lunedì 7 gennaio 2013

Giù al Nord

Questo sta diventando un blog impressionistico; dopo quelle su L'Hobbit ora è infatti il turno delle mie impressioni su Milano, dove sono stata negli ultimi giorni approfittando (in tutti i sensi) della gentilezza di mio cognato e della sua casa per fortuna iperriscaldata.

(Seriamente, avevo caldo finanche io che sono permanentemente congelata: ma a quanto lo tengono il riscaldamento, a Milano?)

Non che all'ombra della Madonnina io non fossi finora mai stata, ma in genere ci vado per lavoro, toccata-e-fuga, senza il tempo di fare la turista. Stavolta, invece, ce ne siamo visti bene a cominciare dalla Pinacoteca di Brera, che non avevo mai visitato. Onde evitare ulteriori ovvietà dopo il titolo di questo post, dirò solo che davanti alla Cena ad Emmaus stavo per mettermi a piangere (a mia difesa, ero reduce da una nottata in bianco passata al Niguarda: l'ho detto, non ci siamo fatti mancare niente!).

Poi siamo anche andati a vedere Amore e Psiche a Palazzo Marino e non c'è niente da fare, vivere nelle metropoli offre indubbie opportunità culturali, roba che qui al paesello possiamo solo sognarci. Peraltro Milano è lontana, Roma già va meglio, ma i costi di trasferta tra un'IMU e l'altra sono decisamente troppo alti per consentirci di fare su e giù ogni volta che l'occasione meriterebbe.

Comunque sono riuscita a farmi un aperitivo "milanese" ai Navigli (è un bene che qui da noi non usi l'happy hour, sennò sarei già alcolizzata) e un proficuo giro di shopping. Sono anche stata alla Rinascente e ho lasciato il cuore su vari pezzi di haute couture. Che posso farci? Ho dei gusti troppo raffinati per il mio bene.

Insomma, Niguarda a parte è stata un'esperienza positiva e tutto sommato ripetibile. Magari in prossimità dei saldi estivi troverò un pretesto abbastanza culturale per tornare al Nord.

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