giovedì 23 gennaio 2014

Rom

Il percorso che faccio in treno ogni giorno passa davanti a una spianata piena di rottami, una discarica abusiva, immagino. In mezzo, in una piccola zona sgombra, tre o quattro baracche messe su con scarti di lamiera e tubi arrugginiti a fare da comignoli.
Una volta nello spiazzo sono riuscita a vedere un triciclo, il che mi ha dato la certezza che lì in mezzo vivessero anche dei bambini.

Quando oggi sono ripassata, quasi tutte le baracche erano distrutte. Una stava bruciando. Non avevo mai visto niente bruciare così, con fiamme tanto alte. Nel mio vagone è sceso il silenzio. Il treno è passato oltre (e io non ho l'istinto del reporter, non mi è proprio venuto in mente di scattare una foto) ma il fumo nero dell'incendio ci ha seguito a lungo.

Uno dei passeggeri ha detto che evidentemente il campo era stato sgomberato dai vigili; secondo un altro, gli stessi occupanti avevano incendiato tutto prima di andarsene. Io non riesco a immaginare come si possa vivere così.

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