lunedì 21 novembre 2011

Simpatiche usanze indigene

Immaginate di parcheggiare l'auto, una sera, nel piazzale di fronte casa, come fate sempre. Immaginate, la mattina dopo, di uscire di casa per prendere l'auto, come fate sempre, e andare al lavoro. E immaginate di trovare l'auto poggiata in equilibrio più che precario sopra due blocchi di tufo, e priva di tutte e quattro le ruote. Non i cerchioni. Non gli pneumatici. Le ruote sane sane.

Furto su commissione, ovviamente. E no, non era la mia macchina ma quella di qualche altro povero malcapitato. (Sono occasioni come queste che mi fanno rallegrare di possedere un catorcio e convincermi ulteriormente a non comprare un'auto nuova.)

Update: il giorno dopo, secondo round, questa volta ai danni di una Fiat Panda...

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