domenica 31 gennaio 2010

Dopo il sit-in

E così sono andata al sit-in in difesa della Costituzione. A Bari eravamo una cinquantina di persone. Si conoscevano già quasi tutti, a quanto ho capito in gran parte erano andati insieme alla manifestazione del 5 dicembre.

Pochissime le facce nuove. E questo mi ha preoccupato, o meglio ha confermato la mia preoccupazione quanto ad abilità organizzativa. A Parma erano più di 1.000, il più grande corteo mai visto in città; i quotidiani locali hanno parlato del sit-in per giorni e giorni prima di sabato, così anche chi non frequenta la Rete ha avuto modo di informarsi e decidere di partecipare.
Uno dei presenti a Bari lamentava l'assenza di giornalisti e media in genere. Avrei voluto chiedere (ma non l'ho fatto perchè non mi pareva il momento adatto, e poi anche io mi stanco di fare sempre polemica) se gli organizzatori avevano inviato almeno uno straccio di comunicato stampa alla stampa; altrimenti come dovevano fare i giornalisti a sapere che c'era il sit-in?
Che poi, anche su Facebook fino all'ultimo minuto venivano dati due luoghi e tre orari di raduno diversi.

E al sit-in nessun discorso, a parte quello del politico opportunista di turno, che di tutto ha parlato, tranne che della Costituzione, senza che nessuno osasse chiedergli di tornare a bomba.
Insomma, ci sono rimasta male. Non ho la minima esperienza nell'organizzazione di eventi, ma la prossima volta mi darò da fare io.

giovedì 28 gennaio 2010

In memoriam

Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.
J.D. Salinger, Il giovane Holden (The Catcher in the Rye, 1951)

Sindrome di Stendhal

Quest'estate, in trasferta oltre la linea gotica, ho visitato il Museo di Santa Giulia a Brescia. Museo splendido, avercene così; lo consiglio a tutti.

Tra tutti i "pezzi" esposti (da brava archeologa "romana" cito solo le Domus dell'Ortaglia), sono rimasta letteralmente incantata davanti alla Croce di Desiderio. Sapevo che era conservata nel Museo, ma non ero preparata a trovarmela di fronte in tutto il suo splendore: le foto non le rendono giustizia (tra parentesi, il cammeo centrale l'avevo visto su un sacco di libri, ma non avevo mai realizzato che faceva parte della Croce).

Quali monumenti (in senso lato) vi hanno emozionato di più? Ecco, in ordine sparso, i miei preferiti finora:
(Scrivendo l'elenco così come mi viene in mente, mi rendo conto che non c'è niente di italiano. Possibile? Allora è vero che nemo propheta in patria. Oppure, semplicemente, urge un bel viaggetto.)

martedì 26 gennaio 2010

E ora chiamatemi "bambocciona"

Di recente sono stata contattata dall'ISTAT, che sta conducendo un'indagine sui dottori di ricerca e sul loro inserimento nel mondo del lavoro.
So che anche quelli dell'ISTAT devono lavorare, ma ho educatamente rifiutato di rispondere alle loro domande. Anche perchè, se avessi risposto, mi sarebbe stato difficile continuare ad essere educata.

Il dottorato è stata una delle cose più inutili che io abbia mai fatto. L'unica cosa buona che me ne è venuta, a parte una lautissima borsa di studio di 500.000 lire al mese, è di essermi trasferita a Pompei per due anni, a lavorare come archeologa. O meglio, a fare l'archeologa volontaria, gratis e per la gloria (per mantenermi arrotondavo con altri lavoretti la cospicua borsa di studio di cui sopra).

Dopo di che, passati i 3 anni di dottorato, senza troppa convinzione ho provato qualche concorso per ricercatore universitario; concorsi banditi per UN posto, e tanto valeva inserire nel bando anche il nome e cognome di chi poi l'avrebbe vinto.
Ho provato anche, con ancor meno convinzione, un elefantiaco concorso di abilitazione all'insegnamento, e nel frattempo - per non farmi mancare niente - mi sono specializzata in archeologia romana (questo mi avrebbe permesso, in teoria, di partecipare al concorso in Soprintendenza, le cui materie d'esame, oltre a elementi di diritto delle P.A., sono - tra le altre - archeologia del Vicino oriente e archeologia precolombiana; del resto si sa che i Maya venivano spesso in vacanza in Messapia. Ci ho rinunciato.)

Se sono a fare il mio lavoro (beh, ora sono a scrivere questo post, ma non sottilizziamo...) è perchè, a furia di partecipare a corsi di formazione, corsi di aggiornamento e master più o meno assortiti, sono finita in Casa editrice per uno stage, e di qui non mi sono più mossa. Fortuna. Il dottorato non c'entrava nulla, mi ha solo fatto allungare di una riga il mio curriculum.

E se ho potuto partecipare a corsi, master e stage è perchè sono rimasta a vivere dai miei, e mantenuta più o meno dai miei, fino alla tenera età di 29 anni.
E ora l'ISTAT può classificarmi sotto la voce "bambocciona".

lunedì 25 gennaio 2010

Marco on air / 84

passaparola

Le situazioni di lei e lui / 4

 - Ti dico che io la presa scart non l'avevo proprio toccata!
- Si vede che l'hai urtata senza accorgertene, perchè non era inserita bene!
 - Beh, comunque ora funziona tutto, visto? Non c'era bisogno di arrabbiarsi tanto.
- Grrrr.

- Bene, ora non ci resta che capire come andare in AV. Dov'è il telecomando del televisore?
- Aspetta, fammi cercare le istruzioni in Internet.
- Uhm, ma qui non c'è un tasto AV...
- Proviamo questo, "Source"... ecco, AV, però risulta "non collegato". Dunque, leggiamo le istruzioni...
- E se provassimo a premere qui?

--- POF---

(per chi volesse, ecco prima, seconda e terza puntata)