mercoledì 26 novembre 2014

Mamma la RAI

Pare che il canone RAI diventerà una specie di prelievo coatto, o forzoso che dir si voglia, dalla bolletta elettrica (non si sa bene quando avverrà tutto ciò perché, insomma, siamo sempre in Italia).

Resto in attesa di saperne di più, perché io - per dire - possiedo una casa dotata di energia elettrica (e relativa bolletta) ma sprovvista di televisore (e relativa antenna), per la quale mi sembrerebbe alquanto ingiusto dover pagare il canone, e sentir dire che la seconda casa "in linea di massima" è esclusa non mi pare rassicurante, visto anche il gran casino che questi incompetenti sciagurati sono riusciti a fare con Tasi-Tari-quelch'è.

A dirla tutta, pagare il canone mi sembra alquanto ingiusto a prescindere: sia perché formalmente è ancora una (ridicola) tassa per il possesso di un elettrodomestico, sia perché dobbiamo pagare per mantenere un carrozzone di gente inqualificabile, vedi Bruno Vespa, e la messa in onda di programmi inqualificabili, vedi quello di Bruno Vespa ma anche quello di Fabio Fazio e i siparietti incomprensibili e inconcludenti di Genitori - Istruzioni per l'uso che ogni volta mi provocano reazione allergica (ho scoperto che trattasi di produzione francese, il che un minimo di cose me le spiega, ma comunque chiamare 'sta roba Carosello è un insulto per Calimero).

Tante storie per inculcarci che il libero mercato e la concorrenza sono cose belle e giuste che contribuiscono a innalzare la qualità dei prodotti e abbassare i prezzi, ma poi tutti a fare cartello e o ti mangi 'sta minestra pagando profumatissimi contratti di consulenza o scarichi programmi decenti da Internet, non c'è niente da fare.

(Cosa sia un cartello, incidentalmente, l'ho capito guardando Dallas; avevo pure il gioco da tavola.)

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