sabato 8 novembre 2014

Outlet

Trovandoci a passare da quelle parti, qualche giorno fa io e l'amore mio ci siamo fermati a Casette d'Ete.

Per chi non lo sapesse, come non lo sapevo io fino a pochi mesi or sono (pensavo si chiamassero Casette Dete, poi appena l'ho googlato sono comparse millemila occorrenze: ragazzi, il posto è famoso), si tratta del luogo - tra il mistico e il mitologico nelle parole di chi c'è stato e torna indietro a raccontarlo - ove sono collocati gli spacci aziendali Hogan, Tod's e Fay, nonché un negozio Prada che si è spudoratamente piazzato proprio di fronte, e Della Valle gli ha pure fatto causa per concorrenza sleale, ma l'ha persa, sicché adesso di fronte agli spacci aziendali Hogan etc. c'è un intero centro commerciale.

Sugosi pettegolezzi a parte, 'sti spacci Hogan etc. vengono magnificati coram populo per l'eccezionalità degli sconti e degli affaroni che vi si possono fare, sicché non potevo esimermi dall'andare a verificare di persona (e possibilmente comprare pure qualcosina; del resto il Natale è ormai prossimo e io sono vergognosamente indietro nel mio planning regalifero).

La delusione.

Che dirvi: sarà che se una borsa costa 1.000 euro, metterla a 700 sarà pure lo sconto del 30% ma comunque io 700 euro per una borsa non li spenderei anche potendo permettermelo. Sarà che l'America mi ha rovinato e se lo sconto non è almeno del 60% io proprio non vi considero. Sarà che i negozi che sembrano un incrocio tra una gioielleria e la cattedrale di Westminster, con il commesso piazzato sulla porta (e meglio vestito di me) che mi prega di prendere il numerino per entrare (!) e di lasciare la mia innocuissima bustina di Champion alla cassa, e dove non osi nemmeno sfiorare la merce in esposizione per paura di comprometterne il perfetto allineamento sullo scaffale, mi danno fastidio fisico.

(E badate che, a NY come a Londra, siamo entrati in negozi Burberry, Marc Jacobs, McQueen e simili e siamo sempre stati accolti da commessi più che affabili e ansiosi di metterci a nostro agio. Come è giusto che sia.)

Sarà tutto questo. Ma credetemi, perché per me scarpe borse e soprabiti sono una droga, quindi in teoria lo spaccio Hogan etc. avrebbe dovuto essere il mio Nirvana: non c'era NIENTE che valesse la pena di fare una pazzia.

Borse belle, eh, per amor del cielo, ma che non valevano quei prezzi. Idem si dica per i cappotti (me lo puoi far pagare sopra i 700 euro se è puro cachemire che ancora bela, non se è un mistofibra). Le scarpe poi erano volgari, non c'è altra parola per definirle, e con la tomaia incollata alla suola (e finta cucitura sopra, ma si può?).

Fatto un giro, e constatata la pochezza del tutto, io e l'amore mio abbiamo quindi provveduto a ripercorrere l'intero spaccio con aria di estrema superiorità, commentando ad alta voce quanto fossero brutte le cose esposte e quanto poco valessero in effetti.

E se il commesso benvestito sulla porta si è offeso in nome di Della Valle, problemi suoi.

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