martedì 24 gennaio 2012

Pat pat

L'anno nuovo mi ha portato un sacco di lavoro d'ufficio. Il che è una buona cosa perché mi dà la speranza che, a fine anno, avrò ancora un lavoro. E perché nel mio lavoro sono brava, e anche se sono tutta sola nella mia stanzetta e quindi non ho nessuno vicino che me lo dice (ma la mia capa, che è più brava di me, trova modo di dirmelo almeno una volta al giorno), quando risolvo qualche problema o porto avanti qualche progetto o semplicemente faccio qualcosa nel modo giusto, mi do una virtuale ed autocongratulatoria pacca sulla spalla. Pat pat.

Oggi, in realtà, qualcuno che non è la mia capa me l'ha detto testualmente: "Lei è davvero molto brava". (vabbeh, ha detto "lei è davvero molto brava, signora" ma è un signore anziano, uno di quelli della generazione "le-donne-non-hanno-titolo-di-studio", e il complimento era sincero). Non che avessi fatto niente di che, in pratica lo sono stata solo a sentire ripetendo di quando in quando "non si preoccupi".
(Il che mi ricorda un aneddoto raccontato da Luciano De Crescenzo nella sua autobiografia, but that's beside the point)

La cosa che mi dà più soddisfazione è rendermi conto che in effetti so come muovermi, che sono più autonoma, che ho sviluppato un mio modo personale di fare le cose e di relazionarmi con gli altri. E quando gli altri reagiscono bene, quando li sento più rilassati, quando ricambiano una mia battuta scherzosa, o mi dicono che sono brava, non è tanto il complimento che mi fa piacere, quando sentire che sto facendo bene.

(Uhm. Rileggendo il tutto, mi pare di essere stata alquanto equivoca. Meglio chiarire: non faccio la massaggiatrice.)


2 commenti:

  1. caspita, sei davvero perfetta. Se proprio ti devo trovare un difetto direi che sei troppo modesta

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  2. Hai ragione ma credimi, sto cercando di correggermi ;)

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