lunedì 10 gennaio 2011

Dream on

Non so niente di fasi R.E.M. e simili, quindi non escludo di sognare durante tutta la notte. Però mi ricordo solo i sogni che faccio appena prima di svegliarmi. Di solito, anzi, mi sveglio proprio quando finisco di sognare, come se spegnessi il telecomando di una TV onirica, anticipando di pochi secondi la sveglia (in casi per fortuna rari è la sveglia che interrompe il sogno, lasciandomi addosso per tutta la mattina una sgradevole sensazione di incompiutezza).

Stamattina ho sognato che, in pieno giorno, stavo rapinando un Bancomat insieme alla mia banda, a capo della quale c'era Totò (sì, quel Totò).
Il bancomat era pieno zeppo di mazzette da 100.000 lire (era un sogno nostalgico, evidentemente) che si incastravano nel cassetto, rallentando le operazioni. Nel bel mezzo dello svuotamento arrivava una tizia che voleva prelevare: io la prendevo per le spalle e la spingevo fuori, dicendole "Non ci guardare e vattene". Quindi uscivamo, dividendoci: io e un'altra "collega" andavamo a recuperare l'auto per la fuga, che era proprio la mia macchina, la mitica "rossa" (un vero bolide, insomma) e sotto la pioggia ci riunivamo con gli altri, mentre  la voce del furto si era sparsa e cominciava a radunarsi una folla. Intanto era scesa la notte.

Se "fate i numeri" con questo sogno e imbroccate il 6 al Superenalotto, abbiate la cortesia di non dirmelo. Magari mandatemi un regalino.

giovedì 6 gennaio 2011

Una povera ragazza ricca

Facendo zapping mi sono imbattuta in un programma di pettegolezzi, che parlava di Suri, la figlia di Tom Cruise e Katie Holmes (ho dovuto cercare il nome in Wikipedia, perché proprio non me lo ricordavo).

La bambina, che ha quattro anni e mezzo, possiede un guardaroba valutato miliardi, con abiti e scarpe realizzati appositamente per lei da stilisti del calibro di Armani e Donatella Versace. Il servizio tv mostrava alcuni di questi vestiti che mi sono sembrati ridicoli, scomodi e assolutamente inappropriati per una bimba di quell'età. I tacchi a 4 anni! Ma ci rendiamo conto?

Inoltre, a quanto pare, la creatura parla già 3 lingue (inglese, e vabbeh; spagnolo e francese) e studia danza (il reportage parlava di "interminabili" lezioni).
Povera figlia.

mercoledì 5 gennaio 2011

Giochi di parole

Seguo abitualmente il webzine Punto Informatico, e mi sono appena imbattuta in un post così titolato:

Secondo voi l'hanno fatto apposta?

martedì 4 gennaio 2011

Non lasciatemi a casa da sola

Non è che cucinare non mi piaccia. E' che per farlo (seriamente, intendo, oltre i ristretti limiti della bieca sussistenza) devo entrare nel giusto mood, sentirmi ispirata e soprattutto avere molto, molto tempo a disposizione. Tutte condizioni, insomma, necessarie e sufficienti a farmi superare i miei atavici vizi: la pigrizia e l'ansia incoercibile che mi fa fare tutto in frettissima, come se dovessi disinnescare una bomba.
(Bello "incoercibile", eh? Era un sacco che non lo dicevo)

Quando le congiunzioni astrali sono favorevoli e tutto fila liscio, mi piace anche sperimentare. Ieri, ad esempio, mi sono cimentata nel pan di spagna al cioccolato, ricetta scelta appositamente per la sua perfetta coincidenza con gli ingredienti che avevo già a casa e la zero voglia di andare a fare la spesa. Per dire, ho fatto il pan di spagna al cioccolato perché non avevo abbastanza uova per un ripieno (aut Caesar, aut nihil: o pan di spagna, o crema pasticcera).

Ho proceduto scientificamente, preparando tutti gli ingredienti sul tavolo operatorio, pesando e setacciando, calcolando quanto zucchero sottrarre per bilanciare la presenza di cacao già zuccherato, imburrando la teglia alla perfezione, infarinandola senza buttare mezzo chilo di farina, addirittura preriscaldando il forno e coprendo la torta a metà cottura per non farla bruciare. Ero stupita di me stessa e della mia perizia: tanta disinvoltura ai fornelli non è da me.

Pensavo, dopo tutto ciò, che il pan di spagna sarebbe venuto 'na chiavica. Macché: alto, morbidissimo e saporito, dolce e umido al punto giusto. E la cucina era pulita a specchio: mentre il pan di spagna cuoceva, avevo lavato tutto.
La mia bravura ha cominciato a spaventarmi seriamente: possibile che l'anno nuovo mi avesse cambiato così tanto? Mi stavo forse trasformando in una versione massaia del Dr. Jekill?
A un certo punto, per fortuna, mi sono ricordata che mi ero dimenticata di mettere il sale.
Che sollievo.

lunedì 3 gennaio 2011

Marco on air / 133

passaparola

Tutti così li voglio, di pronta e indolore risoluzione

Driiiiiin!
- Pronto?
- Buongiorno, qui è la [ditta di noleggio strumenti medici], dobbiamo ritirare la pompa che avevamo fornito a suo padre...
- (???) Ma veramente a me non risulta alcuna pompa...
- Ah no?
- No, ci avevate fornito l'asta per le flebo e l'abbiamo già restituita...
- Ah sì?
- Sì, abbiamo restituito tutto e comunque non ci avevate mai fornito una pompa...
- Ah non vi avevamo fornito la pompa?
- Eh no...
- E avete già restituito tutto?
- Eh sì...
- Ah allora va bene signora, grazie e arrivederci.
Click.

Primo post dell'anno nuovo

Eccoci qui! Avevo cominciato a scrivere un post altamente filosofico su come nel nuovo anno niente sembri cambiato, ma mi stavo annoiando e quindi ho cancellato tutto. Decisamente la scrittura filosofica non è nelle mie corde, mi riescono meglio le bagattelle.

Sono tornata in ufficio convinta di ritrovarlo così come l'avevo lasciato (dopotutto, non sono passati neanche 10 giorni); eppure avverto differenze sottili, quasi impalpabili, nella luce, nell'aria, nell'atmosfera. Autosuggestione forse, anzi sicuramente, e sono convinta che tra qualche ora, quando mi sarò scrollata di dosso il clima delle ferie e sarò rientrata del tutto nel solito tran-tran, queste presunte differenze spariranno. Ma che l'anno passato mi abbia cambiata, poco o molto che sia, questo è altrettanto sicuro: e l'altra cosa certa è che ci aspettano 12 nuovi lunghi mesi, da vivere ogni giorno con la curiosità e la speranza di vedere che cosa ci capita.