giovedì 23 dicembre 2010

Auguri di buona routine

E' il momento di un bilancio, ora che l'anno (per il momento quello lavorativo) volge al termine? Beh, come ho detto ai colleghi oggi, è stato un anno faticoso con vari fronti aperti, dai più seri ai più futili, che però hanno dato fastidio lo stesso. Ora che, infine e - in alcuni casi - fortunatamente, alcune vicende si sono concluse, e tutto è bene quel che finisce, cerchiamo di passare in tranquillità e relax i giorni di festa, e speriamo che il prossimo anno sia meno movimentato.
Buon Natale a tutti gli amici del blog, e arrivederci (credo) a dopo Santo Stefano!

martedì 21 dicembre 2010

Horror

Sono sempre stata fissata con l'ortografia e la grammatica: in famiglia passo per indiscussa autorità in materia, e già alle scuole medie mi chiamavano "il piccolo Palazzi".
Lavorare per una casa editrice ha drammaticamente elevato il livello di paranoia: un congiuntivo sbagliato, un apostrofo di troppo e non vi guardo più in faccia.

Sui social network, ahimè, ne vedo delle belle e ho dovuto fare il callo alle abbreviazioni sms-style: "anke", "nn", "tvb" e simili mi provocano un fastidioso prurito in tutto il corpo, ma a parte questo sono tollerati e del resto anCHe io non disdegno, alla bisogna, un "cmq" qua e là.

Però leggere, in messaggi di persone ufficialmente laureate, "stà piovendo", mi fa venire voglia di recuperare una mannaia e scatenare l'inferno.

mercoledì 15 dicembre 2010

Armi di distrazioni di massa

Va bene: a Roma, per strada, c'erano anche dei poliziotti in borghese, infiltrati, che potrebbero aver scatenato gli scontri.
Si vedrà. 

Ma potremmo anche parlare un pochetto del fatto che siamo governati da un corruttore sostenuto da un Parlamento di corrotti?

(Il titolo cita uno splendido calembour di Sabina Guzzanti)

All'anima del regalo

Sentita ieri in autobus. - Sì, ti ho fatto una compilescion... Ti ho messo Nathalie, sai quella di X-Factor... E poi Nek, alcuni inediti di Nek [stica, NdR]... Insomma, una bella compilescion come regalo di Natale...

(Non commento i fatti di ieri a Roma. Ogni commento mi pare superfluo. Non so voi, ma io ho una fifa blu: secondo me si finisce, a breve, alla guerra civile.)

lunedì 13 dicembre 2010

Marco on air / 130

passaparola

Traslochi

Ieri, in famiglia, discorsi sparsi sulla situazione economica, sul lavoro che non c'é, sulle pensioni che non ci saranno.
L'amore mio, che è un libero professionista e, secondo me, una persona molto intraprendente, sosteneva che faremmo miglior cosa a prender su armi e bagagli e trasferirci in un paese del c.d. Terzo Mondo, che comincerà il suo sviluppo nei prossimi anni, finché essere italiani conta ancora qualcosa (in termini di know-how, competenze gestionali etc.) e "prima che chiudano le frontiere impedendoci di uscire" (!).

Dato che l'amore mio è persona assai pragmatica e realistica (sempre secondo me), sentirlo esprimersi in questi termini mi ha messo una leggera inquietudine addosso.
Per fortuna il blog viaggia via web e potrò quindi continuare a scrivere anche da altrove...

lunedì 6 dicembre 2010

Marco on air / 129

passaparola

La rivolta delle macchine, e altri disastri

Questi ultimi giorni del 2010 si preannunciano... come posso dire? "interessanti".

Come sempre, tutte le cose da fare si concentrano alla fine, lo stress raggiunge l'apice e anche gli oggetti inanimati sembrano partecipare di sfavorevoli congiunture astrali. A parte vari furti di mobili e immobili che hanno recentemente funestato la mia famiglia, infatti, nelle ultime 48 ore io personalmente ho sperimentato inspiegabili e disastrosi malfunzionamenti, nell'ordine, dell'impianto elettrico e del frigorifero. I quali entrambi, subito dopo aver generato catastrofi (ne valga ad esempio lo scongelamento irreversibile di tutti i surgelati), hanno ripreso a funzionare perfettamente.

A ciò si aggiunga che, tra tutti gli addobbi natalizi tirati fuori dal ripostiglio per essere sciorinati, come tradizione vuole, mercoledì prossimo, proprio il mio preferito, l'alberello delizioso di vetro soffiato acquistato nel corso della prima vacanza cheek-to-cheek con l'amore mio, si è misteriosamente dissolto nel nulla. Nella desolazione massima, traggo conforto dal rivestire di patina letteraria questi miei patimenti.
(E appena torno dal lavoro, piuttosto ribalto casa ma l'alberello delizioso deve saltare fuori!)

mercoledì 1 dicembre 2010

Giornata nazionale della vergogna collettiva

Il nostro ineffabile Governo ha deciso di istituire la Giornata nazionale degli Stati vegetativi per il prossimo 9 febbraio, anniversario del trapasso di Eluana Englaro. Ora, al di là del fatto che "stato vegetativo" è forse la definizione che più si attaglia al nostro attuale Governo (per non dire di quelli precedenti), e al di là del fatto che una Giornata nazionale degli Stati vegetativi mi pare, ad analizzarla oggettivamente, una grandissima fregnaccia, io lo vorrei conoscere quel solertissimo individuo che, nonostante la crisi economica, la disoccupazione, la criminalità organizzata e disorganizzata, la dilagante monnezza, la rivolta degli universitari contro la riforma (sic) Gelmini, gli scandali wikileaks e non wikileaks, i crolli a Pompei e altrove, trova tempo e modo e testa per compulsare il calendario e proporre di istituire una Giornata nazionale degli Stati vegetativi proprio nell'anniversario della morte di Eluana Englaro. Ennesimo sfregio a lei, ennesima coltellata al cuore di chi l'ha amata e l'ama, ennesima figura di cacca di una banda di figuri senza cuore, senza vergogna, senza dignità.

E vergogna anche a noi che questo Governo l'abbiamo legittimato, sopportato, e ancora non scendiamo in piazza per cacciarli fuori tutti indistintamente da quell'aula, a pedate.