Oggi sul suo blog (che è ormai una mia lettura quotidiana) Beppe Grillo pubblica un post sull'assillo dei volantini pubblicitari. Quelli che ti riempiono la cassetta della posta fino ad intasarla del tutto, dopo di che fai un bel fascio di carta e butti via, ovviamente, anche la bolletta del telefono che era finita lì in mezzo.
Non per andare controcorrente, ma a me PIACE - e molto - ricevere cataloghi, volantini etc. Mi diverto un mondo a sfogliarli, specie la domenica mattina, quando me ne sto in pigiama sul divano a impigrire...
Poi faccio il raffronto dei prezzi, mi entusiasmo ("Toh guarda, il detersivo Pinco a solo 2 euro e 45!") e a quel punto parto in "missione scorta" accaparrandomi litri su litri di olio, o scatole su scatole di corn flakes, per lo sconcerto delle mie sorelle.
Nel mio condominio abbiamo risolto il problema "intasamento cassette postali" sistemando un capiente contenitore sul cancello d'ingresso. I ragazzi che passano a distribuire i volantini (di solito ragazzi malpagati a fronte dell'obbligo di "smaltire" tot chili di volantini in tot ore: ecco, così ho fatto pure la critica sociale e per oggi posso dirmi soddisfatta) depositano il loro carico e se ne vanno. Contenti loro, e contenti noi. Chi vuole il volantino lo prende, chi non lo vuole lo lascia lì.
Inutile dire che io li prendo TUTTI (non ero tanto assidua neanche nella raccolta delle figurine di Heidi), li raccatto anche lungo la strada, li scambio con gli amici e se non mi arrivano vado persino a protestare!
martedì 30 ottobre 2007
lunedì 29 ottobre 2007
Vamonos!
Breve sunto delle principali notizie di oggi; ecco cosa avviene in Italia, stando ai giornali, il 29 ottobre 2007:
Se ci trasferissimo?
- Mastella chiede una verifica di governo;
- L'UDC propone di introdurre il reato di "apologia del comunismo" (noi, giovani bipartisan);
- Nicola Mancino e Luciano Violante criticano i giudici Forleo e De Magistris per il "poco riserbo" mostrato nel denunciare le minacce ricevute;
- il papa lancia anatemi contro aborto e eutanasia;
- Previti brigava anche per fare giocare il figlio come portiere titolare della Lazio (giuro che è vero!);
- Bobo Craxi si è offeso perchè, nel suo ultimo libro, Bruno Vespa racconta con dovizia di particolari delle amanti di Bettino.
Se ci trasferissimo?
domenica 28 ottobre 2007
Oggi proprio non va
Vorrei solo infilarmi a letto sotto il piumone e dormire per qualche settimana di fila.
Passerà... Presto, spero.
Passerà... Presto, spero.
venerdì 26 ottobre 2007
Brutta copia?
Ovvero: non sempre l'originale è la cosa migliore.
Ad esempio: questo è l'originale...
Rihanna, Umbrella, 2007
E questa è la "copia".
Vanilla Sky, Umbrella, 2007
In sincrono, l'effetto è strepitoso.
Ad esempio: questo è l'originale...
Rihanna, Umbrella, 2007
E questa è la "copia".
Vanilla Sky, Umbrella, 2007
In sincrono, l'effetto è strepitoso.
giovedì 25 ottobre 2007
Storie concluse
Al lavoro anche oggi, e anche oggi in background alla ricerca di qualcosa di interessante da proporre sul blog.
E mi sono imbattuta in questa notizia: due artisti di Zagabria hanno aperto il Museo delle relazioni spezzate (Museum of Broken Relationship), dove espongono appunto vari oggetti (lettere, fotografie, pelouches) che testimoniano la fine di una relazione sentimentale.
Idea che secondo me è abbastanza idiota. Ma qui non conta tanto la notizia, quanto il suo "strillo" su Repubblica.it: "Il Museo delle storie concluse".
Ora, sulle traduzioni dall'inglese rese in maniera cinofallica mi sono già espressa e non mi ripeto. Quelle "storie concluse", però, intese in senso lato, mi hanno scatenato una ridda di riflessioni.
"Storia conclusa". Come la parola "Fine" sull'ultima pagina di un libro. Come il "The end" sovrimpresso sull'ultimo fotogramma del film (da piccola credevo che "The" significasse "FI" e "End" significasse "NE").
E scatta la domanda: cosa succede ai protagonisti di un libro o di un film quando l'autore smette di raccontare? Avete mai provato a immaginarvelo? Io lo faccio sempre.
E delle nostre storie, quelle che ci troviamo a vivere, quante possiamo dire davvero concluse, una volta e per sempre, senza conseguenze - anche minime - sul nostro futuro?
Possiamo davvero vivere storie immuni dall'effetto farfalla? O ha ragione Michael Ende, e una storia è comunque, per definizione, infinita (e quindi inconclusa)?
E mi sono imbattuta in questa notizia: due artisti di Zagabria hanno aperto il Museo delle relazioni spezzate (Museum of Broken Relationship), dove espongono appunto vari oggetti (lettere, fotografie, pelouches) che testimoniano la fine di una relazione sentimentale.
Idea che secondo me è abbastanza idiota. Ma qui non conta tanto la notizia, quanto il suo "strillo" su Repubblica.it: "Il Museo delle storie concluse".
Ora, sulle traduzioni dall'inglese rese in maniera cinofallica mi sono già espressa e non mi ripeto. Quelle "storie concluse", però, intese in senso lato, mi hanno scatenato una ridda di riflessioni.
"Storia conclusa". Come la parola "Fine" sull'ultima pagina di un libro. Come il "The end" sovrimpresso sull'ultimo fotogramma del film (da piccola credevo che "The" significasse "FI" e "End" significasse "NE").
E scatta la domanda: cosa succede ai protagonisti di un libro o di un film quando l'autore smette di raccontare? Avete mai provato a immaginarvelo? Io lo faccio sempre.
E delle nostre storie, quelle che ci troviamo a vivere, quante possiamo dire davvero concluse, una volta e per sempre, senza conseguenze - anche minime - sul nostro futuro?
Possiamo davvero vivere storie immuni dall'effetto farfalla? O ha ragione Michael Ende, e una storia è comunque, per definizione, infinita (e quindi inconclusa)?
mercoledì 24 ottobre 2007
E scusate se è poco
In questo nuovo post volevo lasciar perdere la politica (tanto per cambiare), gli scenari mondiali e le notizie assurde/apocalittiche che amo, perchè mi permettono di scatenarmi in accessi di indignazione virtuosa. Mi sono detta: parliamo un po' di me.
Il buio. Non mi è venuto in mente assolutamente niente che fosse degno di essere scritto (anche in un blog da zero commenti come questo).
Forse dovrei pensare che la mia vita sia insignificante. Però non lo penso. E' vero, non mi sta succedendo niente di eclatante, fuori da un ordinario tran-tran (che so, storie d'amore travolgenti, epiche battaglie di principio, aneddoti esilaranti...); eppure in questo periodo mi sento soddisfatta e - occhio che sto per usare una parola forte - fiera di me stessa. Per come sto gestendo tante situazioni piccole, insignificanti (appunto) se vogliamo, ma che sono comunque la mia vita e che mi porto dietro, tentando di risolverle al meglio, giorno dopo giorno.
Mi accorgo che sto scadendo in uno di quegli accessi meditativo-filosofici che proliferano sui blog e che mi danno un gran fastidio, e quindi la chiudo qui. Però devo dire che è proprio una bella sensazione essere soddisfatti di sé - al di là della costante quotidiana alternanza di vittorie/sconfitte/pareggi con la vita stessa, il mio bilancio lo sento in attivo. Non mi pare poco.
Il buio. Non mi è venuto in mente assolutamente niente che fosse degno di essere scritto (anche in un blog da zero commenti come questo).
Forse dovrei pensare che la mia vita sia insignificante. Però non lo penso. E' vero, non mi sta succedendo niente di eclatante, fuori da un ordinario tran-tran (che so, storie d'amore travolgenti, epiche battaglie di principio, aneddoti esilaranti...); eppure in questo periodo mi sento soddisfatta e - occhio che sto per usare una parola forte - fiera di me stessa. Per come sto gestendo tante situazioni piccole, insignificanti (appunto) se vogliamo, ma che sono comunque la mia vita e che mi porto dietro, tentando di risolverle al meglio, giorno dopo giorno.
Mi accorgo che sto scadendo in uno di quegli accessi meditativo-filosofici che proliferano sui blog e che mi danno un gran fastidio, e quindi la chiudo qui. Però devo dire che è proprio una bella sensazione essere soddisfatti di sé - al di là della costante quotidiana alternanza di vittorie/sconfitte/pareggi con la vita stessa, il mio bilancio lo sento in attivo. Non mi pare poco.
martedì 23 ottobre 2007
In ottime mani
Navigando in Rete ho appurato che anche il Ministro Pecoraro Scanio, nel suo blog, si dice contrario al ddl Levi e promette emendamenti (ma dato che conosco i miei polli, vi invito a firmare la petizione on line per l'abolizione del ddl).
Dunque, ricapitolando, la situazione è questa:
Si fa strada perciò l'interessante quesito: chi cavolo l'ha letto, 'sto ddl?
E poi: dato che di informazione si tratta (il problema nasce proprio perchè, preso alla lettera, il ddl Levi equipara un blog a una testata giornalistica), come mai il Ministro delle Comunicazioni non ne sapeva niente?
Intanto il ddl, con una celerità degna di miglior causa, sta per approdare alle Camere.
Intanto, con una celerità tipica di certe cause, il pm De Magistris è stato estromesso da un paio di inchieste che stavano per toccare i soliti noti.
Non c'è che dire, siamo in buone mani. Facciamo bene a pagarli tanto, 'sti politici.
Dunque, ricapitolando, la situazione è questa:
- il Ministro delle Infrastrutture (Di Pietro) non ha letto il ddl perchè questo gli è stato presentato come provvedimento "di routine";
- il Ministro dell'Ambiente (Pecoraro Scanio) non ha letto il ddl perchè è "dovuto correre al Quirinale per premiare i giovani impegnati sul cambiamento climatico" (ah, beh: ubi maior...);
- il Ministro delle Comunicazioni (Gentiloni) non ha letto il ddl (cito anche qui: non lo ha "controllato personalmente e parola per parola". Il che fa tanto Catarella, non trovate? "Pirzonalmente di pirzona").
Si fa strada perciò l'interessante quesito: chi cavolo l'ha letto, 'sto ddl?
E poi: dato che di informazione si tratta (il problema nasce proprio perchè, preso alla lettera, il ddl Levi equipara un blog a una testata giornalistica), come mai il Ministro delle Comunicazioni non ne sapeva niente?
Intanto il ddl, con una celerità degna di miglior causa, sta per approdare alle Camere.
Intanto, con una celerità tipica di certe cause, il pm De Magistris è stato estromesso da un paio di inchieste che stavano per toccare i soliti noti.
Non c'è che dire, siamo in buone mani. Facciamo bene a pagarli tanto, 'sti politici.
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