giovedì 14 ottobre 2010

Punti di vista

Reduce dal primo intervento chirurgico della mia vita, per la prima volta mi sono dovuta far levare i punti.
Io pensavo che fosse un po' come sfilare un'imbastitura (altra cosa su cui, a onor del vero, non ho una grandissima esperienza); invece è bastevolmente più complicato.

Intanto bisogna prendere appuntamento in clinica, e disporsi comunque a una paziente attesa (il che non è semplice, soprattutto se per andare in clinica hai dovuto chiedere l'ennesimo permesso dal lavoro); poi devi aver fortuna e beccare degli specializzandi sufficientemente skillati per toglierti i punti, e lasciarti possibilmente tutti i lembi di pelle circostanti (soprattutto il punto che avevo nell'ombelico era bastardo assai, ci si sono messi in tre per riuscire a toglierlo!).

Alla fine, quello che vien fuori è effettivamente simile a un pezzo di filo per imbastire, però va tagliato con il bisturi. Menomale che non ho provato a togliermeli da sola, 'sti punti, come pure mi era venuto in mente di fare. Anche perché con la miopia che mi contraddistingue ne avrei mancati 3 su 4, lasciandomeli a marcire nel pancino. Bleah.

(In realtà gli specializzandi hanno sostenuto che i punti fossero riassorbibili. Ma allora di grazia, dico io, perché il chirurgo mi avrebbe detto di andare a toglierli?)

2 commenti:

  1. Italianizzazione di "skilled", come "updatato" per "updated" :)

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