sabato 8 febbraio 2014

Pausa pranzo

Il bar/rosticceria accanto all'ufficio ha riaperto, dopo un lungo periodo di "ferie", in realtà cambio di gestione e conseguente ristrutturazione. Il locale, in effetti, è rimasto identico a prima se si eccettua il colore delle pareti. Vedremo come andrà: noi facciamo il tifo, anche perché negli ultimi tempi non si contano, purtroppo, i negozi che hanno aperto e quasi subito chiuso (almeno una decina solo nel nostro isolato).

In controtendenza, e non capisco perché, proprio i bar e le tavole calde; qui nel raggio di 50 metri ci sono 8 bar, quattro rosticcerie, una yogurteria, due kebabberie, una salumeria che fa anche panini, una pizzeria, due fast food, una gelateria, un ristorante greco, un paio di panifici, una tavola calda che offre solo prodotti biologici. Ci sono sicuramente anche altri locali, ma questi sono i primi che mi vengono in mente.

Lontani i tempi in cui noi poveri studenti universitari - la Facoltà di Lettere è proprio di fronte - per ingurgitare qualcosa tra una lezione e l'altra avevamo a disposizione solo un paio di alternative (che poi si riducevano invariabilmente a una sola, ossia focaccia). Ricordo quando in città aprì il primo fast-food, un vero e proprio evento che celebrammo andando a mangiare lì in massa. Piccolo particolare: il locale era a 20 minuti di distanza a piedi dalla Facoltà, e chi aveva solo un'ora di "buco" (io) era costretto a prestazioni di olimpionico per arrivare, mangiare e tornare indietro in tempo per la lezione.

Il colmo per me è che, adesso che c'è l'imbarazzo della scelta, mi porto il pranzo da casa. Sia per mangiare in modo più ordinato, sia per fare economia visto che alcuni dei locali che ho elencato sopra, ancorché relativamente economici, non lo sono abbastanza per le mie tasche per consentirmi di mangiar fuori ogni giorno.

E vabbeh, questa è una mia scelta (e anche una mia possibilità; sicuramente c'è chi va a mangiar fuori a pranzo perché non ha tempo e modo di portarsi qualcosa da casa, mentre io ho l'amore mio che cucina), però lo stesso mi chiedo come mai, in tempo di crisi, siano proprio queste attività gastronomiche a proliferare. Avrei detto che invece la gente tendesse ad economizzare in quel settore. Vuoi vedere che aveva ragione Berlusconi, quando diceva che i ristoranti sono sempre tutti pieni?

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