sabato 19 settembre 2015

Grande distribuzione

Vi ho detto che quest'anno abbiamo provato a fare la salsa coi pomodori del nostro orto, sì?
Bene, prometto che un giorno vi racconterò in dettaglio come è andata: non subito, perché sono ancora psicologicamente provata.
L'amore mio, invece, è stato contentissimo dell'intera faccenda. Tanto che, quando una decina di giorni dopo siamo andati a far la solita spesa al solito supermercato, e lì ha visto in vendita a soli 79,99 euro un passapomodori elettrico, si è illuminato come un bambino davanti alle vetrine del negozio di giocattoli a dicembre.
Potevo io resistere alla faccia dell'amore mio che si illumina come un bambino eccetera eccetera? No che non potevo, sicché abbiamo acquistato il passapomodori elettrico.
E pareva finita lì.
Senonché, un'altra decina di giorni dopo, siamo tornati al solito supermercato per la solita spesa, e lì abbiamo visto il solito passapomodori ma stavolta al prezzo ribassato di 59,99 euro.
Per 5 secondi ci siamo sentiti abbastanza cretini, poi mi sono ricordata che il nostro passapomodori non l'avevamo neanche disimballato per controllare che ci fossero tutti i pezzi, quindi forse potevamo riportarlo indietro e farci ridare i soldi (e poi ricomprarlo al prezzo ribassato, perché il bambino voleva il suo giocattolo).

Tornati a casa, sul sito del supermercato ho letto questo (sottolineato mio):


così il giorno dopo l'amore mio è tornato sul luogo del delitto, ha reso il passapomodori che, per l'appunto, era ancora imballato, ha riavuto i soldi e, tutto contento, è andato a prenderne un altro al prezzo ribassato.
Senonché, quando è arrivato alla cassa, il prezzo del passapomodori risultava 89,99.
Convinto che ci fosse un errore l'amore mio è andato alle macchinette della verifica prezzo e ha appurato che anche lì il prezzo risultava 89,99.
Eppure sopra la catasta dei passapomodori faceva bella mostra di sé un enorme cartello con su scritto a caratteri cubitali "passapomodori 59,99".
Perplesso ma non domo, l'amore mio si è accorto che in reparto c'era anche un altro modello di passapomodori (chiamiamolo "B"), che costava pure di meno: 49,99. Quindi ha preso quello ed è tornato a casa a raccontarmi l'avventura.

Il passapomodori B era però, prevedibilmente, più piccolo dell'altro. Io poi, da brava paladina della giustizia, ho sottolineato all'amore mio che se il prezzo esposto era di 59,99 lui avrebbe dovuto pretendere di pagare il passapomodori A 59,99.
Morale della favola: quello stesso pomeriggio siamo tornati al supermercato, con l'astuto piano di restituire il passapomodori B, riprendere quello A e pagarlo 59,99, cascasse il mondo.

Quando però siamo arrivati al banco assistenza, quello stesso banco dove quella stessa mattina l'amore mio aveva restituito il passapomodori A senza che nessuno battesse ciglio, la (spocchiosa) responsabile mi ha detto testualmente: "non sa, signora, che gli elettrodomestici non si cambiano? Guardi, eccezionalmente posso accettare il reso ma solo se lei va a comprare qualche altra cosa dallo stesso reparto".
Ora, voi capite che ciò cozzava sia con la policy del supermercato sia con quello che era successo poche ore prima, ma dato che noi volevamo appunto "comprare qualche altra cosa dallo stesso reparto" abbiamo reputato utile non impermalire la Spocchiosa e procedere oltre.

Solo che, nel frattempo, il prezzo del passapomodori A era stato cambiato: 89,99 euro. Scomparso il cartello a caratteri cubitali.
Abbiamo chiamato Spocchiosa, facendole notare che quella mattina il prezzo risultava di 59,99; che evidentemente era stato aumentato (forse per evitare che altra gente, come noi, andasse a cambiare il prodotto?) e che a quel punto non volevamo più comprare nulla, per cui ci restituissero i soldi.
Spocchiosa ci ha risposto:
- che fino al giorno prima il prodotto era in offerta a 79,99 ma che la promozione era finita, per cui da quella mattina il prezzo era di 89,99;
- che noi, che avevamo visto il prezzo di 59,99 già dal giorno prima e fino a tutta quella mattina, "ci sbagliavamo";
- che comunque non era possibile restituire elettrodomestici, "gliel'ho già spiegato, signora", a norma di non abbiamo ben capito quale legge;
- che noi, che avevamo letto sul sito del supermercato che la restituzione era possibile, "ci sbagliavamo".

A quel punto ci siamo stufati di essere presi per imbecilli. L'amore mio ha detto a Spocchiosa che lui quella mattina aveva già restituito un prodotto ed era stato rimborsato in contanti, controllasse i moduli di reso al banco assistenza. Difatti ecco lì il modulo, nero su bianco: prodotto reso e rimborsato.
A quel punto Spocchiosa ha dovuto capitolare e restituirci i quattrini, non senza aver blaterato che "ormai era stato stabilito un precedente e quindi ci doveva rimborsare ma comunque aveva ragione lei che faceva quel lavoro da decenni e la legge e bla bla bla".
Io intanto rimpiangevo di non essermi fatta la stampa della pagina web da sbatterle in faccia.

Fine della triste storia? No, c'è l'epilogo. La settimana dopo siamo tornati per la solita spesa ed eccolo lì, il passapomodori A, trionfalmente al prezzo di 59,99 euro.
Come si spiega l'arcano? Beh, semplice: il reso è possibile entro 15 giorni dall'acquisto, quindi al supermercato conviene ribassare il prezzo solo dopo. Evidentemente qualcuno si era sbagliato e l'aveva ribassato prima, permettendo agli acquirenti di restituire il prodotto e ricomprarlo con lo sconto... come alla fine siamo riusciti a fare noi :)

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