lunedì 30 novembre 2009

L'amore è...

...portare la tua fidanzata a Roma il 5 dicembre, invece di farle prendere un bus con gente ignota e potenzialmente drogata e/o pericolosa [sic, NdA], e vagare senza meta per le strade della Capitale mentre lei partecipa al No B-Day, anche se secondo te è una grande e inutile stupidaggine, organizzata dai soliti comunisti che non hanno voglia di lavorare...

Marco on air / 76

passaparola

giovedì 26 novembre 2009

Ma la fenice non esiste

Va male, va malissimo. Nell'indifferenza più o meno collettiva stanno sventrando la giustizia, la scuola, la sanità pubblica; legalità e democrazia sono in stato comatoso, se non già colpite a morte; per ingraziarsi le alte sfere cattoliche (cattoliche?) si percorre la via dell'integralismo bigotto e retrivo. Io non ne posso davvero più, non passa giorno senza un nuovo segnale di sfascio. Andremo a manifestare il 5 dicembre, ma sarà comunque inutile: non se ne andranno mai, non se lo possono permettere. E ci hanno consegnato - e ci siamo consegnati da soli, mani e piedi - agli speculatori, ai delinquenti, ai criminali. Non ci resta che sperare nella morte e nella rinascita dalle ceneri.

domenica 22 novembre 2009

Lo stato delle cose

Non faccio più propaganda politica sul blog come prima. Non mi sto autocensurando, anzi: ho aperto un account Tumblr (trovate il link in alto nella pagina, se vi interessa) e tra quello e il mio profilo Facebook vi assicuro che sono monotematica e scatenatissima.
Solo che mi annoia ripetere le stesse cose su Tumblr, su Facebook e sul blog.

E poi, che cosa potrei scrivere qui che non abbia già scritto per commentare le ultime nefandezze dei nostri beneamati politici? Cito in ordine sparso: il "processo breve" (aka "prescrizione celere"), la privatizzazione dell'acqua, la morte di Stefano Cucchi, le mancate dimissioni di Cosentino, le inutili manfrine di Fini, lo stato pietoso dell'informazione su TV e giornali.

Possiedo un vocabolario piuttosto nutrito, ma anche i sinonimi di "disgusto" finiscono, prima o poi.

sabato 21 novembre 2009

Tempo da perdere

Che non sono del tutto normale lo sapete già, perciò non vi meraviglierete se vi dico che tempo fa, quando partecipavo a un progetto di ricerca finanziato con fondi europei, roba grossa quindi, per riassumere l'andamento dei lavori a colleghi-amici assenti, ho scritto dei resoconti in rima.
Per la precisione, in ottave ariostesche. Le donne, i cavallier e tutta quella roba lì.
Questo perchè tutta la faccenda assumeva connotazioni tanto epico-tragiche da essere ridicole, e viceversa. Ariosto mi sembrava adatto, come mood.
(E poi io lo adoro.)

In questi giorni, leggendo una biografia di Foscolo (non sono normale) e vedendo tutte le cose che quest'uomo riusciva a fare in un anno (litigarsi con francesi e austriaci, nonchè con gli italiani filo-francesi e filo-austriaci; andare in esilio; fare il romantico con varie nobildonne incontrate in esilio; scrivere romanzi e poesie; scrivere critiche agli altrui romanzi e poesie; e altro ancora, ma suppongo che a voi la biografia di Foscolo non interessi, quindi mi fermo qui), sono tornata a fare una riflessione che già avevo fatto quando scrivevo ottave ariostesche: e cioè che quando non c'era la TV la gente aveva un sacco di tempo per scrivere.
Perchè le sere di inverno senza TV (nonchè senza internet, e pure senza telefono se per questo, per non dire senza luce elettrica) sono lunghe a passare; grazie che poi si riuscivano a buttare giù quaranta-canti-quaranta, e a tradurre l'Iliade.

Riflessione di conseguenza: chissà di quanti geni letterari ci sta privando il progresso tecnologico (vedi vignetta).
Ma se per questo, pure di qualche Alessandro Manzoni.
Non tutti i mali vengono per nuocere.

giovedì 19 novembre 2009

Una modesta proposta

Ho l'abitudine di fare colazione guardando il TG (cosa che, in effetti, non mi predispone a cominciare allegramente la giornata).
E stamattina riflettevo sui personaggi che abbiamo messo a governarci: c'è poco da fare, ce li abbiamo messi noi, anche io che non mi sognerei mai di votarli, ma che non sono in piazza a protestare (dovremmo starci tutti, in piazza, ci volevano presìdi permanenti dal giorno dopo Capaci, altro che! Ora ce li meritiamo questi campioni, questa è la verità).

Insomma, riflettevo tra l'altro anche su Calderoli, che mi ha l'aria di non saper fare una "O" col bicchiere ed è Ministro. Ministro della Semplificazione, nientemeno. E io qui, invece di piazzarmi davanti a Palazzo Chigi con un cartello per chiedere che cosa diamine significa "Ministro della Semplificazione".
Per non parlare della Carfagna! Vabbeh.

Ora, visto che Calderoli & Co. fanno tanto i cattolici praticanti, stavo pensando di mandargli una lettera:
Egregio signore,
dato che lei è Ministro della Semplificazione, e dato che tra un rito celtico e l'altro si fa acceso propugnatore [questa dovrei spiegargliela, mi sa] dei valori cristiani, che fanno parte della nostra tradizione [sic] contro le religioni e i comportamenti altrui, le faccio una modesta proposta per semplificare il cumulo di leggi e leggine in vigore in Italia. Così sveltiamo anche i processi senza bisogno di ridurre i tempi di prescrizione. [questo mi sa che è meglio non dirglielo...]
La mia idea è semplice e - mi lusingo - geniale: aboliamo tutte le leggi e sostituiamole con i 10 comandamenti.
Più cristiano di così! Inoltre c'è il vantaggio che anche gli italiani di religione ebraica non avrebbero problemi, mentre delle altre religioni voi più o meno ve ne infischiate, e quindi è tutto OK.
In caso non se li ricordasse, i 10 comandamenti sono:
  1. Non avrai altro Dio fuori di me. [uhm]
  2. Non nominare il nome di Dio invano. [uhm]
  3. Ricordati di santificare le feste.
  4. Onora il padre e la madre.
  5. Non uccidere.
  6. Non commettere adulterio. [ehm]
  7. Non rubare. [!]
  8. Non dire falsa testimonianza. [!!!]
  9. Non desiderare la donna d'altri. [!!]
  10. Non desiderare la roba d'altri. [!!!!]
Qualcosa mi dice però che non mi darebbero retta...

mercoledì 18 novembre 2009

Medici a consulto

Il mio notebook è ancora in malattia. Lo so, lo so, avevo detto che l'avrei portato in assistenza e ormai è passato quasi un mese... il fatto è che questa storia dell'assistenza mi perplime: io porto il notebook al punto vendita e il punto vendita lo passa al produttore, e poi si sconfina nella terra dell'ignoto, nel senso che non saprò mai che cosa stanno facendo per ripararlo. Lo smonteranno? Gli metteranno dei pezzi nuovi? E se mi turlupinano mettendo pezzi farlocchi? E se lo accendono, lo spengono e amen e tra due mesi siamo di nuovo punto e a capo?

(L'ho detto che tendo ad angosciarmi per un nonnulla? Sì, da qualche parte l'ho detto)

Insomma, per non farvela troppo lunga, ho dato il notebook a un amico informatico e la diagnosi è stata difetto dell'hard disk (in realtà è stata difetto della partizione che contiene i boot di riavvio del sistema, o qualcosa del genere, ma arrivati a "partizione" mi sono persa).
Poi l'amore mio ha pensato di chiedere un consulto a suo fratello, pure informatico, secondo cui il problema è la scheda di rete.
Per quel che ne capisco io, potrebbero dirmi che ha la scarlattina e non avrei argomenti per ribattere.

Ma non c'è un dottor House dei computer?

martedì 17 novembre 2009

Oggi è un giorno zen

Ci sono giorni in cui qualunque piccolezza mi scatena un attacco isterico (e no, non sono quei giorni... beh, non soltanto quelli) e giorni in cui affronto qualsiasi contrarietà con estrema compostezza e un atteggiamento zen.
(A proposito, in regalo a Natale mi piacerebbe ricevere anche un giardino zen. Ora lo aggiungo alla lista, anche se dopo 10 minuti finirebbe rovesciato sul pavimento, dato l'ordine che regna in casa mia e la grazia che contraddistingue le mie movenze. L'istruttrice di aerobica è ridotta alla disperazione).

Oggi, tutto sommato, è un giorno zen anche se ogni tanto mi scopro a digrignare i denti (io somatizzo così). E anche se la direttrice amministrativa mi ha appena telefonato per chiedermi conto e ragione di un budget che non ho mai controllato io (ora però mi dicono che lo devo controllare io. Altri numeri. Meno male che è un giorno zen).
D'altro canto, mi sono arrivati due libri che aspettavo e che non vedo l'ora di leggere, e ho scovato due errori in un libro nuovo che stiamo facendo. E li ho scovati prima che fosse troppo tardi! Questo mi fa sentire ancora più zen.

Se poi la webradio ricominciasse a funzionare, sarebbe meglio ancora.

venerdì 13 novembre 2009

Critica cinematografica

Ieri sera mi sono accasciata sul divano e zappingando qui e lì su Sky (faccio pubblicità e chissenefrega, la TV in chiaro è inguardabile, gridiamolo una volta per tutte e gridiamolo forte; a proposito, devo trovare un sistema per accendere la TV direttamente su Sky; vero che con il passaggio al digitale terrestre il problema si risolverà da sè) ho trovato un bel film che giusto qualche giorno fa pensavo di voler vedere. Sono proprio fortunella.

Il film in questione, El Alamein (vecchiotto: all'epoca non avevo un fidanzato da trascinare al cinema), mi incuriosiva sia per le belle critiche che avevo letto, sia per la presenza di un attore nostrano, Emilio Solfrizzi. Il quale, essendo "nato" come attore comico (se vi imbattete in Filomena Coza Depurada non perdetevelo! E' un capolavoro), mi fa ridere sempre e comunque, anche quando cerca di dissimulare l'accento barese parlando con voce impostata.

Devo dire che in questo film recita benissimo: interpretazione misurata, mai sopra le righe, espressiva anche quando non ha battute ma "arriva" solo con lo sguardo. Ma tutto il cast mi è sembrato bravo, e soprattutto il film - pur essendo italiano - non abbonda inutilmente in primi piani alla Leone o in introspezioni psicologiche che lasciano il tempo che trovano.

Il finale mi ha lasciato abbastanza turbata, a riflettere sulla sorte di quei poveretti mandati a morire e che non hanno nemmeno il nome sulla tomba. Non sono religiosa, ma questo fatto che neanche si debba sapere dove sono finite tante persone, mi ha davvero colpito.

- E tu ci arrivi solo ora, dopo aver visto un film?
- Beh, il buon cinema a questo dovrebbe servire: a farti pensare.

giovedì 12 novembre 2009

Post corto ma un po' criptico

Tutta l'inquietudine di questa mattina si è sciolta... Meno male, perchè detesto sentirmi angosciata, soprattutto quando mi rendo conto che l'angoscia non ha basi reali, è paranoica e si nutre di se stessa girando intorno come un gatto che cerca di afferrarsi la coda.
Ecco, io alla paranoia terrei a non arrivare.

mercoledì 11 novembre 2009

Affinità elettive

Ci sono persone che ho conosciuto e frequentato nel passato, ora non più; per esempio quei compagni di scuola con cui non avevo niente in comune, a parte la sezione e l'anno di corso, e che dopo l'esame di maturità ho abbandonato con un sollievo pari solo al loro.
Quando mi capita di incontrarli per strada, o sull'autobus (e capita spesso, la città è piccola, la gente mormora), di solito cerco di evitarli, faccio finta di non vederli: non saprei che dire, di molti ho rimosso anche il nome. E' un incontro che mi dà solo fastidio. Sarà perchè ho vissuto male la scuola e li associo con brutti ricordi (non mi piacevano loro e non mi piacevo io).

Poi ci sono persone che ho conosciuto e frequentato anche per un tempo inferiore, e in maniera anche più episodica, che però non mi danno alcun senso di disagio; anzi, li rivedo sempre con piacere e con il desiderio di fermarmi a fare quattro chiacchiere (di solito è così che confeziono le mie gaffes più memorabili).
Come la ragazza che ho incrociato oggi andando in ufficio, persona davvero perbene e incontro che mi ha fatto cominciare la giornata con un sorriso e un bacio.

martedì 10 novembre 2009

Vita vera

Driiin!
- Buongiorno, centro assistenza, come posso aiutarla?
- Salve, ho un vostro notebook in garanzia, dovrei mandarlo in assistenza...
- Ha il codice prodotto a portata di mano?
- Veramente no...
- Allora ci richiami con il notebook davanti.
CLICK!

Driiin!
- Buongiorno, centro assistenza, come posso aiutarla?
- Salve, ho un vostro notebook HP in garanzia, dovrei mandarlo in assistenza...
- Ha il codice prodotto a portata di mano?
- Sì, è...
- Ma questo notebook è stato acquistato un anno e mezzo fa. La ditta copre solo il primo anno, il secondo lo copre il punto vendita.
- Lo so, ma il punto vendita ha chiuso...
- In tal caso deve ripararlo fuori garanzia. Le do il numero dell'UNICO nostro centro autorizzato in Italia...

Driiin!
- Buonasera, centro assistenza fuori garanzia, come posso aiutarla?
- Salve, ho un notebook da mandare in assistenza...
- Quando è scaduta la garanzia, signora?
- In realtà non è scaduta, ho comprato il notebook un anno e mezzo fa ma il punto vendita ha chiuso...
- Ma se era un punto vendita di una catena, signora, può rivolgersi anche a un altro punto vendita, o alla loro assistenza...
- Ah, grazie davvero!
- Si figuri signora, buonasera!

Driiin!
- Buonasera! Questo è un call center a pagamento, possiamo registrare la sua chiamata a titolo formativo, e bla bla bla bla bla... Se chiama per un portatile prema 2... Se chiama per un prodotto in garanzia prema 1...  Intanto mettiamo un po' di musichetta... Salve, sono M., come posso aiutarla?
- Buonasera, ho un notebook HP comprato da voi, ma il punto vendita nella mia città ha chiuso...
- Signora, può andare anche da U. in via...
- Ah posso portarlo da U. anche se l'ho comprato da voi?
- Sì certo signora, buonasera.

Perfetto. Ora devo solo chiamare il meccanico per chiedergli se mi ha riparato l'auto.

Ubi sunt pulcherrimae vignettae?

La mia spiccata vocazione laica e anticlericale è deliziata dalle ultime trovate di Stefano Disegni:

Finora ne ho recuperate tre che sviluppano lo stesso tema. Me ne segnalate altre, se vi capita di vederle in giro?

lunedì 9 novembre 2009

Marco on air / 73

passaparola

The Wall


Io me la ricordo la notte del crollo del Muro. Avevo 16 anni.

Rimasi in piedi fino a tarda ora, a guardare la TV: l'entusiasmo di tutti quei ragazzi che si arrampicavano, che aprivano varchi, che si salutavano sbracciandosi da una parte e dall'altra (che ancora per poco sarebbero state una parte e l'altra) era contagioso. Mi sentivo piena di speranza, di fiducia che il mondo potesse cambiare in meglio, e velocemente, e pacificamente.

Ero giovane.

domenica 8 novembre 2009

Troppo caro

Non amo particolarmente i gioielli. A parte gli anelli, che adoro: me ne ricoprirei le dita.
Però i miei anelli sono quasi tutti poco costosi, di bigiotteria: così se ne danneggio qualcuno (cosa probabile, data la mia goffaggine) non devo suicidarmi.

Ora, una grande griffe ha lanciato un anello che a me pare bellissimo: non faccio il nome e nemmeno pubblicità, però l'anello mi piace assai, tanto che pensavo di chiederlo all'amore mio come regalo di Natale.
Prima però mi sono informata sul prezzo. Viaggiamo sugli 800 euro.

Beh, una sciarpa di lana andrà bene lo stesso.

giovedì 5 novembre 2009

Letterina a Babbo Natale

Uomo avvisato, mezzo salvato: sono entrata in mood natalizio (vabbeh, io entro in mood natalizio a partire dal 16 agosto), per cui scansatevi se non volete essere trasformati in albero di Natale semovente.

Ho un sacco di idee fantastiche per i regali: cerco di adeguarmi il più possibile ai gusti del destinatario, come è giusto che sia, ma inevitabilmente càpita che oggetti per me entusiasmanti vengano accolti con un sorriso di circostanza e uno sguardo molto, molto perplesso.

Per esempio, mi domando che faccia farebbero le mie cugine se io regalassi loro un phon a forma di papero (giuro che esiste davvero).

Comunque, onde evitare di ricevere a mia volta a Natale un phon a forma di papero, ecco in tempo utile la lista dei regali che mi piacerebbe avere (faccio notare che è tutta roba economica):
  • il nuovo libro di Daniele Luttazzi, La guerra civile fredda (non ce l'ho fatta ad aspettare Natale, l'ho comprato!)
  • Miti Greci di Robert Graves
  • libri in genere, esclusi Dan Brown, Faletti e Bruno Vespa (OK invece Stephen King e Jeffery Deaver, ma informatevi prima perchè li ho già quasi tutti)
  • un bento (lo volevo pure al compleanno ma nessuno me l'ha regalato; se non lo ricevo a Natale, beh, lo commissiono a un amico che forse l'anno prossimo andrà in Giappone, beato lui, e che si è gentilmente offerto)
  • un bel timbro ex libris personalizzato (qualcosa del tipo "dalla biblioteca di Federica"; niente cuoricini, niente fiorellini piccaritàdiddio!)
  • un hard disk esterno da 1 terabyte (così la prossima volta che il notebook mi pianta in asso gliela faccio vedere io)
  • pantofole da casa foderate di peluche, o pelliccia, comunque caldissime
  • un puzzle da almeno 1.000 pezzi
  • un giardino zen
NB: questa lista si autoaggiornerà fino al 23 dicembre.

mercoledì 4 novembre 2009

Porte aperte

Sono dell'opinione che, per risolvere presto e bene un problema, la cosa migliore da fare è chiedere la consulenza di un esperto.

Ecco perché, quando la porta blindata di casa ha mostrato gravi segni di squilibrio, prima di spezzare la chiave nella serratura ho chiamato un fabbro.
Che è venuto, ha trafficato un po' con le suddette chiave e serratura, poi ha così sentenziato: l'unica soluzione è smontare la porta, sfilare la serratura, controllare il meccanismo e pregare.
Preventivo: mezza giornata di lavoro e 150 euro (preghiere da conteggiare a parte).

A mio merito, va detto che davanti a questo preventivo non ho fatto una piega. Quando però il fabbro ha sottolineato l'opportunità di procedere subito, ergo il giorno dopo, onde evitare guai maggiori, ecco, lì mi sono un po' turbata. Prendere un giorno di ferie per seguire i lavori? O rimandare al sabato, con il rischio di peggiorare irrimediabilmente la situazione?

Mentre mi dibattevo in questo interrogativo inquietante, l'amore mio prendeva lo Svitol e ne irrorava abbondantemente la porta.
Che adesso si apre e si chiude liscia come l'olio.
L'avevo detto io che ci voleva l'esperto.

martedì 3 novembre 2009

Vestito di nuovo

L'abito non farà il monaco, ma quando ho un impegno importante, che richiede una dose di autostima maggiore del solito, mi vesto "bene". Non tanto con qualcosa che mi faccia sembrare più seria e autorevole, tipo un tailleur da "donna in carriera", ma piuttosto con vestiti che mi piacciono, che mi fanno sentire comoda, a mio agio e padrona di me stessa.

Chissà se questa attenzione al vestiario è tipicamente femminile, o anche gli uomini in una giornata grigia e uggiosa si consolano, chessò, con una cravatta sgargiante o con un maglioncino dai colori squillanti, come quello che ho indossato io oggi per portarmi il sole in ufficio.

lunedì 2 novembre 2009

Collaborazione

Dall'ospedale Sandro Pertini fanno sapere che Stefano Cucchi è stato curato "con attenzione e professionalità" nonostante la poca collaborazione del paziente.
Che poi io mi domando come faccia uno con due vertebre rotte a essere poco o molto collaborativo.
Se per questo Eluana Englaro era pochissimo collaborativa, ma l'hanno curata lo stesso.
"Con attenzione e professionalità", ovviamente.
"Noi medici non possiamo obbligare i pazienti a mangiare e a bere."
Appunto.

Marco on air / 72

passaparola