mercoledì 14 settembre 2011

Eutanasia

Stamattina in mezzo alla strada c'era un gatto che si contorceva, moribondo. Una macchina doveva averlo appena investito.
Ho seppellito due genitori, due nonne e parenti/conoscenti in ordine sparso, quindi la cosa non avrebbe dovuto toccarmi più di tanto. Invece mi sono messa a piangere, e di brutto. 
Il mio primo pensiero è stato "speriamo che qualcun altro ci passi sopra, e presto. Speriamo che muoia subito".

martedì 13 settembre 2011

Prompt

Una delle parole che ho imparato seguendo blog in lingua inglese in Internet (ufficialmente per allargare il mio vocabolario, ma in effetti a causa della mia ossessione per Glee - e comunque tra pochi giorni inizia la terza stagione - e comunque la cosa funziona, sto imparando un sacco di parole nuove e la mia insegnante di inglese è very pleased about it, thank you), dicevo, una delle parole che ho imparato ultimamente è "prompt". Che sarebbe, ho scoperto, un termine informatico per indicare che il computer è pronto ad accettare input, e che - estensivamente - sta anche a indicare un suggerimento, uno spunto per un racconto.

E io continuo a girare intorno al fatto che, prima o poi, mi piacerebbe riuscire a scrivere qualcosa degno di essere letto (a parte questo blog, of course), qualcosa con un inizio, una fine e una trama più o meno logica in mezzo, e magari anche (ma questo sarebbe un bonus) con dei personaggi vagamente realistici e non del tutto campati in aria.
Voglio dire, se Moccia scrive dei libri e qualcuno glieli pubblica e qualcun altro addirittura li compra (e presumo che li legga, persino, oh orrore, oh raccapriccio), allora posso ben scrivere qualcosa io.
Tutto sta, mi sono detta finora, a trovare il giusto prompt.

(Visto? Il titolo del post e il rantolare del primo paragrafo avevano, dopo tutto, un loro perché. Scommetto che non l'avreste mai detto.)

E si dà il caso che io abbia trovato il prompt perfetto.
Perché stamattina, andando al lavoro, ho visto due scarpe poggiate su un muretto.
Due sandali neri, a pantofolina, con il tacco alto e gli strass, sistemati in perfetto ordine l'uno accanto all'altro, in cima ad un muretto.
A vederli così, di sfuggita, non sembravano rotti.

Fantastico, mi sono detta: questi sandali devono avere una storia, per essere stati lasciati così, in bell'ordine, di mattina presto (o a notte fonda, meglio ancora!) su un muretto. Non mi resta che immaginare questa storia, e il mio racconto tanto a lungo negletto salterà fuori praticamente da solo.

Lo vedete, voi, il racconto che salta fuori da solo?
No? Nemmeno io :(

lunedì 12 settembre 2011

Meglio tardi che mai

All'incrocio hanno messo il segnale acustico per i non vedenti.
In Spagna ce l'avevano già almeno 5 anni fa. Meglio tardi che mai.
In Spagna il segnale acustico cinguettava come un canarino.
Qua sembra un allarme antifurto. Meglio che un calcio in bocca (che peraltro sarebbe molto poco politically correct).

venerdì 9 settembre 2011

Alla deriva

Mi rendo conto che in questo periodo ci sono cose ben più serie di cui preoccuparsi, ma nei giorni scorsi due notizie in particolare mi hanno fatto aumentare la voglia di emigrare.

La prima, è quella del pestaggio di una ragazza gay da parte di un perfetto sconosciuto, al ristorante. Segno che siamo tornati indietro a un'epoca di assurde, odiose e ingiustificate discriminazioni, e ormai non ci domina più la forza del diritto, ma il diritto della forza.
La seconda, è quella sul test d'ingresso alla Sapienza (dicesi La Sapienza), che includeva una domanda sui gusti delle granite. Segno che anche le istituzioni culturali un tempo più autorevoli hanno ceduto, di schianto, all'ignoranza e al degrado. Come direbbe l'amico George W., mission accomplished.

Entrambe le notizie mi hanno messo una volta di più davanti all'evidenza che non viviamo più in una società civile, e dato che mi lusingo di essere una persona civile, una volta di più mi domando: che ci faccio io qui?
Se avessi 10 anni e una casa in ristrutturazione in meno, farei le valigie e partirei senza pensarci due volte, e senza voltarmi indietro. E questo è molto triste, perché io amo l'Italia. 

sabato 3 settembre 2011

Poi dicono che c'è la crisi

Oggi un signore al banco salumi ha rifiutato con sdegno la mortadella in offerta (anche se era di marca) e ha chiesto esplicitamente di avere quella che costava di più.
Io la gente non la capisco.

venerdì 2 settembre 2011

L'igiene innanzitutto

Primissimo pomeriggio. Il supermercato è chiuso. Arriva un tizio in motorino; è il garzone del fornaio, non ci vuole Sherlock per capirlo; sul motorino porta due grossi contenitori di plastica pieni di panini.
Il tizio bussa alla porta del supermercato, e una tizia gli apre. Lui entra. Con il motorino.
Passando, motorino e tutto, davanti al banco della frutta e verdura, della salumeria, etc.

E vabbeh che i gas di scarico ormai sono ovunque, ma almeno salviamo le apparenze, dico io.

giovedì 1 settembre 2011

La rivolta delle macchine


Non so se capita anche a voi, ma a casa mia periodicamente le macchine si ribellano e smettono di funzionare. Tutte assieme.
(E' in momenti come questi che la presunta previsione Maya circa la fine del mondo non mi sembra più tanto presunta.)

In questi giorni, si sono messi d'impegno il computer e il telefonino. Il primo ha misteriosamente perso le impostazioni di Messenger (le mie credenziali d'accesso sono scomparse, sostituite da quelle di mia sorella - che, per inciso, non tocca il mio computer da quasi un anno) e siccome illo tempore avevo selezionato l'opzione "mantieni connesso", ho dimenticato username e password e ora non sono più capace di accedere. 

Il telefonino, dal canto suo, probabilmente si è convinto di essere nel Sahara o giù di lì, invece che in un centro urbano abitato e più o meno tecnologicamente avanzato, perché sono ore che non trova campo. 

Internet, al momento, collabora. Ma è meglio non dirlo a voce troppo alta, mi sa.