giovedì 9 gennaio 2014

"Dove ssei, dove ssei: tessoro mio, mio tessoro?"

L'amore mio è convinto che casa nostra sia infestata dai fantasmi, perché a suo dire "le cose si spostano da sole".

Di norma, a essere interessati dal poltergeist di turno sono il telecomando della TV - che tipicamente finisce in cucina - e il cellulare - che invece non ha un posto fisso e ci costringe a prolungate e irritantissime ricerche (a casa non c'è campo e quindi non possiamo semplicemente telefonare e seguire gli squilli).

In vita, il fantasma era probabilmente un operaio o un artigiano, perché risulta particolarmente attivo quando ci imbarchiamo in qualche lavoretto domestico; martelli, cacciaviti, viti, nastri isolanti e chi più ne ha più ne metta scompaiono immediatamente dopo essere stati utilizzati, per ricomparire solo dopo lungo penare. In genere li rintracciamo sulla mensola accanto a quella che stavamo montando, o dentro l'armadio di cui stavamo regolando l'anta, o anche - tanto per cambiare - in cucina ("sono andato a bere un po' d'acqua, è vero, ma sono sicurissimo di non essermi portato niente appresso!").

Per cui non avrei dovuto, obiettivamente, sorprendermi più di tanto quando l'altra sera l'amore mio si è alzato di scatto dal divano e, in preda al panico, ha esclamato: "Non ho la fede!"

No, non era preda di un'improvvisa crisi mistica: si era reso conto di non avere la fede nuziale al dito.
Dopo tre mesi scarsi dal matrimonio.
Probabilmente è un record.

- Quando hai notato di averla, l'ultima volta?
- Non me lo ricordo.
- Stamattina l'avevi?
- Non me lo ricordo.

Io lo guardo. Lui mi guarda. Tutti e due guardiamo il dito.

Ora, di recente siamo stati in viaggio. All'estero. MOLTO all'estero. 
- Ma quando siamo tornati ce l'avevi, vero?
- Non me lo ricordo.

Ergo, la fede poteva essere virtualmente ovunque e io, che sono un tipo ottimistico e solare (vedi citazione nel titolo del post), mi sono rassegnata a farci una croce sopra. Come avremmo potuto ritrovarla se non sapevamo nemmeno dove cercare? E mentre ancora io cercavo di farmene una ragione, le mie personalità multiple si sono imbarcate in questo animato dibattito:
- E che c@..., tre mesi di matrimonio e già si è perso la fede!
- Non pensiamoci nemmeno, lo sappiamo che non l'ha fatto apposta e guardatelo, è più dispiaciuto di noi.
- Sì, ma che c@...!
- Noi siamo persino più disordinate, è strano piuttosto che non si sia persa la nostra!
- Poverino, sarà mortificato... Cerchiamo di rassicurarlo.
- Figuriamoci se la ritroveremo, toccherà fare un duplicato...
- Non vogliamo un duplicato, noi vogliamo quella!
- Beh, pensiamo positivo, potrebbe sempre saltar fuor...
- Certo, come no, perché noi siamo tipi fortunati!
- Figo però, la fede che scivola dal dito e scompare, proprio come nel Signore degli Anelli!
- Oh, ma per amor del...

Nel frattempo, l'amore mio si era seriamente impegnato nella ricerca della fede, passando al setaccio stanza dopo stanza. Mancava solo il seminterrato, e a quel punto ho tacitato tutte le mie voci interne e sono andata ad aiutarlo. In fondo avevo pur sempre giurato ("Tre mesi fa, porc....") di stargli accanto nella buona e nella cattiva sorte, e perdere la fede ("Tre mesi f..." "ABBIAMO CAPITO") era sicuramente cattiva sorte.

La buona sorte è arrivata 5 minuti dopo, quando abbiamo acceso la luce sulla scala del seminterrato e sul pavimento, in bella vista, abbiamo visto scintillare la fede.
Il sollievo dell'amore mio mentre andava a recuperarla e a rimettersela al dito era palpabile.

- Meno male, va'!
- Che fortuna, siamo proprio contente!
- Visto? L'avevamo pur detto che non bisognava perdere le speranze!
- Incredibile! Di sicuro, se a perdersi fosse stata la nostra fede, col cavolo l'avremmo ritrovata!
- Povero amore nostro, quanto si è agitato...
- Procuriamoci un fermanello prima possibile!
- Fantastico, la fede che salta fuori quando meno te l'aspetti, proprio come nel Signore degli Anell...
- Oh, ma per amor del...

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