mercoledì 5 febbraio 2014

Le vite degli altri

Non è che io non sia capace di farmi i fatti miei (beh, oddio), ma il treno che prendo al mattino è sempre iper-riscaldato, e già ho sonno di default, quindi tendo ad abbioccarmi. Per tenermi sveglia ho provato a leggere e/o ad ascoltare musica, ma è peggio: mi addormento entro 5 minuti. Roba da cartone animato, con la testa che ciondola e cade in avanti, al che mi sveglio di colpo, poi ricomincio a ciondolare etc. Per evitare tutto ciò, e in attesa di trovare un metodo anti-abbiocco efficace e non invasivo, osservo quelli che mi stanno intorno.

In genere condivido il vagone con studenti che vanno all'università, insegnanti che vanno a scuola, bancari che vanno in banca. Sicuramente la loro vita non si esaurisce in questo (come la mia non si esaurisce nell'andare in ufficio), ma non sono Sherlock Holmes e più di tanto non mi riesce di dedurre.

(Io sono più facile da analizzare: "Vedi il modo assurdo in cui si è avvolta la sciarpa intorno al collo? Ovviamente quando la sveglia ha suonato l'ha spenta e si è girata dall'altra parte, quindi si è alzata tardissimo ed è dovuta uscire di casa senza avere il tempo di guardarsi allo specchio. Oppure è imbranata e incapace di sistemarsi la sciarpa come le persone normali.")

Una persona davvero fantasiosa e creativa, però, avrebbe comunque materiale sufficiente per un mucchio di storie e romanzi e d'altra parte non può essere un caso se millemila storie e romanzi cominciano proprio così, con il protagonista che fa il pendolare e osserva i suoi compagni di viaggio e ci ricama sopra.

Io non sono fantasiosa e creativa, tendo a ricalcare gli schemi di cose che ho letto o sentito o visto in precedenza, quindi non mi vengono in mente storie particolarmente interessanti. A mia discolpa, va anche detto che almeno finora non mi sono mai imbattuta in fanciulle che guardano sognanti fuori dal finestrino, o in giovanotti dall'aspetto nervoso e agitato che ovviamente nascondono qualche colpevole segreto, o in signori in giacca e cravatta e dall'aria sussiegosa ai quali sta per succedere qualcosa di inaspettato.

Di solito, infatti, incontro fanciulle assorte nel loro smartphone, ragazzini mezzi addormentati (che hanno peraltro tutta la mia comprensione) e strani tipi con riccioli, basette e assurdi pantaloni a scacchi.
OK, quest'ultimo in effetti sarebbe un buon soggetto di fiction.

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