martedì 29 gennaio 2013

Mary Poppins

Sono disordinata, imbranata e ansiosa.
Il che significa che nella mia borsa c'è di tutto, letteralmente in ordine sparso, e quindi quando cerco qualcosa 9 volte su 10 non riesco a trovarla. Ora, capisco perdere le chiavi nel marasma, ma il cellulare è già un po' più grandicello, dovrebbe saltar fuori con facilità, nevvero? Bene, io sono capace di non trovare il portafogli. Eppure è lì.

A quel punto, va da sé, sono costretta a devo svuotare completamente la borsa. Quando l'oggetto scomparso decide di palesarsi, io sono già caduta in preda di una decina di crisi di panico in rapida successione. E ogni volta, dopo l'obbligatorio sospiro di sollievo, mi dico che è da stupidi farsi prendere da crisi di panico, perché la cosa deve essere nella borsa, so che c'è ed è solo questione di trovarla, dato che non perdo mai niente.

Quasi.

Ieri sera prendo la borsa per recuperare il libretto degli assegni e rimetterlo a posto (normalmente infatti non lo porto con me), il che è già di per sé strano perché di solito le cose restano in giacenza nella mia borsa, anche se inutili, per mesi (vedi occhiali da sole in pieno piovoso inverno). Come da copione, il libretto degli assegni risulta M.I.A. Come da copione, maledicendo il mio disordine e ripetendo come un mantra "Stai calma ché tanto è in borsa, stai calma ché tanto...", tiro fuori tutto: portafogli, occhiali da sole (sic), fazzoletti, sportina di tela, altra sportina rimasta inutilmente in borsa (arisic), astuccio con penna pendrive burrocacao assorbenti pillole antiallergiche, scontrini e monetine sparse, fodero dell'ombrello.

Il libretto degli assegni rimane M.I.A.
OK, forse adesso un minimo di panico è giustificato.

A quel punto, nella mia testa bacata si svolge il seguente flashback; io, in treno, che sento dire "toh, piove" e quindi tiro fuori l'ombrello dalla borsa.
E qui ho il lampo: con assoluta certezza, so che togliendo l'ombrello devo inavvertitamente aver fatto scivolare fuori il libretto.

Segue frettolosa e ansiosa telefonata al numero verde della Banca per bloccare gli assegni. L'operatore, gentilmente, mi ricorda che dovrò fare anche una denuncia di smarrimento alla polizia, il che è un'immane seccatura e mi farà perdere un sacco di tempo. Ma tant'è: maledicendo di nuovo (e a maggior ragione) il mio disordine e la mia sventatezza, mi rassegno alla bisogna. Per puro scrupolo chiamo in stazione, avessero mai ritrovato il libretto... Non ho molte speranze: una volta dimenticai l'ombrello sul bus, e quando telefonai per chiedere se ci fosse un ufficio oggetti smarriti, mi risero in faccia (davvero!).

Invece qui scatta il miracolo: fortunatamente il treno che avevo preso "moriva" alla mia fermata, ed era pure semivuoto; qualcuno aveva trovato il libretto e l'aveva consegnato al capostazione, e stamattina l'ho felicemente recuperato.

Dirò che ho avuto un momento di incertezza nel rimetterlo in borsa, anche se sono stata bene attenta a ficcarlo in un angoletto, così appena ho potuto ho deciso di sistemarlo meglio, in una taschina fornita di zip.

Beh, voi non ci crederete, ma quando ho riaperto la borsa in un primo momento il libretto non si trovava.
(Poi c'era, lo sapevo che c'era ed era solo questione di trovarlo.)

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