venerdì 24 ottobre 2014

Mi censurano

Ancora non ho ben capito come funziona Twitter, e per la verità non è che mi ci stia applicando più di tanto: è un'attività time consuming, e anche se mi intriga parecchio al momento non posso dedicarmici.

Una delle cose che ho capito finora, comunque, è che su Twitter vale la pena di seguire non tanto e non solo chi la pensa come me, ma anche e soprattutto chi la pensa diversamente. Oltre alla possibilità di contraddirli e fare polemica (che, ormai mi conoscete, mi garba assai), trovo sia salutare scontrarsi ogni tanto con posizioni diverse.

Con i blog, invece, è diverso perché quelli che seguo, più o meno, hanno tutti qualcosa in comune con me. Semplificando, quasi tutti i blogger che seguo mi stanno simpatici mentre parecchi degli utenti Twitter che seguo mi stanno discretamente antipatici.

Avrete notato il "quasi", perché in effetti seguo un paio di blog i cui autori spesso e volentieri mi danno fastidio. Ma per la faccenda dello scontrarsi con posizioni diverse, continuo a seguirli.

Il primo, ho il sospetto che nutra posizioni fascistoidi (sospetto, perché potrebbe darsi che faccia del sarcasmo così sottile da scavalcarmi del tutto), e a parte questo si atteggia molto a superman, il che mi innervosisce. Probabilmente perché anche io tendo a fare la signorina-so-tutto, e quindi un comportamento simile da parte di un'altra persona non può che darmi ai nervi.

Anche la seconda blogger "antipatica" è del genere so-tutto-io, ma quelli che mi danno molto più fastidio sono i suoi atteggiamenti censori, per cui chi non la pensa come lei è eraso dal blog. Come lo so? Beh, in genere su questi blog io lurko, ossia leggo ma non commento, proprio perché so che - per carattere - finirei per scatenare polemiche e nella maggior parte dei casi non ne vale la pena. In un caso, però, ho commentato e discusso - in maniera più che civile, ve lo assicuro, e non ricordo nemmeno di preciso su quale argomento, credo su una dichiarazione controversa di Grillo che era stata peraltro riportata in maniera capziosa dalla stampa - e sono stata zittita in maniera piuttosto brusca dall'autrice.

E vabbeh, ci sta, il blog è tuo e puoi gestirlo come ti pare.
Però.
Però un paio di giorni fa è comparso un nuovo post su una sentenza della Cassazione su cui l'autrice non era d'accordo.
Casualmente, è una sentenza che mi interessa per faccende personali e dunque, essendo informata sulla situazione "dall'interno", ho ritenuto utile lasciare un commento - sempre civilissimo e pacatissimo, ve lo assicuro - esponendo il mio punto di vista.
Il mio commento non è stato pubblicato.

Siccome amo dare sempre il beneficio del dubbio, ho lasciato un secondo commento del tipo "forse il mio primo commento è andato perso, dicevo che..." Pure di questo non c'è traccia.

Ora, io capisco che, appunto, il blog è tuo e te lo gestisci tu e puoi decidere quali commenti pubblicare e quali no, ma che senso ha? Non è molto più logico - e divertente - pubblicare anche commenti in dissenso - purché civili, lo stra-ribadisco - e poi argomentare contro?

2 commenti:

  1. Premesso che la gente che si comporta in questa maniera mi fa salire il sangue al cervello.
    Ormai sono arrivata alla conclusione che queste reazioni nascono dal voler nascondere che non hanno la minima idea di come argomentare le loro opinioni e di come sostenere uno scambio civile di idee.

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    1. Non ci crederai ma mi sono autocensurata; nel senso che ti ho risposto, ma la mia risposta non è stata pubblicata. Gomplotto! O_o

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