mercoledì 15 gennaio 2014

Forzare il blocco

Google si è fatto perdonare molte cose quando ho scoperto un add-on per Chrome che permette di vedere le webtv oscurate in certe parti del mondo.
A dire il vero non l'ho ancora sperimentato abbastanza per capire se effettivamente funziona all around the world, però la BBC si vede e per il momento tanto basti.

(So che potrei ottenere lo stesso risultato cambiando i DNS, ma non sono molto preparata sul fronte tecnologico e ho sempre timore di produrre danni irreparabili, quindi mi cimento solo in casi di assoluta necessità.)

Che poi, il fatto di far vedere dei contenuti in delle nazioni sì e in altre no è una grandissima fesseria. Non solo ci sono vari sistemi per bypassare il blocco (io ne ho scoperto uno solo, e solo di recente, perché, per l'appunto, non sono granché "tecnologica"), ma se l'idea di Internet è quella di far passare le informazioni in tutto il mondo, oscurarne una parte è proprio un ossimoro concettuale.


martedì 14 gennaio 2014

The honeymoon

Ah, ma io non vi ho ancora raccontato che siamo andati in viaggio di nozze! 
Tutto bene, anzi tutto benissimo, e a ben pensarci non ci sarebbe neanche granché da raccontare; nel senso che sono successe e abbiamo fatto in pratica tutte le cose che normalmente succedono e si fanno in viaggio di nozze.
Ad esempio, prima si è ammalato lui e poi mi sono ammalata io. Come dicevo, tutto secondo copione.
(In viaggio eravamo io, l'amore mio e Murphy, ovviamente.)

Tralascerei quindi noiosi dettagli sui musei e monumenti che abbiamo visitato (belli!), o sui piatti tipici che abbiamo mangiato (buoni!), per concentrarmi su quei piccoli episodi che, come dire, danno il tono all'intero viaggio.

Tipo il fatto che alla partenza l'amore mio è stato fermato dalla finanza, convinta a quanto pare che fosse un pericoloso contrabbandiere di denaro sporco diretto in Romania. Perché, visto che NON eravamo al gate dell'aereo per la Romania? Lo ignoro. Il dialogo, comunque, è stato questo:
Finanziere: - Lei parla rumeno?
Amore mio: - Guardi, io a mala pena parlo italiano.
Capite perché io lo amo?

Oppure il fatto che, una volta a destinazione, abbiamo scoperto che l'autista della navetta prenotata per portarci dall'aeroporto all'hotel, spacciataci come servizio altamente professionale e conveniente, NON conosceva la strada, sicché SI FERMAVA IN MEZZO ALLA TANGENZIALE A SCORRIMENTO VELOCE per compulsare Google Maps, con tutti gli altri automobilisti che a stento ci scansavano per poi (giustamente) clacsonare come dannati, mentre lui commentava flemmatico "Non capisco quale sia il loro problema".
No, non eravamo a Napoli.

E come dimenticare l'armadio a quattro ante ubriaco che ci siamo ritrovati di fronte la notte di Capodanno, e che ha apostrofato l'amore mio (nell'idioma locale che l'amore mio non capisce e non parla)? Per cui l'amore mio gli ha risposto a fatica (e con una certa trepidazione visto che il tipo era il doppio di lui) "Scusa non parlare tua lingua" e l'armadio gli ha soavemente replicato "Non importa amico, buon anno nuovo", gli ha stretto la mano e se n'è andato (a bere qualcos'altro, immagino).

Il meglio, comunque, è stato il volo di ritorno.

Abbiamo dovuto attendere per almeno 10 minuti sulla scaletta dell'aereo, al freddo e al gelo, perché qualcuno (non so con certezza chi ma ho dei sospetti) aveva bloccato la coda, e quando finalmente abbiamo messo un piede nell'aereo l'hostess ci ha informato che le cappelliere erano piene, quindi dovevamo scendere e - sempre al freddo e al gelo - andare a mettere il bagaglio a mano nella stiva. Allora l'amore mio, che detesta disorganizzazione e perdite di tempo (come me, peraltro), ha agguantato entrambi i bagagli a mano, mi ha in pratica spinto a forza nell'aereo a cercare due posti (indovinate di che compagnia stiamo parlando) e si è diretto verso la stiva. Io ho faticosamente trovato due posti più o meno vicini in coda all'aereo, mi sono girata e ho visto l'amore mio venirmi incontro trascinandosi entrambi i bagagli.
- Ma non dovevi imbarcarli in stiva?
- Sì, ma il comandante mi ha visto e ha detto che i nostri bagagli sono piccoli e possiamo piazzarli sotto i sedili.
- Quindi sei sceso dall'aereo, sei andato in stiva, sei tornato su (il tutto al freddo e al gelo e con due valigie) per niente?
- Sì.
- Ma wtf.

A quel punto è intervenuto un altro passeggero, Mr. Flanders, che vedendo l'amore mio sistemare il trolley sotto il sedile gli ha detto: - Guardi che non può mettere il bagaglio lì.
- Sì, mi hanno detto che possiamo.
- No, ma guardi, lei non può mettere il bagaglio lì, sa?
- Senta, è stato il comandante in persona a dirmi che posso, ok?
Mr. Flanders si è ritirato in buon ordine e Mrs. Flanders lo ha rimproverato: "Ecco, e noi invece abbiamo messo i bagagli in stiva!" (sottinteso: che uomo sei, tu?)

Il clou è stato raggiunto dall'allegra famigliola piazzata due file dietro di noi, composta da due sorelle, rispettivi mariti, genitori delle prime (quindi suoceri dei secondi) e tre deliziosi frugoletti. I bambini giocavano, le madri li rimproveravano, i nonni commentavano, i mariti peraltro amorfi venivano spediti a recuperare i bagagli dalle cappelliere perché i bambini giocando si erano tutti bagnati (con cosa? Ho avuto paura a chiedere) e quindi bisognava cambiarli, ma i mariti non avevano la più pallida idea di come fossero fatti i loro bagagli e perciò chiedevano alle mogli, che li dirigevano dai loro sedili ("Devi prendere quella viola, Osvaldo. No, quella è fucsia. No, quella è lilla. No, quella è glicine. No, quella è lavanda." e potremmo anche discutere della furbizia con cui ci si compra cinque trolley tutti di varia gradazione dello stesso colore, o ricordare che noi avevamo i bagagli sotto i sedili perché stranamente le cappelliere erano piene), ma i mariti ancora non capivano e quindi una delle sorelle e la nonna si sono dovute alzare per indicare il bagaglio giusto, e poi i bambini si annoiavano e quindi l'altra sorella ha iniziato a raccontare una storia di sua invenzione (e credetemi, non era J.K. Rowlings).
Tutto ciò GRIDANDO. Ininterrottamente. Per tutta la durata del volo.

Quando - finalmente - siamo atterrati, un ragazzo davanti a me si è rivolto a una delle sorelle e le ha detto: "Signora, se dovete partire di nuovo avvisatemi: io rimango a casa."
Non è scattato l'applauso collettivo, ma per poco.

lunedì 13 gennaio 2014

Mi domando

Quanto è egomaniaco passare l'intera mattinata della domenica a rileggere i post del proprio blog pensando "però, non scrivo affatto male"?

domenica 12 gennaio 2014

Doppioni

Di nuovo, devo rinunciare a un post perché ne avevo già scritto uno sullo stesso argomento sei anni fa (!). Se siete curiosi, il post è questo e stavo per riscriverlo perché sto rivedendo il telefilm in questione.

Allora vi racconto questo fatto correlato. Ero certissima di aver scritto quel post, e ho provato a rintracciarlo con la casellina di ricerca di Blogger; però non risultava nulla, anche se le chiavi di ricerca che stavo usando mi ci avrebbero dovuto portare ritta ritta.

Siccome però, appunto, ero certissima di averlo scritto, ho recuperato (grazie, Wikipedia) la data di prima messa in onda del telefilm e sono andata quindi a spulciare i post pubblicati intorno a quella data. Il post incriminato è saltato fuori subito.

Ne deriva che il sistema di ricerca interna di Blogger funziona male. La cosa è seccante, dal mio punto di vista, perché per rintracciare un particolare post fra tanti mi costringe a ricorrere, come si è visto, a strategie alternative e "creative".

Ad esempio, sono sicurissima di aver scritto un post sul fatto che, a memoria, mi ricordo cosa ho scritto anni fa e quindi riesco a evitare i doppioni. Ma, ovviamente, con la ricerca interna di Blogger non lo ritrovo e adesso francamente non mi va di imbarcarmi in uno scavo archeologico solo per sostenere il punto. Fidatevi di me, l'avevo scritto.

Quello che non ricordo è se, in quel post, avevo scritto anche che riuscivo a evitare alcuni doppioni, ma che sicuramente qualcuno nel corso degli anni mi era sfuggito. Perché è così: dopo sei anni, figuriamoci se non mi è capitato di riscrivere la stessa cosa anche più di una volta. Io tendo ad essere ripetitiva.

A volte mi dico che dovrei rileggere tutto, cancellando i duplicati o quantomeno mettendo un link incrociato con gli originali. E' la parte ossessivo-compulsiva di me che parla. Poi prende il sopravvento la parte pigra, e non faccio niente.

sabato 11 gennaio 2014

Del mio animo social

Avevo scritto tutto un post sui social network, ma l'ho cancellato perché rileggendolo mi sono resa conto che era lunghissimo e noiosissimo. O sono troppo stringata, o sono verbosa; non conosco giusto mezzo. Uffa.

Quello che volevo dire, comunque, più in breve (spero), è che sono iscritta a un sacco di social network ma alla fine in pratica uso soltanto Facebook, sia perché tre quarti dei miei amici e parenti "del mondo reale" sono anche lì e quindi mi è comodo per contattarli, sia perché è più intuitivo da usare rispetto ad altre cose. O forse così mi pare perché sono ormai abituata ad usarlo.

Avendo sostenuto per anni che "Twitter va usato con lo smartphone, da PC non ha senso", non appena sono entrata in possesso di uno smartphone mi sono scaricata la relativa app. Il problema è che Twitter continua a non avere senso, per me: ho letto un po' di guide, ma la logica di retweet e following e liste continua a sfuggirmi. Idem per Tumblr, che sembra più di ogni altro un social network scritto e gestito in autonomia dagli utenti (i quali, addirittura, realizzano plug in per rimuovere gli aggiornamenti pianificati dagli sviluppatori) e che assolutamente non ho capito come andrebbe usato.

Il punto è che ci sono, evidentemente, regole non ufficiali e non scritte che si apprendono soltanto con l'uso estensivo; ma io non ho tempo per un uso estensivo di tutto, già faccio fatica a stare dietro a Facebook e, credetemi, non ho una pagina movimentata (anche perché fin dall'inizio ho selezionato accuratamente i miei contatti, ho impostato la privacy al massimo e blocco all'istante qualunque portatore di spam).

Quindi il 90% dei miei account giace abbandonato e negletto, e ciò mi spiace perché istintivamente sento che esplorare a pieno il potenziale di cose tipo aNobii e Pinterest potrebbe essere molto interessante. Ma è chiaro che usare con proprietà più di due social è un impegno a tempo pieno, non a caso c'è chi lo fa di mestiere e ha tutto il mio rispetto.

A pensarci, se cambiassi lavoro e mi mettessi a fare l'amministratore di account social riuscirei senz'altro a soddisfare la mia curiosità. Ma non avrei risolto niente comunque, perché non avrei più tempo, a quel punto, per gestire i miei account personali.

(Non credo che il post mi sia riuscito meno noioso dell'altro, ma almeno è più corto)

venerdì 10 gennaio 2014

Propositi per il nuovo anno

Come state messi a propositi per l'anno nuovo? Andate anche voi in loop come me, ossia anno dopo anno riproponete sempre le stesse buone intenzioni (salvo fallire miseramente)?

Siamo appena al 10 gennaio, e alcuni dei miei propositi ciclici sono, per l'appunto, già andati a farsi benedire. Per esempio, all'inizio di ogni anno mi riprometto di andare in palestra a fare ginnastica. Sì, come no. Mi riprometto anche di tenere più in ordine la casa e cucinare, almeno ogni tanto, qualcosa di decente per cena. Stendiamo un velo pietoso: per fortuna l'amore mio è bravo a cucinare e ci si diverte pure (io mi impegno solo a fare torte e biscotti, il che contraddice contemporaneamente il primo e il secondo proposito).

L'altra cosa che mi propongo costantemente da quando ho aperto questo blog è di scrivere un post al giorno, sempre con l'idea di fare esercizio per quando comincerò il mio famigerato e fantomatico libro. L'anno scorso ho fatto veramente pena: 57 post in tutto, il che significa poco più di un post alla settimana. Per un blog che voleva essere una sorta di diario personale, direi che andiamo proprio male (oppure che ho una vita assolutamente piatta in cui non succede mai nulla degno di essere scritto, quindi andiamo proprio male).

Che dirvi: ci riprovo. So già che non sarà semplice trovare ogni giorno un argomento di cui parlare, ma vi posso garantire almeno la buona volontà.

Certo, potrei buttarla in politica che nei primi anni era un tema fisso; ma la situazione è talmente tragicomica che, credetemi, non ho cuore di farlo. Peraltro, se mi rimettessi a parlare di politica correrei due rischi: il primo, meno grave, sarebbe quello di trasformarmi in una specie di parente povero del blog di Beppe Grillo; l'altro, più serio, è quello di venire arrestata per incitamento al colpo di Stato perché, francamente, l'unica soluzione che intravedo all'attuale stato di cose è la rivoluzione armata, con annessa defenestrazione di Praga.

Non so se anche questa si può annoverare nell'elenco dei buoni propositi per il nuovo anno...

giovedì 9 gennaio 2014

"Dove ssei, dove ssei: tessoro mio, mio tessoro?"

L'amore mio è convinto che casa nostra sia infestata dai fantasmi, perché a suo dire "le cose si spostano da sole".

Di norma, a essere interessati dal poltergeist di turno sono il telecomando della TV - che tipicamente finisce in cucina - e il cellulare - che invece non ha un posto fisso e ci costringe a prolungate e irritantissime ricerche (a casa non c'è campo e quindi non possiamo semplicemente telefonare e seguire gli squilli).

In vita, il fantasma era probabilmente un operaio o un artigiano, perché risulta particolarmente attivo quando ci imbarchiamo in qualche lavoretto domestico; martelli, cacciaviti, viti, nastri isolanti e chi più ne ha più ne metta scompaiono immediatamente dopo essere stati utilizzati, per ricomparire solo dopo lungo penare. In genere li rintracciamo sulla mensola accanto a quella che stavamo montando, o dentro l'armadio di cui stavamo regolando l'anta, o anche - tanto per cambiare - in cucina ("sono andato a bere un po' d'acqua, è vero, ma sono sicurissimo di non essermi portato niente appresso!").

Per cui non avrei dovuto, obiettivamente, sorprendermi più di tanto quando l'altra sera l'amore mio si è alzato di scatto dal divano e, in preda al panico, ha esclamato: "Non ho la fede!"

No, non era preda di un'improvvisa crisi mistica: si era reso conto di non avere la fede nuziale al dito.
Dopo tre mesi scarsi dal matrimonio.
Probabilmente è un record.

- Quando hai notato di averla, l'ultima volta?
- Non me lo ricordo.
- Stamattina l'avevi?
- Non me lo ricordo.

Io lo guardo. Lui mi guarda. Tutti e due guardiamo il dito.

Ora, di recente siamo stati in viaggio. All'estero. MOLTO all'estero. 
- Ma quando siamo tornati ce l'avevi, vero?
- Non me lo ricordo.

Ergo, la fede poteva essere virtualmente ovunque e io, che sono un tipo ottimistico e solare (vedi citazione nel titolo del post), mi sono rassegnata a farci una croce sopra. Come avremmo potuto ritrovarla se non sapevamo nemmeno dove cercare? E mentre ancora io cercavo di farmene una ragione, le mie personalità multiple si sono imbarcate in questo animato dibattito:
- E che c@..., tre mesi di matrimonio e già si è perso la fede!
- Non pensiamoci nemmeno, lo sappiamo che non l'ha fatto apposta e guardatelo, è più dispiaciuto di noi.
- Sì, ma che c@...!
- Noi siamo persino più disordinate, è strano piuttosto che non si sia persa la nostra!
- Poverino, sarà mortificato... Cerchiamo di rassicurarlo.
- Figuriamoci se la ritroveremo, toccherà fare un duplicato...
- Non vogliamo un duplicato, noi vogliamo quella!
- Beh, pensiamo positivo, potrebbe sempre saltar fuor...
- Certo, come no, perché noi siamo tipi fortunati!
- Figo però, la fede che scivola dal dito e scompare, proprio come nel Signore degli Anelli!
- Oh, ma per amor del...

Nel frattempo, l'amore mio si era seriamente impegnato nella ricerca della fede, passando al setaccio stanza dopo stanza. Mancava solo il seminterrato, e a quel punto ho tacitato tutte le mie voci interne e sono andata ad aiutarlo. In fondo avevo pur sempre giurato ("Tre mesi fa, porc....") di stargli accanto nella buona e nella cattiva sorte, e perdere la fede ("Tre mesi f..." "ABBIAMO CAPITO") era sicuramente cattiva sorte.

La buona sorte è arrivata 5 minuti dopo, quando abbiamo acceso la luce sulla scala del seminterrato e sul pavimento, in bella vista, abbiamo visto scintillare la fede.
Il sollievo dell'amore mio mentre andava a recuperarla e a rimettersela al dito era palpabile.

- Meno male, va'!
- Che fortuna, siamo proprio contente!
- Visto? L'avevamo pur detto che non bisognava perdere le speranze!
- Incredibile! Di sicuro, se a perdersi fosse stata la nostra fede, col cavolo l'avremmo ritrovata!
- Povero amore nostro, quanto si è agitato...
- Procuriamoci un fermanello prima possibile!
- Fantastico, la fede che salta fuori quando meno te l'aspetti, proprio come nel Signore degli Anell...
- Oh, ma per amor del...