mercoledì 12 settembre 2012

Piaceri proibiti

Io amo leggere. Amo molto leggere. Negli ultimi tempi, in altre faccende affaccendata, non sono riuscita a indulgere molto alla mia passione; adesso, però, ho trovato il timeframe perfetto: in treno, andando e tornando dall'ufficio (treno NON Trenitalia, vagoni nuovi, aria condizionata e su alcune corse persino la filodiffusione con una discreta selezione musicale. Invidiatemi pure).

Gli ostacoli alla lettura, stando così le cose, restano essenzialmente due: il primo è di ordine economico, dato che non posso comprare tutti i libri che vorrei leggere (lasciata a me stessa divoro più o meno un libro a settimana), il secondo è di ordine logistico dato che a casa non ho spazio per tutti i libri che leggo. La soluzione ovvia sarebbe dunque quella di individuare la Biblioteca più vicina a me, fare la tessera del prestito, e via.

E adesso vi spiego il condizionale.

Fino a pochi anni fa, nelle immediate vicinanze del mio ufficio (nonché dell'Università) c'erano una Biblioteca Nazionale e una Biblioteca Provinciale. Quest'ultima, a dire il vero, non l'ho mai frequentata; alla Nazionale invece andavo spesso.

Prendere in consultazione un libro alla Nazionale era un'esperienza tra il mistico e il surreale. Bisognava innanzitutto scartabellare almeno tre cataloghi (rigorosamente su schede cartacee): le acquisizioni fino al 1990, le acquisizioni dopo il 1990, le ultime acquisizioni (o qualcosa del genere). Poi bisognava fare la coda al banco consultazioni, in attesa dell'omino addetto che era sempre missing in action (= sul retro a prendere il caffè con i colleghi). Quando finalmente l'omino compariva, di solito ti diceva che i libri desiderati (non più di tre per volta) erano 1) in una collezione non consultabile - 2) in una sala non accessibile - 3) a restauro perché vittima dell'ultimo allagamento (vero!). Se qualche richiesta sopravviveva al massacro, l'omino rispariva in misteriosi recessi alla ricerca del "tuo" libro, per tornare in un tempo variabile tra i 10 minuti e le 2 ore, dicendo che il libro a) era fuori posto - b) era in prestito e sarebbe rientrato fra X giorni - c) era in prestito e non si sapeva quando sarebbe rientrato - d) era scomparso da X anni (vero!).

In casi segnati da congiunzioni astrali particolarmente favorevoli, poteva anche avvenire che l'omino ricomparisse con un libro. A volte era perfino quello giusto.

Non vi sto a dire che non ho mai neanche provato a prendere un libro in prestito.

Qualche anno fa, gli amministratori della Nazionale annunciarono che avrebbero fatto una revisione di tutte le collezioni, razionalizzato le collocazioni, digitalizzato il catalogo e ottimizzato le procedure di consultazione e prestito. L'immediata conseguenza di ciò fu che TUTTI i libri della Nazionale diventarono immediatamente inaccessibili causa inventario; la conseguenza dilazionata fu che TUTTA la biblioteca diventò dopo qualche mese inaccessibile per me, dato che venne trasferita in pratica agli antipodi del mio ufficio.

(Mi dicono che è qualcosa di fantascientifico, con i libri che ti arrivano via nastro trasportatore - ammesso che si trovino, che l'omino addetto non sia in sciopero, che la biblioteca sia aperta.)

Poco prima, che ve lo dico a fare, anche la Biblioteca Provinciale si era trasferita agli antipodi.

Dato che vivo in una metropoli (Ah! Ah! Ah! Ah!), mi rimarrebbe però una terza opzione, ossia una Biblioteca privata finanziata da una benemerita fondazione. Il problema è che le sue collezioni sono, come posso dire? alquanto "datate". Oggi, di passaggio, ho provato a chiedere un elenco delle più recenti acquisizioni, e mi hanno guardato sbigottiti. Insomma, pare che non ci siano speranze per me di prendere libri  in prestito. Eppure so per certo che altrove, in recessi dello spazio-tempo più avanzati di quello in cui vivo, ci sono biblioteche comunali che possiedono, e prestano agli utenti, gli ultimi e più recenti best-seller italiani e internazionali.

Mi chiedo se queste biblioteche siano attrezzate per prestare e-book.

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