente e spigliata - ha citato il suo blog. Presa da curiosità per questa donna così sicura di sè e delle sue opinioni, io che invece ho sempre paura di dire sciocchezze (la chiamo "sindrome dell'interrogazione che va male") me lo sono andato a leggere, 'sto blog.

Scoprendo una persona sola, affamata di affetto, scontenta del suo lavoro e della sua vita segnata da episodi tragici. Chi l'avrebbe mai detto.
Non l'ho mai contattata, nè ho lasciato commenti. Ora è da agosto che non posta più sul blog. Sono preoccupata.

martedì 22 settembre 2009

Minoranze


(by Massimo Bucchi 2009)

O tempi, o costumi

Piove che Dio la manda.

E il TG mostra il Presidente Obama al David Letterman Show.
Immagino Berlusconi a Satyricon. Eeeeh, come no.

Obama dice che tutti gli elettori, democratici e repubblicani, chiedono ai politici buon senso, integrità e onestà.
Lo dice e sembra che ci creda. Quantomeno è un buon attore. Ha pure una bella voce.
Immagino Berlusconi... lasciamo perdere.

Sono depressa.

lunedì 21 settembre 2009

Contrordine

Oggi giornata campale, cosa che sta diventando un po' la routine. E lo dico con qualche ansia.
La cosa che mi uccide sono i contrordini: anche quelli di routine. Il fatto è che, per forma mentis, sono abituata a reagire velocemente. Il capo mi chiede una cosa e tac! la faccio. Il capo mi chiede varie cose? Stabilisco le priorità e tac! le faccio.
E poi arriva il contrordine.

Sto imparando a non farmi spaventare dalla montagna di scartoffie che mi arriva sulla scrivania, a restare calma, a fare tutto con ordine e metodo. Poirot sarebbe fiero di me (se non vedesse il caos sulla mia scrivania).
Devo imparare a ritardare il tac!, a tenere un po' in caldo le varie faccende. Non tanto: mezz'ora, un'ora al massimo, aspettando il contrordine. Tanto arriva, e io mi evito di dover fare le cose due volte.

Marco on air / 66

passaparola

venerdì 18 settembre 2009

Misteri meccanici

Oddio, magari sono misteri solo per me, che di meccanica non capisco una cippa e quando mi chiedono "tu che automobile hai?" rispondo "una rossa".
(E intendo proprio il colore, eh? Dubito che potrò mai permettermi una Rossa.)

Fatto sta che ieri pomeriggio, quando sono andata a trovare mia zia, la rossa è partita senza problemi. Ma quando, dopo mezz'ora, ho tentato di riaccenderla, il risultato è stato ZGRRR - ZGRRR - ZGRRRR.

Le luci si accendevano. La radio si accendeva (a volume bassissimo, però). Il motore era morto.

Quel santo dell'amore mio è venuto a prendermi, ha fatto ripartire l'auto a spinta, ha riaccompagnato me e l'auto a casa.
Ho spento il motore. Ho provato a riaccenderlo. E' partito subito e cantava come una Rossa.
Stamattina ci ho riprovato. Motore acceso al primo tentativo.

Oggi pomeriggio devo assolutamente andare in banca. E già lo so: l'auto partirà tranquillamente, e mi lascerà appiedata in banca.
Tanto, a quel punto, i soldi per il carro-attrezzi ce li avrò, giusto?