martedì 13 gennaio 2015

Nausea

Nausea, nausea profondissima.

Quelli che in questi giorni "il fondamentalismo islamico è da combattere perché non accetta il dialogo, è antidemocratico, censura la libera espressione" e sono gli stessi che hanno censurato Luttazzi, la Guzzanti, hanno commissionato i servizietti sui calzini blu dei giudici e instaurato il metodo Boffo.

Quelli che "l'Islam impedisce la libertà di religione e perseguita le minoranze cattoliche", e sono gli stessi che "gli immigrati musulmani devono adeguarsi alle nostre tradizioni" (il piccolo particolare che negli Stati islamici l'Islam è, per l'appunto, religione di Stato mentre noi teoricamente saremmo una Repubblica laica che tutela i diritti dei cittadini senza differenza di sesso, censo, razza, religione etc. sfugge a questi paladini della democrazia e della legalità).

Quelli che "non possiamo accettare l'Islam perché non rispetta le donne" e sono gli stessi che vorrebbero abolire l'aborto legale, ostacolano la diffusione della pillola del giorno dopo, licenziano con un pretesto chi rimane incinta e vanno con le prostitute (magari pure minorenni).

Quelli che vanno alla marcia di Parigi e nei loro Paesi censurano, torturano, imprigionano e fustigano su pubblica piazza gli oppositori ai loro regimi.

Quelli che "siamo in prima linea contro il terrorismo" e poi Boko Haram uccide migliaia di persone in Nigeria e a nessuno gliene frega niente.

Nausea. Profondissima.

2 commenti:

  1. Sono d'accordo. Indignamoci ma facciamo un passo oltre.

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    1. L'unico "passo oltre" che riesco a intravedere, francamente, è chiedere la cittadinanza (o meglio ancora, l'asilo politico) in un altro Paese, uno civile, tipo la Norvegia o l'Islanda o il Canada. Perché con certi figuri asserragliati al potere (di queste ore l'ultima uscita intelligente di Gasparri), e posto che sono per la non violenza, non vedo spazi di manovra.

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