martedì 15 dicembre 2015

Come ho speso (letteralmente) il pomeriggio

Oggi mi sono dedicata a un'occupazione che adoro, e che purtroppo posso praticare - vuoi per questione di consuetudini, vuoi per volgaVi vincoli economici, che noia il vil denaVo, signoVa mia - soltanto in questo periodo: l'acquisto massivo di regali di Natale.

Rispetto al mio solito sono in enorme ritardo: da settimane me lo andavo ripetendo, ma non riuscivo a entrare nel giusto mood. Questo pomeriggio, invece, è stata una cavalcata trionfale: entravo in un negozio e pam! il regalo perfetto mi cascava praticamente tra le braccia.

Ligia al dovere, pur avendo adocchiato millemila cose belle e neanche eccessivamente costose, non ho comprato nulla per me, badando solo ai regali altrui. E ho fatto bene, perché sono tornata a casa carica come un ciuccio. 
(Gli acquisti per me torno a farli domani.)

Ora non riesco a decidere se lasciare i regali nelle buste dei negozi, tanto pratiche ma poco eleganti, o applicarmi e fare dei bei pacchetti. C'è il piccolo particolare che, se li faccio io, i pacchetti non saranno mai "belli"...

4 commenti:

  1. Per pochi spiccioli te li incarto io.

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    1. Proposta interessante, ma:
      1) quantifica i "pochi spiccioli". Non per sfiducia, ma a questo mondo nulla come il denaro è relativo;
      2) chi sei?

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    2. 1) Riceviamo lo stesso trattamento economico, quindi è ragionevole supporre che abbiamo lo stesso concetto di "spiccioli".

      2) Antonio Chieti. Per commentare il post Blogger mi ha chiesto nome e email, ma è comparso "Unknown" come autore della commento. Un vero toccasana per la mia autostima.

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    3. Ah. ma sei tu! Inquietante, in effetti, che BigG non ti riconosca...

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