mercoledì 22 gennaio 2014

Gentilezza e cattivi pensieri

Dopo parecchio tempo, sono in città ad aspettare l'autobus.
E aspettare. E aspettare, aspettare, aspettare...

Alla fine, in lontananza ne vedo arrivare uno. Stranamente, però, l'insegna luminosa che riporta numero e capolinea è spenta. Sono spente pure le luci interne.
Hmm.

Dato che il motto della locale azienda dei trasporti pubblici è "Ogni lasciata è persa", faccio comunque segno al bus che accosta e si ferma davanti a me. Dentro (al buio) ci sono l'autista, un suo collega e una signora seduta, che intravedo a malapena.
Chiedo all'autista se quello è, effettivamente, il bus che devo prendere e l'autista, per tutta risposta, mi chiede a sua volta: "Dove deve andare, signora?"
Devo arrivare in stazione; l'autista allora mi spiega che in effetti è fuori servizio (il che spiega le luci spente) e sta portando il bus in deposito. Però può farmi salire e accompagnarmi fino a #certo_punto, da cui è agevole raggiungere la stazione a piedi.
"Salga, signora, non si preoccupi: non le faccio niente!"

Al che ho iniziato a preoccuparmi. Vedete, fino ad allora il mio unico pensiero era: "mi conviene salire e fare un tratto a piedi, o mi conviene aspettare un bus in servizio e arrivare comodamente a destinazione?" Ma la rassicurazione non richiesta mi ha fatto balenare la possibilità che l'autista fosse un pericoloso maniaco e meditasse di dirottare il bus, portarmi in una zona isolata e violentarmi.

Non è che una cosa del genere non sia mai successa da queste parti, purtroppo.

D'altro canto, non è che restare impalata al buio ad un angolo di strada fosse la situazione più sicura del mondo (già i primi spiritosi, vedendomi aspettare alla fermata del bus, avevano cominciato a salutarmi suonando il clacson. La città non mi manca per niente).
Sicché, pur preoccupata, sono salita.

Lungo il tragitto l'autista si è fermato per far salire altra gente che aspettava il bus - apparentemente da parecchio tempo -, ci ha portato fino a #certo_punto e ci ha chiesto se ci andava bene scendere lì, perché volendo poteva avvicinarsi ancora di qualche decina di metri alla stazione.
Tutti gli altri sono scesi lì, quindi sono scesa anche io. Sentendomi abbastanza meschina, perché in fin dei conti l'autista non era stato altro se non gentile e io lo contraccambiavo sospettandolo di essere un delinquente.

D'altro canto, ho reputato più saggio sentirmi meschina, farmi una passeggiata e arrivare sana e salva in stazione..

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