giovedì 23 dicembre 2010

Auguri di buona routine

E' il momento di un bilancio, ora che l'anno (per il momento quello lavorativo) volge al termine? Beh, come ho detto ai colleghi oggi, è stato un anno faticoso con vari fronti aperti, dai più seri ai più futili, che però hanno dato fastidio lo stesso. Ora che, infine e - in alcuni casi - fortunatamente, alcune vicende si sono concluse, e tutto è bene quel che finisce, cerchiamo di passare in tranquillità e relax i giorni di festa, e speriamo che il prossimo anno sia meno movimentato.
Buon Natale a tutti gli amici del blog, e arrivederci (credo) a dopo Santo Stefano!

martedì 21 dicembre 2010

Horror

Sono sempre stata fissata con l'ortografia e la grammatica: in famiglia passo per indiscussa autorità in materia, e già alle scuole medie mi chiamavano "il piccolo Palazzi".
Lavorare per una casa editrice ha drammaticamente elevato il livello di paranoia: un congiuntivo sbagliato, un apostrofo di troppo e non vi guardo più in faccia.

Sui social network, ahimè, ne vedo delle belle e ho dovuto fare il callo alle abbreviazioni sms-style: "anke", "nn", "tvb" e simili mi provocano un fastidioso prurito in tutto il corpo, ma a parte questo sono tollerati e del resto anCHe io non disdegno, alla bisogna, un "cmq" qua e là.

Però leggere, in messaggi di persone ufficialmente laureate, "stà piovendo", mi fa venire voglia di recuperare una mannaia e scatenare l'inferno.

mercoledì 15 dicembre 2010

Armi di distrazioni di massa

Va bene: a Roma, per strada, c'erano anche dei poliziotti in borghese, infiltrati, che potrebbero aver scatenato gli scontri.
Si vedrà. 

Ma potremmo anche parlare un pochetto del fatto che siamo governati da un corruttore sostenuto da un Parlamento di corrotti?

(Il titolo cita uno splendido calembour di Sabina Guzzanti)

All'anima del regalo

Sentita ieri in autobus. - Sì, ti ho fatto una compilescion... Ti ho messo Nathalie, sai quella di X-Factor... E poi Nek, alcuni inediti di Nek [stica, NdR]... Insomma, una bella compilescion come regalo di Natale...

(Non commento i fatti di ieri a Roma. Ogni commento mi pare superfluo. Non so voi, ma io ho una fifa blu: secondo me si finisce, a breve, alla guerra civile.)

lunedì 13 dicembre 2010

Marco on air / 130

passaparola

Traslochi

Ieri, in famiglia, discorsi sparsi sulla situazione economica, sul lavoro che non c'é, sulle pensioni che non ci saranno.
L'amore mio, che è un libero professionista e, secondo me, una persona molto intraprendente, sosteneva che faremmo miglior cosa a prender su armi e bagagli e trasferirci in un paese del c.d. Terzo Mondo, che comincerà il suo sviluppo nei prossimi anni, finché essere italiani conta ancora qualcosa (in termini di know-how, competenze gestionali etc.) e "prima che chiudano le frontiere impedendoci di uscire" (!).

Dato che l'amore mio è persona assai pragmatica e realistica (sempre secondo me), sentirlo esprimersi in questi termini mi ha messo una leggera inquietudine addosso.
Per fortuna il blog viaggia via web e potrò quindi continuare a scrivere anche da altrove...

lunedì 6 dicembre 2010

Marco on air / 129

passaparola

La rivolta delle macchine, e altri disastri

Questi ultimi giorni del 2010 si preannunciano... come posso dire? "interessanti".

Come sempre, tutte le cose da fare si concentrano alla fine, lo stress raggiunge l'apice e anche gli oggetti inanimati sembrano partecipare di sfavorevoli congiunture astrali. A parte vari furti di mobili e immobili che hanno recentemente funestato la mia famiglia, infatti, nelle ultime 48 ore io personalmente ho sperimentato inspiegabili e disastrosi malfunzionamenti, nell'ordine, dell'impianto elettrico e del frigorifero. I quali entrambi, subito dopo aver generato catastrofi (ne valga ad esempio lo scongelamento irreversibile di tutti i surgelati), hanno ripreso a funzionare perfettamente.

A ciò si aggiunga che, tra tutti gli addobbi natalizi tirati fuori dal ripostiglio per essere sciorinati, come tradizione vuole, mercoledì prossimo, proprio il mio preferito, l'alberello delizioso di vetro soffiato acquistato nel corso della prima vacanza cheek-to-cheek con l'amore mio, si è misteriosamente dissolto nel nulla. Nella desolazione massima, traggo conforto dal rivestire di patina letteraria questi miei patimenti.
(E appena torno dal lavoro, piuttosto ribalto casa ma l'alberello delizioso deve saltare fuori!)

mercoledì 1 dicembre 2010

Giornata nazionale della vergogna collettiva

Il nostro ineffabile Governo ha deciso di istituire la Giornata nazionale degli Stati vegetativi per il prossimo 9 febbraio, anniversario del trapasso di Eluana Englaro. Ora, al di là del fatto che "stato vegetativo" è forse la definizione che più si attaglia al nostro attuale Governo (per non dire di quelli precedenti), e al di là del fatto che una Giornata nazionale degli Stati vegetativi mi pare, ad analizzarla oggettivamente, una grandissima fregnaccia, io lo vorrei conoscere quel solertissimo individuo che, nonostante la crisi economica, la disoccupazione, la criminalità organizzata e disorganizzata, la dilagante monnezza, la rivolta degli universitari contro la riforma (sic) Gelmini, gli scandali wikileaks e non wikileaks, i crolli a Pompei e altrove, trova tempo e modo e testa per compulsare il calendario e proporre di istituire una Giornata nazionale degli Stati vegetativi proprio nell'anniversario della morte di Eluana Englaro. Ennesimo sfregio a lei, ennesima coltellata al cuore di chi l'ha amata e l'ama, ennesima figura di cacca di una banda di figuri senza cuore, senza vergogna, senza dignità.

E vergogna anche a noi che questo Governo l'abbiamo legittimato, sopportato, e ancora non scendiamo in piazza per cacciarli fuori tutti indistintamente da quell'aula, a pedate.

martedì 30 novembre 2010

Morto Mario Monicelli

Con due genitori morti di cancro, di sicuro non posso conservare la giusta obiettività né la giusta lucidità, ma lo stesso fatemi dire che costringere un uomo di novantacinque anni a suicidarsi - e in malissimo modo - non è cosa degna di un Paese sedicente civile.

Se oggi mi capitasse vicino uno del movimento pro-vita (ma che razza di nome è?), penso che lo prenderei a schiaffi.

giovedì 25 novembre 2010

Rispettosi e rispettati

Fini e Schifani hanno stigmatizzato l'assalto di ieri degli studenti al Senato, invitandoli ad essere più rispettosi delle sedi istituzionali, e dicendo più o meno che quelle sedi sono rappresentative della democrazia, che è una cosa duramente conquistata.

Ma che, ma quando? Cominciassero Fini e Schifani a rispettarle, le istituzioni e relative sedi, togliendo di mezzo tutti gli inquisiti e condannati che le bazzicano, invece di pontificare con una faccia di tolla da record!

martedì 23 novembre 2010

Autobus bipartizan

Ve lo dico subito, così poi non potete lamentarvi che non vi ho avvisato: questo post è molto scemo.

Dunque dovete sapere, e forse lo sapete perché tendo a ripetermi, che da casa mia passano due linee dell'autobus. Uno da un lato dell'isolato, e uno dall'altro (per par condicio). Entrambi portano nei pressi del mio ufficio.
Da un lato l'autobus passa (o almeno dovrebbe) con un intervallo più ridotto, circa 10 minuti; inoltre, anche se è sempre molto affollato (= carro bestiame), segue un percorso più diretto, meno tortuoso, impiegando meno tempo per giungere a destinazione. Di norma, quindi, mi apposto da quel lato dell'isolato. 
Fino a pochi mesi fa, il bus passava intorno alle 7.50 (l'orario ufficiale riportava in effetti 7.47, per cui il bus poteva passare in un momento qualsiasi tra le 7.40 e le 8.10, ma generalmente intorno alle 7.50 passava) e io riuscivo quindi ad essere in ufficio intorno alle 8.15.
Negli ultimi tempi, invece, il bus delle 7.47 passa poco dopo le 7.30 (a quell'ora, di solito, sono ancora in deshabillè). Per cui, quando arrivo alla fermata, devo aspettare almeno fino alle 8.05 e il risultato è che arrivo in ufficio non prima delle 8.30.
(Lo so che non è una questione di vita o di morte, ma ve l'avevo detto o no che questo post è scemo?)

Oggi, allora, animata da spirito scientifico, mi sono detta: proviamo a piazzarci dall'altro lato dell'isolato, prendiamo l'altro autobus (se non salta la corsa) e vediamo a che ora si arriva.
L'altro autobus dovrebbe, da orario, passare alle 7.51 (mi astengo dal commentare la genialità di chi struttura gli orari facendo passare, a 3 minuti di distanza l'uno dall'altro, due autobus che portano dalla stessa parte) e siccome casa mia è vicina al capolinea, di solito è piuttosto affidabile (quando non salta la corsa). Difatti oggi è passato poco dopo le 7.50. Ero in ufficio alle 8.15.

Fine. No, non c'è nessuna morale né un profondo significato recondito in questo sproloquio. Lo volete capire o no, che questo è un post scemo?

venerdì 19 novembre 2010

Gli Antenati

E' da quando ho letto per la prima volta Radici, che mi è venuta la fissa della genealogia. All'epoca la mia bisnonna materna era ancora viva, e grazie a lei ero riuscita a risalire piuttosto lontano nel tempo. Da qualche parte conservo ancora l'albero genealogico che facemmo insieme, e spero di riuscire a ritrovarlo adesso che i potenti mezzi di Internet hanno rinfocolato questa mia ossessione.

Dovete infatti sapere (scommetto che non desideravate altro!) che in Rete ci sono parecchi siti dedicati agli alberi genealogici, che permettono di sviluppare i vari rami aggiungendo foto, video e documenti, chattando con il parentado, insomma costituendo un vero e proprio family network. Come se non bastasse, la Chiesa dei Santi dell'Ultimo Giorno (che poi sarebbero i Mormoni, credo) si è data la pena di digitalizzare un sacco di schede anagrafiche, mettendo on line il relativo database. Non chiedevo di meglio!

E infine, ovviamente, c'è Facebook grazie al quale posso restare in contatto "con le persone della mia vita", o più prosaicamente con i miei parenti sparsi per l'universo mondo. Il risultato di tutta questa tecnologia collaborativa lo vedete qui: il tizio nella foto (dagherrotipo?), con quel pizzetto da antologia, è nientepopodimeno che il nonno della mia bisnonna, nonché sindaco della mia città a cavallo tra Regno delle Due Sicilie e Regno d'Italia (poi la famiglia, come suol dirsi, è lievemente decaduta).
(Sarò grata in perenne alla procugina che ha scovato - non so come - l'immagine e me l'ha postata)

Come primo risultato, direi che è soddisfacente: abbastanza per ingolosirmi e spingermi ad andare avanti... o meglio, indietro. Siamo appena agli inizi dell'Ottocento, c'è tutto il ramo paterno ancora da esplorare... Devo solo trovare tempo e modo di mettere il naso negli archivi dell'anagrafe (che saranno cartacei e polverosi, altro che Santi dell'Ultimo Giorno...)

giovedì 18 novembre 2010

Dieci ragioni per essere felice oggi / 2

1. sono ben vestita (in effetti, forse gli stivali sarebbero stati meglio delle francesine, ma nel complesso faccio la mia porca figura)
2. mi sto prendendo cura di me stessa
3. sono andata a prendere il caffè con un'amica
4. in una mattinata di intenso lavoro sono riuscita a (quasi) concludere varie faccende "pendenti"
5. ho comprato il 50% dei regali di Natale...
6. ...e lo passerò con le mie sorelline
7. piove, ma sono al coperto e al calduccio
8. mi sento tranquilla (nonostante il mondo intorno, e nonostante caffè di cui al punto 3)
9. su Facebook tutti gli avatar stanno diventando personaggi dei cartoni animati
10. ne ho trovati 10 anche stavolta!

giovedì 11 novembre 2010

Apprezzate se non altro il tentativo

Feste, viaggi, tappeti rossi, uomini a bizzeffe*, certo; ma ho deciso che nella mia vita c'è bisogno anche di un po' di cultura. Così mi sono iscritta a un servizio di newsletter che mi avvisi dei prossimi appuntamenti teatrali nella mia città.

Il primo memo che mi arriva è quello di un concerto di Grignani.
Poi dice che il nostro è un paese di ignoranti.

* (leggi: ufficio, casa, casa, ufficio, supermercato)

martedì 9 novembre 2010

Tutto questo, perché ho un po' di mal di gola

Quando si è bambini, non si vede l'ora di crescere. Ricordo l'eccitazione il giorno del mio decimo compleanno, quando finalmente avevo raggiunto un'età a due cifre. E ricordo il mio primo reggiseno, che portai anche la notte perché credevo che le donne, una volta messo, non se lo togliessero più (nessuno mi aveva spiegato che me lo potevo togliere per dormire).

Nell'adolescenza il tuo corpo cambia; ti può provocare imbarazzo, insoddisfazione, persino momenti di disperazione ma è comunque un cambiamento in avanti, un progresso. Da un certo punto in poi, però, comincia il regresso. Potrei dire l'invecchiamento, ma non nascondiamoci dietro un dito: il termine più esatto, quasi certamente, è "decadimento". Se sono costante preda di raffreddori e influenze, dopo anni privi anche solo di uno starnuto; se mi scopro allergie sopra allergie; se al minimo accenno di umidità il mio ginocchio comincia a cigolare; se ora so cosa vuol dire avere il torcicollo, un motivo ci sarà.

domenica 7 novembre 2010

In poche parole

Fini ha fatto il discorso che Bersani non ha avuto le palle per fare.
(E comunque, sono tutte chiacchiere)

venerdì 5 novembre 2010

Avremmo tutti bisogno di un bravo psicanalista

Cado sempre nei soliti vecchi errori... Tipo quello di sentire il bisogno di giustificarmi per le mie azioni, anche quando sono sicura che siano corrette e sensate, e di giustificarmi preventivamente, di mettere le mani avanti anticipando possibili obiezioni e critiche. Che poi non stiamo parlando di decidere, o meno, di scatenare una guerra nucleare, ma di cosa mangiare a cena, o poco di più. Coda di paglia di proporzioni enormi!

Ora, io capisco che tutto ciò deriva da quello che ho vissuto nell'infanzia e nell'adolescenza, e da come l'ho vissuto: il terrore di non fare bene le cose, di essere rimproverata dalla figura autorevole di turno, di non essere "brava". Il fatto però che lo riconosca non mi impedisce di persistere nello stesso comportamento, e ormai sono arrivata abbondantemente all'età adulta; temo perciò che il problema mi si riproporrà, come la peperonata, fino alla fine dei miei giorni (quando, probabilmente, sentirò la necessità di scusarmi perché starò morendo senza aver dato adeguato preavviso).

Adesso, per esempio, ho l'impulso di scusarmi con chi mi legge, perché mi sto ripetendo e questo brandello di psicanalisi l'avevo già messo giù (senza peraltro che la cosa abbia sortito effetto...). Beh, che almeno il blog mi serva da supporto psicologico (prometto solennemente che non me ne uscirò con una seconda Coscienza di Zeno, libro che non ho mai sopportato).

giovedì 4 novembre 2010

Indietro nel tempo

Prendendo spunto dalle mie ultimissime vicissitudini... Abbiamo il telefono, il fax, l'email, la posta elettronica certificata; via web è possibile consultare archivi, compilare e scambiare documenti di ogni tipo; vi pare normale che, nell'anno del Signore 2010, un povero cristo (io, per esempio) debba prendere un permesso (non retribuito) dal lavoro per andare in un ufficio pubblico aperto al pubblico - il che è già un controsenso - solo tre ore al giorno, dalle 9 (!) alle 12, a ritirare un pezzo di carta che differisce da altri pezzi di carta solo per una firma scarabocchiata (tempo di esecuzione 30 secondi, tempo di attesa 1h30') e per la marca da bollo (altri soldi spesi)?

Autoconsolazioni e autoconvincimenti

Mi aspettano, tanto per cambiare, giornate assai impegnative. Molte delle quali perse, già lo so, per rintracciare scartoffie e inseguire, suddette scartoffie alla mano, più o meno irraggiungibili funzionari comunali.
Per fortuna c'è l'amore mio che, senza battere ciglio e senza aspettare nemmeno che io glielo chieda, si accolla almeno il 50% di queste incombenze. Ciò detto, potrei anche evitare di lamentarmi.

Per autoconsolarmi dall'ennesima rogna che mi è piombata tra capo e collo, mi sono concessa un notevole cornetto alla crema; gli zuccheri in circolo hanno immediatamente frenato l'incipiente crisi depressiva.
E poi si avvicina Natale: questo è il periodo che preferisco, tempo di girare per i negozi alla ricerca di ninnoli, decori e regali. Tutto ciò, a torto o ragione, mi fa pensare positivo: le scartoffie salteranno fuori, ogni problema ha la sua soluzione e pian pianino tutte le cose andranno al loro posto.

martedì 2 novembre 2010

Cuore di tenebra

Tralascio le battute sull'ora "legale", ormai inflazionate ma purtroppo sempre attuali, fin dai memorabili tempi di Cuore (lo leggevo il lunedì mattina, in Università, prima della lezione di Numismatica. Il prof mi aveva soprannominato "la cuorista". Dio, ma quanto tempo è passato?)

Battute a parte, quindi, quest'anno l'ora legale è coincisa con il ponte lungo di Ognissanti, quindi l'effetto "jet lag" è stato scongiurato; per me, comunque, è sempre uno shock accorgermi che, a las cinco de la tarde, è già buio. Oggi uscirò dall'ufficio e sarò nelle tenebre. Brrr!

sabato 30 ottobre 2010

Un cuor solo, un'anima sola

Oggi, al centro commerciale, c'era uno stand che offriva assaggi gratis di un nuovo aperitivo. Io e l'amore mio ce ne siamo accorti quando, finite le compere, abbiamo imboccato il tapis roulant per andarcene. Ci siamo guardati e, senza proferire verbo, arrivati in cima al tapis roulant abbiamo girato sui tacchi, abbiamo preso il tapis roulant per scendere e siamo andati allo stand per prendere l'assaggio gratis.
Era buono.

giovedì 28 ottobre 2010

Post che si chiude con un interrogativo "angosciante"

Sono distratta e smemorata, così del mio passato ricordo poco, quasi niente. Già gli anni dell'università sfumano in una nebbia indistinta (bella frase, chissà dove l'ho letta), figuriamoci quelli della scuola elementare. Ogni tanto con un flash mi si aprono squarci su fatti che avrei detto di aver rimosso del tutto; per il resto, il buio.

Non è che la cosa mi angosci più di tanto, a dire il vero. Comunque alcuni episodi, belli e brutti, me li ricordo senza sforzo. Non saprei dire se siano quelli più importanti per me o se, al contrario, quelli fondamentali mi siano scomparsi dalla memoria per incidersi profondamente nel subconscio (altra frase a effetto che devo aver letto in giro). In effetti, forse per la mia sanità mentale sarebbe bene far emergere questi ricordi ma, francamente, non mi pare di essere pazza o instabile, almeno non ancora (d'altro canto, un pazzo si rende conto di esser tale?).

Il punto è: perdere i ricordi ci fa perdere qualcosa di noi stessi? O il nostro passato ormai fa parte di noi, perché ci ha reso quello che siamo, indipendentemente dal fatto che lo ricordiamo o meno? Oppure ancora, non conta che ricordiamo il passato perché non siamo quello che eravamo né ciò che saremo, ma solo ciò che siamo adesso? (Questa so dove l'ho letta: nell'Estate incantata di Bradbury.)

(Ringrazio Bennina per lo spunto)

lunedì 25 ottobre 2010

Marco on air / 123

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A proposito di Marchionne

Il Governo serio di un Paese serio, a questo punto chiederebbe la restituzione di tutti gli incentivi statali goduti fino ad oggi. Anche in comode rate mensili, TAN 0%, TAEG 1,95%.

(Oggi è giornata di post minimi, mi sa)

Contrappassi

Per una volta che mi ricordo di bere un po' d'acqua, il boccione è vuoto.
Fuori diluvia.

mercoledì 20 ottobre 2010

Come nemmeno Marzullo

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Ricordi di scuola

Quando io e l'amore mio incrociamo dei ragazzini diretti a scuola, la nostra unanime reazione è: "Poveretti!"
Personalmente, non tornerei indietro ai tempi del liceo neanche se mi pagassero per farlo. Studiare mi piaceva, ma i compagni mi erano antipatici, detestavo molti professori e odiavo me stessa.
Meno male che poi le cose sono migliorate nettamente.

Oggi, non so perché, mi è capitato di ripensare appunto ai miei professori. Che in realtà erano tutte professoresse:
- quella di latino e greco era tanto buona e affettuosa, e tutti - me compresa - proprio per questo la trattavamo con malcelato disprezzo. Con lei nessuno studiava mai niente, anche perché, a dire il vero e col senno di poi, era proprio negata per l'insegnamento;
- quella di matematica e fisica era durissima, e ci metteva una paura tale che studiavamo sempre. Sempre col senno di poi, era la migliore: non solo si faceva rispettare, ma sapeva capire chi studiava e chi no. La stimavo molto;
- per quella di italiano valeva la tipica frase detta a tanti studenti: potrebbe, ma non si applica. Faceva il minimo indispensabile, e noi con lei;
- quella di filosofia, infine, oltre a essere str... andava a simpatia, cosa deleterissima: se decidevi che eri bravo potevi campare di rendita per l'intero triennio, altrimenti anche a imparare a memoria il libro di testo più della sufficienza non saresti riuscito a strappare.

Sono uscita dal Liceo sull'orlo dell'esaurimento nervoso, e ho rimosso quasi tutto dell'esperienza: se mi chiedete i nomi delle prof., devo fare uno sforzo notevole per ricordarmeli.

martedì 19 ottobre 2010

Razzolando male

Mi fa tanta tristezza chi, come Repubblica, stigmatizza la partigianeria della stampa berlusconiana e poi si comporta alla stessa maniera pro PD.

Quanno chiove

Prime piogge autunnali. Come sempre, le strade del mio quartiere si trasformano in corsi d'acqua a regime torrentizio, in cui gli automobilisti amano fare rafting. Sfrecciano nelle pozze, alzando simpatiche e coreografiche onde ben più alte dei marciapiedi.

I pedoni dai riflessi più rapidi balzano all'indietro, ed evitano il mini-tsunami che li infradicierebbe dalle ginocchia in giù.
I miei riflessi non sono mai stati un granché.

lunedì 18 ottobre 2010

Pubblici (dis)funzionari

Premessa: se io fossi un dipendente pubblico, oltre che per mia onestà personale e soddisfazione professionale, sarei iper-efficiente sul lavoro anche solo per dar torto a Brunetta.
Quindi quando mi imbatto in un dipendente pubblico negligente, assenteista e confusionario mi prende doppiamente lo sconforto: perché ho la sensazione che Brunetta, in fondo in fondo in fondo (molto in fondo), non abbia poi tutti i torti.

Stamattina ho telefonato a un ufficio comunale per chiedere notizie di una pratica avviata esattamente 10 mesi fa. La funzionaria:
1) era fuori stanza;
2) rientrata in stanza, non si ricordava della pratica;
3) quando si è ricordata della pratica, non trovava i documenti;
4) quando ha trovato i documenti, ha cercato di liquidarmi con un "la chiamo io quando è tutto pronto" (cosa che mi aveva già detto il mese scorso, prima di perdersi i documenti);
5) quando le ho fatto presente che stavo aspettando da un mese che mi chiamasse, e le ho chiesto quanto tempo ci volesse ancora, mi ha detto "beh sa, noi abbiamo dei tempi interni...";
6) quando, lievemente alterata, le ho ricordato che i tempi interni si trascinano da dieci mesi, mi ha detto che domani pomeriggio (sic!) dovrebbe essere pronto tutto.

Secondo voi è normale che, per garantire il "regolare" iter di una pratica, il malcapitato utente debba telefonare ai funzionari almeno ogni 2 giorni, e accertarsi che la documentazione non sia scomparsa?


Marco on air / 122

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giovedì 14 ottobre 2010

Punti di vista

Reduce dal primo intervento chirurgico della mia vita, per la prima volta mi sono dovuta far levare i punti.
Io pensavo che fosse un po' come sfilare un'imbastitura (altra cosa su cui, a onor del vero, non ho una grandissima esperienza); invece è bastevolmente più complicato.

Intanto bisogna prendere appuntamento in clinica, e disporsi comunque a una paziente attesa (il che non è semplice, soprattutto se per andare in clinica hai dovuto chiedere l'ennesimo permesso dal lavoro); poi devi aver fortuna e beccare degli specializzandi sufficientemente skillati per toglierti i punti, e lasciarti possibilmente tutti i lembi di pelle circostanti (soprattutto il punto che avevo nell'ombelico era bastardo assai, ci si sono messi in tre per riuscire a toglierlo!).

Alla fine, quello che vien fuori è effettivamente simile a un pezzo di filo per imbastire, però va tagliato con il bisturi. Menomale che non ho provato a togliermeli da sola, 'sti punti, come pure mi era venuto in mente di fare. Anche perché con la miopia che mi contraddistingue ne avrei mancati 3 su 4, lasciandomeli a marcire nel pancino. Bleah.

(In realtà gli specializzandi hanno sostenuto che i punti fossero riassorbibili. Ma allora di grazia, dico io, perché il chirurgo mi avrebbe detto di andare a toglierli?)

martedì 12 ottobre 2010

Cineforum

Quali sono i vostri film preferiti? Ve lo chiedo così, d'emblée, senza un minimo di preambolo.

Sto ripensando ai miei gusti cinematografici perché il cinema mi piace assai, ma non riesco mai ad andarci (o forse mi piace tanto proprio perché non riesco mai ad andarci?). E poi negli ultimi giorni sono rimasta confinata a casa, una noia che non vi dico, e ho rimediato (in parte) riguardandomi il mio film preferito in assoluto, ossia JFK - Un caso ancora aperto (ve l'avevo già detto che questo è IL mio film preferito? Uhm, mi sa di sì). 
Poi su SantaSKY ho beccato La famiglia di Ettore Scola, che mi intriga assai e volevo giusto rivedere (nella foto di gruppo finale c'è sempre qualche personaggio che non mi torna), e per chiudere in bellezza l'altra sera ho rivisto con l'amore mio Nuovo cinema Paradiso (non è che in TV non ci fosse proprio nient'altro, ma l'amore mio era curioso di vedere se avrei pianto anche stavolta guardando la scena finale. Sono diventata un esperimento antropologico. E sì, ho pianto).

Dal che è derivata la distinzione, sottile quanto inutile, tra film che mi piacciono razionalmente (di cui giudico regia, sceneggiatura, interpretazione...) e film che mi piacciono "di pancia" (anche se in effetti non sono poi questi capolavori).
Un altro dei miei film preferiti (ma questo è un capolavoro, secondo me) è Angeli con la pistola. Avete presente?


lunedì 11 ottobre 2010

Pubblicità progresso (ricordarsene sarebbe un progresso)

Qualche giorno fa, un amico ci raccontava che sul comodino vicino al letto ha sempre pronto un taccuino con la sua brava penna vicino (rima).
Così se nel sonno gli viene in mente qualche bella idea, riesce a buttarla giù prima di dimenticarsela.
Forse dovrei fare così anche io, per non rimanere a corto di idee per il blog e latitare per anni e annorum. Perché le idee mi vengono, non a getto continuo ma mi vengono, e certe mi sembrano anche meritevoli. Per dire, adesso in più luoghi è scoppiata una polemica sullo spot governativo (credo del Ministero del Lavoro ma non sono sicura) contro le morti sul lavoro (appunto).

Non so se avete presente lo spot e adesso mi scoccia cercarlo su YouTube e linkarlo qui, casomai più tardi updato. Comunque lo spot in questione dice ai lavoratori più o meno che ci sono delle norme rigorosissime per salvaguardare i lavoratori sul lavoro, e che tocca ai lavoratori pretendere il rispetto delle norme rigorosissime, e che se non lo fanno non ci tengono a tornare a casa sani e salvi dalla loro famigliola.

Ora, potrebbe pure darsi il caso di un povero cristo che ha talmente bisogno di lavorare per mantenere, guardunpo', la sua famigliola, che si fa il segno della croce e lavora anche senza pretendere il rispetto delle norme rigorosissime. Perché se lo pretendesse potrebbe, magari, addirittura essere licenziato.

Insomma, per me lo spot è vergognoso e mi ha indignato moltissimo. E volevo pure scriverlo qui prima di tutti gli altri, e fare l'opinion-maker, però poi me ne sono scordata.

Marco on air / 121

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venerdì 24 settembre 2010

Ordinary people

C'è un tizio, uno di quelli che incontro spesso sul bus. Credo che sia una specie di rappresentante/commesso viaggiatore, perché si porta dietro un paio di borse voluminose e scende sempre alla stazione. L'ho notato proprio per via delle borse, che su un bus affollato non passano inosservate (anzi, sarebbe meglio dire che prima di me l'hanno notato le mie caviglie... ahia!). Per il resto il tizio in sé è abbastanza ordinario, e mi lasciava del tutto indifferente... Fino ad oggi, quando si è seduto di  fronte a me.

Con lui c'era una sua conoscente, forse una collega. A parte il fatto che è rimasto comodamente seduto, lasciando la tizia in piedi e chiacchierando con lei come se niente fosse, la cosa che mi ha dato più fastidio è stato il suo dare pubblica lettura, a volume altissimo, del suo "preziosissimo" giornale (uno di quelli a distribuzione gratuita, NdA) che non ha voluto prestare all'amica in quanto c'era "una foto di Belen".
Ovviamente stava scherzando, infatti l'amica stava al gioco; ciononostante, forse perché Belen mi sta prepotentemente sulla trachea (no, non è invidia, è che detesto le oche giulive), per osmosi anche il tizio nel mio archivio mentale è stato trasferito da "insignificante" a "odioso".

Guarda il caso, me lo sono ritrovato sul bus anche stasera ma per fortuna si era azzittito, e mi sono accorta della sua presenza solo quando è sceso e ha mollato il "prezioso" giornale, incastrandolo dietro il pannello degli orari alla fermata.
E con questo gesto, è passato direttamente alla categoria degli "inqualificabili".

Trame

Prima puntata, ieri sera, della nuova stagione di uno dei miei programmi preferiti: degli abili mentitori vengono smascherati grazie a labilissimi indizi e astuti trabocchetti.

Ma i "cattivi" avevano delle facce così patibolari che si riconoscevano lontano un miglio, e spacciavano delle bugie troppo evidenti e grossolane. Allora ho cambiato canale e ho visto Lie to me: trama più realistica, e poi - diciamolo - Tim Roth ha più appeal di Santoro.
(Comunque per il monologo di Travaglio sono tornata su Annozero.)

mercoledì 22 settembre 2010

150 anni fa c'era Cavour

Da tempo vi faccio mancare una delle mie lucide analisi dell'attuale situazione politica.
Bene, in poche parole. Il PD è una massa di deficienti.

Tu ti illudi, vuoi credere che sì, cerchino in primo luogo di salvare la poltrona pensando ai propri interessi ma che, in fondo, conservino un minimo di raziocinio. Macché: sono proprio cretini!
Adesso il PDL è crollato su se stesso, persino i cosiddetti "finiani" ammettono in pubblico che Berlusconi & Co. sono una manica di delinquenti e truffatori, Casini lancia ami un giorno a destra e l'altro a sinistra, financo Micciché si scinde (e dico Micciché, capisc'a me CHI è effettivamente che si scinde), e il PD che fa?

Cerca convergenze nell'opposizione? Concepisce un programma di emergenza nazionale, neutro, su cui coagulare le forze democratiche e legalitarie? Proclama che bisogna risanare l'economia, eliminare il conflitto di interessi, magari - giacché ci siamo - sostenere scuola università ricerca e beni culturali, fare una nuova legge elettorale degna di questo nome e quindi andare al voto? Propone pubblicamente di sostenere un governo tecnico a termine in grado di perseguire questo programma, e quindi nuove elezioni, e sfida le altre forze politiche ad associarsi per il bene dell'Italia?

No. Litiga.
Deficienti.

martedì 21 settembre 2010

Sfogo

Mi sono definitivamente scocciata. A quanto pare l'unico modo di vivere relativamente tranquilli è quello di evitare, accuratamente, di fare progetti e prendere iniziative. Come diceva Homer Simpson ai su' figlioli? "Avete tentato e avete fallito. La lezione è: non tentate".
Il peggio è che più problemi risolvi più se ne presentano, peggio dell'Idra di Lerna: nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo. E pure se ti sforzi di navigare a vista, rinunciataria al massimo, i guai ti piombano addosso lo stesso.
Questa poi è la stessa conclusione dei Promessi Sposi, libro sommamente palloso. Arrivare a pensarla come Manzoni aggiunge sgomento al tutto.

venerdì 17 settembre 2010

Vorrei ma non posso



Mi sarebbe sempre piaciuto un casino far parte di un gruppo così. Ma conosco i miei limiti: ormai la vecchiaia è incipiente, ma anche da ggiovane sarei franata sul primo scalino, sempre che non mi fossi già strozzata al primo assolo.

Ce li vorrei vedere, comunque, gli Amicozzi di Maria De Filippi a provare una cosa del genere.

Dell'abbigliamento "autunnale"

Sono stata bonariamente redarguita, perché non aggiorno più il blog da tempo.
Che dire? Sono state giornate intense.

Nel frattempo, cogliendomi di sorpresa, è arrivata la mezza stagione. Non quella classica, che non esiste più, ma quel periodo fra metà settembre e metà ottobre (se ci va bene) in cui fa troppo freddo per mettere i sandali ma troppo caldo per il maglioncino di cotone a maniche lunghe, però la maglietta a maniche corte la mattina presto non basta; idem per la gonna senza calze, peraltro l'abbronzatura se ne sta andando a chiazze e quindi meglio non mostrare le gambe.

In conclusione, sono perennemente in jeans. Urgerebbe una sessione di shopping, ma i negozi sono già pieni di roba invernale, dato che non esiste più la mezza stagione.

mercoledì 8 settembre 2010

Cinico e baro

Esco di casa alle 7.45 e rientro (se mi va bene) intorno alle 21.00.
A quel punto, devo dire, sono un po' stancuccia e non mi va di dedicarmi alle faccende domestiche.
Problema: quando pulisco casa? Il pavimento attende trepido una risposta.

Sicché stamattina, ore 7.15, mi sono armata di ramazza.
Che si è rotta.
Spezzata in due, tranciata di netto. Giuro.
Quindi se il pavimento è sporchetto non è colpa mia. E' il Destino.

giovedì 2 settembre 2010

Monsieur de La Palisse

Qualcuno.
Faccia.
Tacere.
Bersani.

(e anche D'Alema, magari, giacché ci siamo.)

Happy end

A volte ho istinti suicidi. Non mi capita troppo spesso, per fortuna, ma con una apprezzabile (e allarmante) frequenza faccio delle scempiaggini di portata tale da spingermi a dare le testate al muro, o a buttarmi sotto un tram (meno male che in città non ci sono tram) perché mi sento troppo deficiente per stare al mondo.
(Mi consolo pensando a Gasparri)

Tutto questo per dire che stamattina ho fatto per mettere il cellulare in borsa, e mi sono improvvisamente resa conto che il portafogli era scomparso.
Lui, i soldi, la carta di credito, la carta di identità, la patente. Pure la tessera sanitaria.

Devo precisare che ieri pomeriggio, in ufficio, la borsa mi è caduta a terra: l'ho raccolta e rimessa a posto, a fine giornata ho rimesso dentro il cellulare, l'ho chiusa, sono uscita (pensando "Però, com'è leggera oggi questa borsa!"), ho preso il bus, sono tornata a casa, ho aperto la borsa per prendere le chiavi di casa, l'ho richiusa, l'ho riaperta per prendere il cellulare. Il tutto senza accorgermi del portafogli (o meglio, della sua assenza).
Non sono quanto meno da ricovero immediato urgente?

Per fortuna il portafogli era in ufficio: la signora (letteralmente) che fa le pulizie l'ha trovato e l'ha prudentemente messo in un cassetto (lì per lì mi è venuto un colpo quando sono entrata in ufficio e il portafogli non c'era, meno male che l'ho ritrovato subito e prima di bloccare la carta di credito).

La faccenda fa il paio con quella volta in cui mi dimenticai la borsa (con portafogli, documenti dell'auto, chiavi di casa) in un carrello al supermercato. Anche allora ritrovai tutto intatto, ma si sa: non c'è due senza tre, il quarto vien da sé, e la cosa mi terrorizza.

E ho anche il coraggio di lamentarmi perché non vinco al Superenalotto...

martedì 31 agosto 2010

Osservazione preventiva

Chiedo consulenza a chi passasse di qui: stamattina, andando in ufficio, ho visto parecchi negozi con le serrande abbassate (anche quelli che di solito sono già aperti) e, appiccicato sulla serranda, un manifesto intestato "Comune di Bari" con cui si comunica che l'esercizio commerciale in questione è in stato di "osservazione preventiva".

Secondo voi si tratta di iniziative antipizzo, anticriminalità organizzata o simili? Sul sito del Comune non ci sono indizi.

Update: in effetti, come suggerisce Anonimo nei commenti, si tratta di un'iniziativa pubblicitaria di dubbio gusto e non si sa quanto autorizzata. Riporto quanto leggo sul sito dell'agenzia fotografica Luca Turi:
"Attenzione la tua attività commerciale è sottoposta ad osservazione preventiva" firmato T&T Italia sezione distaccata nucleo investigativo Te. Letto così questo avviso sembrerebbe avere un tono minaccioso che insinua una sorta di timore: quello di essere osservati e spiati in casa propria. Una specie di "Grande Fratello" cartaceo anche dalle sembianze lugubri, vista la forma ed i caratteri utilizzati per questo manifesto affisso dietro le saracinesche delle maggiori attività commerciali della Città di Bari. Sul manifesto sono anche riportati i simboli di Regione Puglia, Provincia di Bari, Confesercenti Terra di Bari e Camera di Commercio di Bari ma non è certo il coinvolgimento di questi enti in questa iniziativa portata avanti da una società di marketing con sede a Teramo. Una trovata pubblicitaria di cattivo gusto che ha fatto innervosire e non poco i commercianti coinvolti. I manifesti sono stati rimossi in tutta fretta anche perché attaccati in posti con divieto assoluto di affissione.
Update 2, 01/09/10: per Anonimo, che mi chiedeva notizie, riporto quanto leggo oggi su Repubblica.it - Bari:
Alcuni commercianti hanno messo a disposizione dei vigili urbani le riprese delle telecamere a circuito chiuso pur di individuare gli autori dei manifesti affissi alle saracinesche di numerosi negozi del centro. Un mistero che ha destato stupore, ma soprattutto molta preoccupazione.
[...] A far affiggere i manifesti è stata una azienda di Teramo specializzata nel marketing. L’obiettivo, hanno chiarito, era proprio quello di «suscitare curiosità e stupore nei commercianti». Ma i commercianti baresi non hanno gradito l’iniziativa e neanche gli agenti della polizia municipale. Per l’azienda T&T (che non aveva mai ottenuto il patrocinio di Regione, Provincia e Comune) è scattata non solo una sanzione per l’affissione abusiva dei manifesti, ma anche l’accusa penale di deturpamento. (Gabriella de Matteis, Agphoto)

lunedì 30 agosto 2010

Marco on air / 115

passaparola

Code al rientro

Eh sì, le tre settimane di ferie sono finite: non come un lampo, posso dire evitando l'ennesimo cliché, perché le ferie mi sono durate il giusto, sono tornata riposata e rinfrancata e ho affrontato con serenità queste prime 2 ore di lavoro (a fine giornata ne riparliamo, i colleghi che sono rientrati la settimana scorsa hanno già l'aria stressata).

Dunque si diceva che sono tornata, e non mi pare che sia cambiato molto: la scrivania è come l'ho lasciata, con i problemi rimasti in sospeso che attendono (da me?) la loro brava soluzione, e le cose da fare che si sono accumulate ma neanche poi tanto, per fortuna.

In primis ringrazio chi mi ha fatto gli auguri di compleanno e ha lasciato commenti qui, forse ingannato dalla meravigliosa funzione di pubblicazione programmata che mi permette di postare "in differita". Scusate se non ho risposto, ma ero in alta montagna e sprovvista di connessione telefonica e Internet: dieci giorni di paradiso, che però mi ha impedito di scrivere, come mi ero ripromessa di fare, almeno qualcosa sulla mia vacanza.

Rimedierò in questi giorni, lavoro e faccende di casa permettendo. A tutte le altre rogne in arrivo: mettetevi in coda.

domenica 8 agosto 2010

Conservatorismi

Vivo di contraddizioni. Adoro Internet, ma sono del tutto restia a comprarmi uno smartphone, men che meno un iPhone. Questo per vari motivi, più o meno razionali, che vanno dal "sto già 10 ore al giorno al computer, ci manca solo la connessione mobile!" al poco nobile ma pragmatico "sì, ma quanto mi costa?"

Poi adesso non ricordo quale autorevole ladrone ha decretato che ci sono troppi smartphone e troppa poca banda (e la colpa di chi è, genio? So io qual è l'unica banda che sai concepire!), e quindi niente, resterò fiera proprietaria di un telefonino con il quale so telefonare e mandare SMS, e poco altro (se mi applico ci so pure scattare le fotografie, ma dato che ho una fotocamera cellulare perché mai dovrei scattare le foto col telefono? Buon per la Nokia che non ci sono io, a capo del loro reparto Ricerca&Sviluppo. A proposito, ma i telefonini Ericsson esistono ancora? Uhm, sto divagando).

Insomma, certo che uno smartphone sarebbe comodo in certe situazioni. Ad esempio, quando sono sul bus e mi viene in mente un'idea splendida per un post, e mi dico che me la devo ricordare e subito dopo la dimentico; se avessi lo smartphone potrei scriverla e pubblicarla in tempo reale. Oppure in spiaggia, quando faccio le parole crociate, Wikipedia a portata di mano non sarebbe male. Sì, ma sarebbe anche una truffa. E poi se fai le parole crociate barando, tanto vale che ti limiti a annerire le caselle. E tutte le idee per i post posso sempre annotarle sull'agenda.

Porc..., non mi ricordo più come volevo finirlo, 'sto post!

giovedì 5 agosto 2010

Chiacchiere

Lo so, lo so... Devo smetterla di vedere il TG al mattino, mentre faccio colazione: rischio ogni volta un travaso di bile.
Oggi mi sono beccata le dichiarazioni di Franceschini prima del voto di sfiducia a Caliendo: ha detto che le dimissioni di Berlusconi segneranno la sua resa e la vittoria del PD.

Ma che, ma quando??!! Quale vittoria? Cosa ha mai fatto il PD negli ultimi 15 anni, e in particolare negli ultimi mesi, per far cadere il Governo e soprattutto per proporsi come alternativa credibile?

Dalle mie parti dicono: Vattinn'!

mercoledì 4 agosto 2010

In anticipo

Adesso, in tempi non sospetti, prima ancora del voto di sfiducia a Caliendo, prima che si decida quando andare a elezioni, prima dei risultati delle elezioni medesime, lo dico subito (così mi avvantaggio): chi si lamenta del tracollo del PD dicendo che Grillo/Di Pietro/Vendola ha fatto il gioco di Berlusconi togliendo voti al centrosinistra è un ipocrita, mente sapendo di mentire o - volendo essere buoni(sti) - è uno stupido. E' il PD che toglie voti a se stesso, perché gli elettori di sinistra ameranno forse soffrire, ma non essere presi per scemi. Se Bersani se ne esce proponendo un governo tecnico a guida Tremonti, salvo poi smentire, cosa pretende?

lunedì 2 agosto 2010

Marco on air / 111

passaparola

Educarne centomila

Una premessa-disclaimer: non guardo mai Studio Aperto, anzi  non guardo mai Italia 1 (anzi, non guardo la TV in chiaro da anni e annorum, ormai).
Ma la mia TV nella casa al mare non è dotata di decoder, e per problemi di antenna prende pochissimi canali. 

Tutto questo per spiegare come ieri, intorno alle 13.00, io mi trovassi ad assistere al suddetto programma, cosiddetto telegiornale. Per la precisione, ho assistito stupefatta a un servizio su Fabrizio Corona, che dopo essere stato beccato per l'ennesima volta sull'autostrada senza patente, rischia un anno di carcere.
Fosse stato per me, il servizio sarebbe stato impostato così: anvedi 'sto imbecille, un cretino senza né arte né parte che per far soldi non trova di meglio che ricattare la gente, coatto come pochi che si crede pure figo, e se ne va per strada guidando come un matto a rischio di uccidere qualcuno! Prima di metterlo in carcere gli andrebbero dati due sani ceffoni.

Il giornalista (sic) e il direttore del tg (sic) hanno invece ritenuto di impostare il servizio così: Corona beccato senza patente alla guida della sua supermacchina, del resto sul personaggio di bello e dannato ha costruito la sua carriera e adesso deve girare il remake di Scarface, nella parte che fu di Al Pacino. Nel cast anche un ex-terrorista e una pornostar.
Poi dice che uno vota Berlusconi.

giovedì 29 luglio 2010

Cronachette dal Regime

Dunque la cosa funziona così: uno degli Alti Cortigiani sgomita scatenando il suo seguito, il Leader reagisce scatenando a sua volta il proprio seguito e in particolare i media; colpito dall'attacco l'Alto Cortigiano chiede perdono ma evidentemente non si è chinato abbastanza, il Leader respinge (fino a nuovo ordine).

Vi consiglio un libro, quello che sto leggendo adesso e che mi sembra esplicativo ed educativo: La libertà dei servi di Maurizio Viroli.

(Depressione passata, grazie a tutti per il sostegno morale)

mercoledì 28 luglio 2010

Mal comune un corno

Sono depressa. E in sindrome premestruale, il che mi fa sentire ancora più depressa. E come ogni volta in cui sono depressa e/o in sindrome premestruale, mi domando: ci sarà qualcuno la cui vita va avanti senza problemi, senza che ogni cosa che desidera sia fonte di difficoltà e grane infinite? Di solito mi rispondo che tutti hanno i loro problemi, più piccoli ma anche molto molto più gravi dei miei, e che tutto sommato non mi posso lamentare. Ma siccome oggi sono depressa assai, mi dico che decisamente la mia vita finora non è stata tutta rose e fiori, e che - cazzo - almeno una volta le cose potrebbero filare lisce, senza che io mi debba arrampicare sugli specchi e fare mille acrobazie per tenerle tutte assieme.

Sono depressa.

martedì 27 luglio 2010

Pericolo comunista

A proposito di fatti politici: tramite Facebook (che a qualcosa serve) scopro che gli autori del mitico Don Zauker erano stati invitati alla festa del PD di Zambra (dovrebbe trattarsi di una località presso Pisa, se GoogleMaps non mi inganna). Ma l'invito è stato ritirato, causa contrarietà del parroco del luogo (?) nonché dell'ala cattolica del partito (???).

E stiamo ancora a parlare di opposizione? Come si fa a parlare poi, mi domando io, se si striscia ventre a terra nella polvere?

Riporto uno stralcio del post con cui Pagani e Caluri annunciano la censura (questo è).
Vane sono state le nostre osservazioni circa lo squallore desolante della cosa in sé, sul fatto che non avremmo obbligato nessuno a venirci a vedere contro la propria volontà, e che si tratta di uno spettacolo di satira e non di una messa nera. La risposta è stata: “Sì, vabbè, ma qui non siamo da Santoro, qui siamo all’interno di un partito politico e bisogna tenere di conto di tante cose. Voi fate spettacolo e non capite le dinamiche della politica.”
A questo punto, con i coglioni a terra, non abbiamo potuto che replicare “Beh, mi sembra che anche voi non capiate bene certe dinamiche, visti i desolanti risultati degli ultimi anni.”
Per parte mia, adesso scrivo alla Serracchiani e a qualche altro piddino sparso.

Mancanza di argomenti

Ho l'intima certezza che vi stiate tutti chiedendo "Come mai Angelica non commenta più le vicende politiche?"
Bene, mi piacerebbe potervi rispondere che ho di meglio da fare. E questo, in un certo senso, è vero: anche se la mia vita per alcuni versi si è regolarizzata, per altri - come penso succeda a tutti - propone inciampi ad ogni passo e perciò, anche se per fortuna non si tratta di cose gravissime, richiede molta parte della mia attenzione.

D'altro canto, visto che ho studiato al Liceo classico e ho fatto tre anni di filosofia (e, nonostante una professoressa psicotica e nazistoide, l'ho molto amata - la filosofia, non quella psicotica della professoressa!), fatico a pensare che la politica sia qualcosa di cui ci si può impunemente disinteressare. Certo, sarei più incentivata a commentare i fatti politici se ci fossero dei fatti politici da commentare: ma qui, mentre la crisi economica coglie l'invito turistico del Presidente del Consiglio e si piazza comodamente nel nostro Bel Paese, la maggioranza (pfui) si ribalta su se stessa, l'UDC tenta l'inciucio più o meno sotterraneo e il PD si dissolve senza colpo ferire. Vi paiono fatti politici, questi?

domenica 25 luglio 2010

For dummies

Come responsabile - ancora per poco, per fortuna - del sito web aziendale, è mio compito far sì che per gli utenti sia facile navigare e acquistare (soprattutto acquistare!) dal sito. Quindi mi studio, con i tecnici, di scrivere pagine e procedure che siano di utilizzo semplice, evidente ed immediato.
A prova di scemo, insomma.
Lo scemo però mi batte sempre, a riprova del fatto che davanti allo schermo la persona normodotata non legge: compila campi a casaccio.

Un pezzo grosso dell'azienda mi ha chiesto aiuto per iscriversi a Facebook. Non per settare le impostazioni della privacy, cosa obiettivamente complicata (io ho cercato e seguito un tutorial), ma per iscriversi.
Ora, il form di iscrizione su Facebook è fatto così:
Vi sembra problematico?

(Che poi, con che faccia chiedi a una dipendente, in orario lavorativo, di aiutarti a iscriverti a un social network che userai ovviamente per farti i fatti tuoi? Sic, transeat.)

Naturalmente la storia non finisce qui, perché il tipo il giorno dopo è tornato: tentando di accedere al suo profilo, ne aveva "accidentalmente" creato un altro.
Cioè, invece di inserire email e password nei campi per il log in (come gli avevo spiegato), ha ricompilato daccapo il form di registrazione.
D'altro canto, come non sbagliarsi in presenza di una pagina così complicata e confusa?

venerdì 23 luglio 2010

Strategie di marketing

Il mese prossimo la mia città sarà teatro delle qualificazioni europee per il basket (incredibile dictu, qualcosa si muove nel sonnolento Sud-est?).

Per l'occasione, nelle strade al di sopra dei cestini dei rifiuti  sono stati montati dei cartelli che riproducono il tabellone del canestro, con slogan acconci quali "Questo non mancarlo".
Risultato: cestini strabocchevoli e strade mai così pulite.

Quando si dice: vogliamo essere presi per fessi.
Marketing, appunto.

giovedì 22 luglio 2010

Critica costruttiva

Ieri ben due persone mi hanno fatto i complimenti per l'ironia, le argomentazioni e il linguaggio ricercato che dispiego (appunto) in questo blog. Sono in brodo di giuggiole.

(Delle due persone, una è mia zia.
L'altra è mia cugina.
Ma cavolo, tutta l'Italia si regge sul nepotismo: mica possiamo sempre fare eccezione.)

venerdì 16 luglio 2010

Del perché dovrò farmi 1 km. sotto il sole, a piedi

Ho avviato una pratica presso il Comune.
Cinque mesi fa.
(Le ultime parole famose: - Ma quanto tempo ci vuole per chiudere la pratica? - Un paio di mesi, non di più...)

Il mese scorso - oh, stupore! - il funzionario addetto mi telefona, e mi avvisa che sta per inviarmi gli atti.
Due settimane dopo lo richiamo: non ho ancora ricevuto nulla, ci sono problemi? No, nessun problema, a giorni riceverò tutto.
La settimana scorsa sollecito di nuovo e chiedo di parlare con l'addetto al protocollo. Non si può, il protocollo è computerizzato - urca! - ma posso stare tranquilla, a giorni riceverò tutto.
Uhm, questa l'ho già sentita.

Oggi, alquanto alterata, sollecito di nuovo. Poi ho un lampo di genio: il Ministrino della Pubblica Amministrazione non ci ha rotto l'anima decantando le mirabilie della PEC, Posta Elettronica Certificata, con la quale si semplificano e velocizzano le pratiche burocratiche a tutto vantaggio del privato cittadino? E io, privata cittadina, non ho forse la mia brava PEC? Certo che ce l'ho! Ordunque, il funzionario addetto non può inviarmi la comunicazione via PEC?

No, perché quell'ufficio non è attrezzato con la PEC. Se proprio ho fretta posso passare io stessa a ritirare la pratica in ufficio.
(Fax? Non diciamo eresie, il fax non è un documento ufficiale.)

Ed ecco perché oggi, con 35°C all'ombra e umidità al 75%, dovrò fare circa 1Km. sotto il sole, a piedi.

mercoledì 14 luglio 2010

Il sogno di stanotte

Non sono una psicologa, ma ugualmente (o forse proprio per questo!) nel sogno di stanotte riconosco vari appigli al mondo reale. Altre cose, invece, non so da dove vengano e le lascio quindi alla libera interpretazione.

Dunque ero a casa mia, in partenza per Roma per lavoro. Mia madre mi sollecitava: rischiavo di perdere l'aereo. Ma io, con inusitata sicumera (ah, come scrivo bene!), la rassicuravo: la navetta per l'aeroporto mi ci avrebbe condotto in pochi minuti, l'avevo già provata più volte e tutto era andato bene.
[E fin qui: l'interno della casa era simile al mio ufficio, l'esterno alla mia scuola media, a Roma per lavoro in aereo ci vado in effetti spesso, ma non con la navetta che è di là da venire. E di solito vado in aeroporto con ore di anticipo]

Uscivo quindi di casa, ma subito mi rendevo conto di aver dimenticato la borsa, e dovevo tornare indietro di corsa, con il timore di perdere la navetta e quindi l'aereo. Prendevo l'ascensore, già pieno di gente, che però invece di salire a casa scendeva, e si rivelava essere la famosa navetta viaggiando, come in un film di fantascienza retrò, in una specie di tubo pneumatico trasparente.
[Mi capita spesso di uscire di casa e tornare indietro perché ho dimenticato qualcosa, ma il peggio che mi può succedere è di perdere l'autobus! L'ascensore è quello della clinica in cui è ricoverato mio padre]

Nella navetta-ascensore cominciavo ad agitarmi: niente borsa, niente documenti e senza documenti come avrei fatto a prendere l'aereo? Chiamavo casa con il telefonino, nella speranza che qualcuno riuscisse a raggiungermi all'aeroporto con la borsa; ma mi rendevo conto che non ce l'avrebbero mai fatta, e comunque il traffico pauroso bloccava la navetta (alla faccia del tubo pneumatico), con il che potevo dare per perso l'aereo.
Allora dicevo a mia madre, al telefono, di chiamare il mio ufficio per avvertire che non sarei partita per Roma, e di millantare una mia malattia. Tornata mestamente a casa, mia madre si preoccupava che la menzogna potesse essere scoperta, ma io la rassicuravo mostrandole che non c'era verso che qualcuno potesse accorgersi che non ero malata.
[Mi agito sempre per la possibilità di inconvenienti, ma di solito li scongiuro sempre perché - essendo ansiosa - controllo e ricontrollo tutto al limite della paranoia. Non ho mai mentito sulle assenze dall'ufficio, sia perché mi assento di rado, sia perché per fortuna ho una "capa" molto comprensiva]

Credo che il sogno significhi qualcosa di preciso, non foss'altro che perché ne conservo un ricordo così vivido.

martedì 13 luglio 2010

Coiffure

Avete presente quando la mattina vi pettinate, e avete i capelli pieni di nodi e allora dai e dai con il pettine, ma con metodo e delicatezza per non strapparsi i capelli, e pian pianino sentite che il nodo si sta sciogliendo; è ancora lì ma diventa sempre più piccolo, e sapete che tra poco scomparirà del tutto e sarete a posto?

Ecco, io oggi mi sento così.

mercoledì 7 luglio 2010

Punti di vista

Secondo voi, Berlusconi e i suoi accoliti che stanno mangiando e concertando nefandezze a palazzo Grazioli come vivono il sit-in degli aquilani che al grido di "Vergogna" si svolge proprio sotto le loro finestre? Se ne angosciano, chiedendosi come mai il popolo non li ama più? Ne ridono, godendo della loro situazione di privilegiati? Se ne saranno almeno accorti, secondo voi?

martedì 6 luglio 2010

Karma

Oggi giornata di telefonate assurde. L'ultimo interlocutore mi ha tenuto attaccata alla cornetta per almeno 10 minuti di orologio (non scherzo e mi tengo bassa: secondo me la telefonata è durata di più) per una faccenda che ne avrebbe richiesti al massimo 3. All'inizio ero perplessa, poi ho pensato a uno scherzo, poi ho cominciato a irritarmi, alla fine faticavo a non ridergli all'orecchio.
Spero per lui che non chiamasse dal cellulare, e immagino con orrore la sua bolletta! Ma magari era davvero uno scherzo telefonico, di quelli idioti che fanno alla radio (solo che ovviamente non potevo chiedergli se era uno scherzo).

Comunque, il tizio ha finito per chiedermi il recapito telefonico di un responsabile. Servendomi su un piatto d'argento l'opportunità di vendicarmi di uno dei più odiosi dirigenti di qui, scodellandogli il rompino caldo caldo. Non l'ho fatto perché in fondo sono una persona buona, e in fondo in fondo sono una persona seria, e le vendette lavorative non mi interessano. Spero che il mio karma ne tenga conto.

Update: pare che il karma ne abbia tenuto conto, e son passati neanche 10 minuti. Orpo!

Vendesi

Ho messo in vendita un appartamento di mia proprietà. Le telefonate dei potenziali acquirenti andrebbero scolpite su supporto aere perennius. Io poi, e questo va detto, non sono particolarmente paziente e/o diplomatica.
Comunque, ecco un campione rappresentativo delle telefonate in questione (io parlo in corsivo e penso fra parentesi):

- Buongiorno, ho visto un "Vendesi" in via XXX, posso chiederle alcune informazioni?
- Sì signora, buongiorno, mi dica.
- Quanto costa?
- Ecco signora (azz, badiamo al sodo, eh?), stiamo chiedendo XXX euro trattabili.
- Ah, ma mi pare troppo! Poi sarà sicuramente da ristrutturare, è da ristrutturare, vero?
- Verament...
- No no, sicuramente è da ristrutturare! E costa troppo, glielo dico io...
- Ma...
- ...abito in zona, sa? Il prezzo è troppo alto, e infatti l'annuncio di vendita c'è da tanto tempo...
- Veramente, signora, l'ho messo a metà della scorsa settimana.
- ...
- (eh eh eh)
- Sì, ma comunque è da ristrutturare, e costa troppo! Pensi che qui nel mio cortile c'è un appartamento più grande che viene a meno...
- Signora, che devo dirle? Allora le conviene comprare quello.

Eccheddiamine.

lunedì 5 luglio 2010

Marco on air / 107

passaparola

Reazione

Stavo scrivendo un post di lamentazione e sfogo: mi sento depressa.
Ma siccome scriverlo mi deprimeva ancora di più, cambio decisamente registro. Al diavolo! Va bene, ci sono un po' di problemi in questo periodo; ma passeranno, in un modo o nell'altro, e anche questa giornata iniziata a tambur battente finirà.
Ecco: e adesso con piglio deciso cominciamo a sgombrare la scrivania da un po' di rognette.
E manco lo rileggo, questo post, prima di pubblicarlo, per controllare che sia scritto decentemente. Anarchia!

venerdì 2 luglio 2010

Soddisfazioni

Esco di casa prima delle otto, vado in ufficio, esco dall'ufficio e (come ogni giorno da mesi a questa parte) vado a trovare mio padre. Che mi chiede se gli ho portato il Gatorade, ché l'ha finito. Purtroppo no, perché 1) non mi aveva detto di averlo finito e 2) in settimana non ho tempo per fare la spesa. Reagendo virilmente a cotanta delusione, il genitore (ma quando mai) mi intrattiene sui soliti temi della sua sfortuna e della sua miseria (sic. La sua pensione è il doppio del mio stipendio). Quando lo saluto, dicendogli che devo andare a casa a pulire un po', si stupisce che io non abbia una colf. Poi si stupisce della pochezza del mio stipendio. L'indomani, mentre sono in ufficio, mi fa uno squillo perché io lo richiami. Quando lo faccio, mi chiede se sono andata a comprargli il Gatorade. Gli dico di no, che in settimana non ho tempo di andare a fare la spesa. "Ah", è la risposta: un capolavoro monosillabico di delusione, rassegnazione e fastidio.

E poiché è malatissimo, non posso nemmeno mandarlo a quel paese.

mercoledì 30 giugno 2010

Diario di bordo

In trasferta, per una riunione di lavoro. Prendo l'aereo del mattino, più pieno del solito: oltre ai soliti manager, anche molti vacanzieri (beati loro) che cercano di spacciare per "bagaglio a mano" valigioni, zaini da trekking, elefanti indiani e altre minuzie del genere. Gli va male: dopo neanche 5 minuti le "cappelliere" sono piene, elefanti & Co. prendono mesti la via della stiva.

In vista della riunione mi sono vestita da donna "in carriera ma non ossessionata dal lavoro": ossia, niente tailleur (non ne possiedo; devo decidermi a comprarmene qualcuno, sabato iniziano i saldi, magari è l'occasione buona) ma maglietta firmata, pantaloni di cotone bianco, mocassini bianchi (ieri prima di decidere la mise ho consultato le previsioni del tempo). Ho anche la mia nuova 24ore di finto coccodrillo blu, comprata on line con lo sconto (da un po' di tempo in qua, da vera "donna in carriera ossessionata dal lavoro", riesco a fare shopping solo via web; devo riprendere ad andare per negozi, fosse solo per camminare un po'. Sabato iniziano i saldi, magari è l'occasione buona).

Strano a dirsi, nonostante gli elefanti l'aereo parte e arriva in orario. Poi mi ci vuole un'ora e più in taxi per giungere a destinazione. Il traffico è tremendo, ci sono ingorghi a ogni incrocio e la scampano solo le auto blu che viaggiano in corteo, a sirene spiegate, con 4 poliziotti motociclisti 4 di scorta. Mi domando quale sotto-sotto-sotto-sottosegretario ci sia, nell'auto blu. Respingo la tentazione di chiedere al taxista di sbarrargli la strada, e mi consolo con i manifesti che annunciano per domani la manifestazione "No al bavaglio". Peccato non potermi trattenere a Roma un giorno di più.

Comunque Roma è sempre stupefacente. Mi stupisce che le strade consolari abbiano ancora i loro nomi (alè, ho scoperto l'uovo di Colombo. E vabbeh, che dirvi, me ne stupisco di bel nuovo ogni volta che ci penso). E mi stupiscono, venendo da una città piatta come una tovaglia stirata, le colline che resistono piene di alberi nonostante siano circondate dall'asfalto. Tra le colline che sono vere colline, e non dossi cresciutelli, e il fiume che è un vero fiume, e non un rivoletto stitico, a sembrare incongrue e fuori posto sono proprio le strade asfaltate e le macchine che ci stanno ferme sopra.

lunedì 28 giugno 2010

Marco on air / 106

passaparola

Lunedì

Che cosa c'è di meglio, per iniziare la settimana, di una litigata con il Capo di un'altra direzione aziendale che - invece di discutere con la mia Capa sua omologa - se la viene a prendere con me per un presunto ritardo dovuto ad un suo pasticcio?
Me lo sarei mangiato vivo, con tutto il cappello.
Grunt.

giovedì 24 giugno 2010

Sesto senso

Eppure lo so, lo so che quando quella vocina mi parla le devo dare ascolto: dovevo scommettere sul passaggio del Ghana ai quarti. Ormai è tardi.

Beni di largo consumo

Brano di conversazione colto fresco fresco per strada:
..."Delitto e Castigo" è bellissimo, l'ho letto tutto d'un fiato! E pensa che il libro l'ho comprato al supermercato, che poi comprare i libri al supermercato è uno spasso: è proprio la morte della letteratura...
Beh, io lavoro in una casa editrice e quindi forse questo post farei bene a pubblicarlo in forma anonima, però devo dire che non sono d'accordo: comprare un libro, dovunque lo si compri, secondo me è la vita della letteratura. A che serve un libro, se nessuno lo legge? Meglio un tascabile di seconda mano preso sulle bancarelle, che un'edizione extralusso rilegata in cuoio, usata solo per riempire uno scaffale e mai aperta.

Questa idea che il libro non è, né deve essere, un bene di largo consumo, qualcosa che si può correre a comprare al supermercato sotto casa come il pane e il latte ("uh, ho finito Orgoglio e Pregiudizio! Vai a vedere se per caso hanno Emma") alla fine, secondo me, è controproducente.