domenica 19 gennaio 2014

La coerenza prima di tutto

Facendo questo test (per pura curiosità, perché so perfettamente di essere pochissimo cattolica), ho scoperto che
L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.
La citazione è presa paro paro dal Catechismo della Chiesa cattolica, laddove si mette a chiosare i dieci Comandamenti e in particolare il quinto, "non uccidere", e ribadisce che la vita umana è sacra in quanto
Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente.
E difatti:
L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è una pratica vergognosa, gravemente contraria alla legge morale. La Chiesa condanna con la pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana.
L'eutanasia volontaria, qualunque ne siano le forme e i motivi, costituisce un omicidio.
Il suicidio è gravemente contrario alla giustizia, alla speranza e alla carità. È proibito dal quinto comandamento.
La pena di morte invece va bene. Tutto chiaro, no? 

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