mercoledì 13 maggio 2015

Conflitti interiori

Presa dal solito sconforto post-cambio di stagione ("Cazzo, non mi entra più niente, sono praticamente deforme") ho deciso di ricominciare a fare un po' di ginnastica.
Avevo iniziato, con le migliori intenzioni, con l'anno nuovo (altro momento topico), seguendo delle lezioni di fitness on line; per quasi due mesi ho fatto ginnastica ogni giorno, sorprendendo per prima me stessa della mia costanza. Poi però ho smesso, un po' per pigrizia e un po' per effettivi impedimenti. Il fatto è che la ginnastica a casa è comoda, perché eviti di perdere tempo andando e venendo da una palestra; ma è scomoda perché si rischiano continue interruzioni (il telefono squilla, arrivano visite inaspettate, tuo marito torna dal lavoro, ti trova a fare addominali e fa una faccia strana: allora tu, prima che si metta a sghignazzare sguaiatamente dando il via a un'epica litigata, smetti di fare ginnastica).

Stavolta, per evitare interruzioni, ho pensato di alzarmi prima al mattino per fare almeno 20 minuti di cyclette. 
Ho resistito due giorni (e il primo ho seriamente rischiato di addormentarmi pedalando, o di pedalare dormendo, fate voi). Oggi, quando la sveglia si è fatta sentire alle 6, l'ho spenta e mi sono ributtata sotto le coperte.

Mi consolo dicendomi che comunque ho in programma una lunga passeggiata nel pomeriggio, ma so che è solo una goccia nel mio deserto di cellulite. E so anche che il pensiero di abituarmi a svegliarmi alle 6 per fare ginnastica è una pura utopia.

Insomma, sono divisa tra la voglia di dimagrire e la voglia di dormire.
(E so già chi vincerà)

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