lunedì 5 marzo 2012

(lunga) lamentela lavorativa

Lavoro per una Casa editrice che pubblica parecchi manuali universitari. Di necessità, molti dei nostri autori sono quindi docenti universitari.

Da qualche settimana, il MIUR si è inventato qualcosa come una mega-valutazione della ricerca scientifica. In pratica, a quanto ho capito (non ho approfondito assai, a dire il vero), tutti i docenti in forza alle nostre benemerite università devono passare una specie di esame, per verificare che la loro ricerca scientifica sia degna di tale nome.

Per far ciò, gli esaminandi devono sottoporre alla commissione di valutazione tre fra le loro pubblicazioni più rappresentative. In PDF.
Hence, pioggia di richiesta di PDF alle Case editrici in generale, alla nostra in particolare, alla mia casella di posta elettronica nello specifico.

Il punto è che, per meglio (!) gestire questa baracca, il MIUR ha messo in piedi un portale web da cui dovrebbe passare tutto: iscrizione dei docenti, indicazione delle pubblicazioni da valutare, richiesta dei PDF agli editori, submission dei file. Per quel che strettamente ci riguarda, insomma, viaggerà tutto via sistema: ci arriva la richiesta automatica dal sistema, e noi (sc. io) la evadiamo.

Il problema è che nessuno l'ha detto ai docenti. Che quindi continuano a scrivere agli Editori, chiedendo i PDF.
Immagino che gli altri Editori si siano organizzati come noi (sc. come me), inviando una mail standard che spiega quanto sopra.
La cosa è noiosetta e ripetitiva, ma la mail standard mi evita di perdere troppo tempo. Non posso però fare a meno di chiedermi:

1) sarà il MIUR che non ha dato informazioni esaustive ai suoi dipendenti, o saranno i docenti a non aver capito una cippa delle informazioni ricevute?

2) in mancanza di informazioni, come mai i docenti reputano più utile/più comodo/più semplice/più rapido chiedere notizie a terzi (gli Editori) su una procedura inventata, implementata e gestita dal MIUR?
(voglio dire: come sono stata capace io di telefonare ai tecnici web del Ministero, così potevano farlo loro)

3) in parecchi casi i docenti continuano a chiederci notizie circa la procedura di valutazione, del tipo "ma posso far valutare anche pubblicazioni del 1915-18, o sono troppo vecchie?" Cosa volete che ne sappiano gli Editori? Mica la fanno loro, la valutazione.

4) in altri casi (e qui un po' mi irrito) mi sono sentita dire: "Vabbeh, ma il mio ateneo ha deciso di fare una simulazione della procedura, per cui mi serve il PDF. Per piacere, mandamelo". Col cavolo, bello mio, perché se il tuo ateneo ha deciso di fare una simulazione (il che, in astratto, è peraltro un'ottima idea), il problema è del tuo ateneo e tuo, e io Editore non sono tenuto a fare un accidenti.

Devo dire che, di fronte alla risposta "Il PDF non ve lo diamo, se ci sono problemi prendetevela con il MIUR" (la sostanza è questa, la forma ovviamente è moooolto accademica, condita di "iter", "implementare" e "purchessia"), mi attendevo nutrite e vibrate proteste. Macché. I docenti sono miti come agnelli ed estremamente riconoscenti per ogni minimo brandello di informazione che porgo loro. Dal che ho avuto la conferma che fare affermazioni con tono reciso e perentorio, ancorché educato, li mette in soggezione di fatto impedendo qualsivoglia replica.
Me ne dovrei ricordare in molte altre occasioni. L'ho detto, vari nostri autori sono docenti universitari.

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