Quanto è egomaniaco passare l'intera mattinata della domenica a rileggere i post del proprio blog pensando "però, non scrivo affatto male"?
lunedì 13 gennaio 2014
domenica 12 gennaio 2014
Doppioni
Di nuovo, devo rinunciare a un post perché ne avevo già scritto uno sullo stesso argomento sei anni fa (!). Se siete curiosi, il post è questo e stavo per riscriverlo perché sto rivedendo il telefilm in questione.
Allora vi racconto questo fatto correlato. Ero certissima di aver scritto quel post, e ho provato a rintracciarlo con la casellina di ricerca di Blogger; però non risultava nulla, anche se le chiavi di ricerca che stavo usando mi ci avrebbero dovuto portare ritta ritta.
Siccome però, appunto, ero certissima di averlo scritto, ho recuperato (grazie, Wikipedia) la data di prima messa in onda del telefilm e sono andata quindi a spulciare i post pubblicati intorno a quella data. Il post incriminato è saltato fuori subito.
Ne deriva che il sistema di ricerca interna di Blogger funziona male. La cosa è seccante, dal mio punto di vista, perché per rintracciare un particolare post fra tanti mi costringe a ricorrere, come si è visto, a strategie alternative e "creative".
Ad esempio, sono sicurissima di aver scritto un post sul fatto che, a memoria, mi ricordo cosa ho scritto anni fa e quindi riesco a evitare i doppioni. Ma, ovviamente, con la ricerca interna di Blogger non lo ritrovo e adesso francamente non mi va di imbarcarmi in uno scavo archeologico solo per sostenere il punto. Fidatevi di me, l'avevo scritto.
Quello che non ricordo è se, in quel post, avevo scritto anche che riuscivo a evitare alcuni doppioni, ma che sicuramente qualcuno nel corso degli anni mi era sfuggito. Perché è così: dopo sei anni, figuriamoci se non mi è capitato di riscrivere la stessa cosa anche più di una volta. Io tendo ad essere ripetitiva.
A volte mi dico che dovrei rileggere tutto, cancellando i duplicati o quantomeno mettendo un link incrociato con gli originali. E' la parte ossessivo-compulsiva di me che parla. Poi prende il sopravvento la parte pigra, e non faccio niente.
sabato 11 gennaio 2014
Del mio animo social
Avevo scritto tutto un post sui social network, ma l'ho cancellato perché rileggendolo mi sono resa conto che era lunghissimo e noiosissimo. O sono troppo stringata, o sono verbosa; non conosco giusto mezzo. Uffa.
Quello che volevo dire, comunque, più in breve (spero), è che sono iscritta a un sacco di social network ma alla fine in pratica uso soltanto Facebook, sia perché tre quarti dei miei amici e parenti "del mondo reale" sono anche lì e quindi mi è comodo per contattarli, sia perché è più intuitivo da usare rispetto ad altre cose. O forse così mi pare perché sono ormai abituata ad usarlo.
Avendo sostenuto per anni che "Twitter va usato con lo smartphone, da PC non ha senso", non appena sono entrata in possesso di uno smartphone mi sono scaricata la relativa app. Il problema è che Twitter continua a non avere senso, per me: ho letto un po' di guide, ma la logica di retweet e following e liste continua a sfuggirmi. Idem per Tumblr, che sembra più di ogni altro un social network scritto e gestito in autonomia dagli utenti (i quali, addirittura, realizzano plug in per rimuovere gli aggiornamenti pianificati dagli sviluppatori) e che assolutamente non ho capito come andrebbe usato.
Il punto è che ci sono, evidentemente, regole non ufficiali e non scritte che si apprendono soltanto con l'uso estensivo; ma io non ho tempo per un uso estensivo di tutto, già faccio fatica a stare dietro a Facebook e, credetemi, non ho una pagina movimentata (anche perché fin dall'inizio ho selezionato accuratamente i miei contatti, ho impostato la privacy al massimo e blocco all'istante qualunque portatore di spam).
Quindi il 90% dei miei account giace abbandonato e negletto, e ciò mi spiace perché istintivamente sento che esplorare a pieno il potenziale di cose tipo aNobii e Pinterest potrebbe essere molto interessante. Ma è chiaro che usare con proprietà più di due social è un impegno a tempo pieno, non a caso c'è chi lo fa di mestiere e ha tutto il mio rispetto.
A pensarci, se cambiassi lavoro e mi mettessi a fare l'amministratore di account social riuscirei senz'altro a soddisfare la mia curiosità. Ma non avrei risolto niente comunque, perché non avrei più tempo, a quel punto, per gestire i miei account personali.
(Non credo che il post mi sia riuscito meno noioso dell'altro, ma almeno è più corto)
Quello che volevo dire, comunque, più in breve (spero), è che sono iscritta a un sacco di social network ma alla fine in pratica uso soltanto Facebook, sia perché tre quarti dei miei amici e parenti "del mondo reale" sono anche lì e quindi mi è comodo per contattarli, sia perché è più intuitivo da usare rispetto ad altre cose. O forse così mi pare perché sono ormai abituata ad usarlo.
Avendo sostenuto per anni che "Twitter va usato con lo smartphone, da PC non ha senso", non appena sono entrata in possesso di uno smartphone mi sono scaricata la relativa app. Il problema è che Twitter continua a non avere senso, per me: ho letto un po' di guide, ma la logica di retweet e following e liste continua a sfuggirmi. Idem per Tumblr, che sembra più di ogni altro un social network scritto e gestito in autonomia dagli utenti (i quali, addirittura, realizzano plug in per rimuovere gli aggiornamenti pianificati dagli sviluppatori) e che assolutamente non ho capito come andrebbe usato.
Il punto è che ci sono, evidentemente, regole non ufficiali e non scritte che si apprendono soltanto con l'uso estensivo; ma io non ho tempo per un uso estensivo di tutto, già faccio fatica a stare dietro a Facebook e, credetemi, non ho una pagina movimentata (anche perché fin dall'inizio ho selezionato accuratamente i miei contatti, ho impostato la privacy al massimo e blocco all'istante qualunque portatore di spam).
Quindi il 90% dei miei account giace abbandonato e negletto, e ciò mi spiace perché istintivamente sento che esplorare a pieno il potenziale di cose tipo aNobii e Pinterest potrebbe essere molto interessante. Ma è chiaro che usare con proprietà più di due social è un impegno a tempo pieno, non a caso c'è chi lo fa di mestiere e ha tutto il mio rispetto.
A pensarci, se cambiassi lavoro e mi mettessi a fare l'amministratore di account social riuscirei senz'altro a soddisfare la mia curiosità. Ma non avrei risolto niente comunque, perché non avrei più tempo, a quel punto, per gestire i miei account personali.
(Non credo che il post mi sia riuscito meno noioso dell'altro, ma almeno è più corto)
venerdì 10 gennaio 2014
Propositi per il nuovo anno
Come state messi a propositi per l'anno nuovo? Andate anche voi in loop come me, ossia anno dopo anno riproponete sempre le stesse buone intenzioni (salvo fallire miseramente)?
Siamo appena al 10 gennaio, e alcuni dei miei propositi ciclici sono, per l'appunto, già andati a farsi benedire. Per esempio, all'inizio di ogni anno mi riprometto di andare in palestra a fare ginnastica. Sì, come no. Mi riprometto anche di tenere più in ordine la casa e cucinare, almeno ogni tanto, qualcosa di decente per cena. Stendiamo un velo pietoso: per fortuna l'amore mio è bravo a cucinare e ci si diverte pure (io mi impegno solo a fare torte e biscotti, il che contraddice contemporaneamente il primo e il secondo proposito).
L'altra cosa che mi propongo costantemente da quando ho aperto questo blog è di scrivere un post al giorno, sempre con l'idea di fare esercizio per quando comincerò il mio famigerato e fantomatico libro. L'anno scorso ho fatto veramente pena: 57 post in tutto, il che significa poco più di un post alla settimana. Per un blog che voleva essere una sorta di diario personale, direi che andiamo proprio male (oppure che ho una vita assolutamente piatta in cui non succede mai nulla degno di essere scritto, quindi andiamo proprio male).
Che dirvi: ci riprovo. So già che non sarà semplice trovare ogni giorno un argomento di cui parlare, ma vi posso garantire almeno la buona volontà.
Certo, potrei buttarla in politica che nei primi anni era un tema fisso; ma la situazione è talmente tragicomica che, credetemi, non ho cuore di farlo. Peraltro, se mi rimettessi a parlare di politica correrei due rischi: il primo, meno grave, sarebbe quello di trasformarmi in una specie di parente povero del blog di Beppe Grillo; l'altro, più serio, è quello di venire arrestata per incitamento al colpo di Stato perché, francamente, l'unica soluzione che intravedo all'attuale stato di cose è la rivoluzione armata, con annessa defenestrazione di Praga.
Non so se anche questa si può annoverare nell'elenco dei buoni propositi per il nuovo anno...
giovedì 9 gennaio 2014
"Dove ssei, dove ssei: tessoro mio, mio tessoro?"
L'amore mio è convinto che casa nostra sia infestata dai fantasmi, perché a suo dire "le cose si spostano da sole".
Di norma, a essere interessati dal poltergeist di turno sono il telecomando della TV - che tipicamente finisce in cucina - e il cellulare - che invece non ha un posto fisso e ci costringe a prolungate e irritantissime ricerche (a casa non c'è campo e quindi non possiamo semplicemente telefonare e seguire gli squilli).
In vita, il fantasma era probabilmente un operaio o un artigiano, perché risulta particolarmente attivo quando ci imbarchiamo in qualche lavoretto domestico; martelli, cacciaviti, viti, nastri isolanti e chi più ne ha più ne metta scompaiono immediatamente dopo essere stati utilizzati, per ricomparire solo dopo lungo penare. In genere li rintracciamo sulla mensola accanto a quella che stavamo montando, o dentro l'armadio di cui stavamo regolando l'anta, o anche - tanto per cambiare - in cucina ("sono andato a bere un po' d'acqua, è vero, ma sono sicurissimo di non essermi portato niente appresso!").
Per cui non avrei dovuto, obiettivamente, sorprendermi più di tanto quando l'altra sera l'amore mio si è alzato di scatto dal divano e, in preda al panico, ha esclamato: "Non ho la fede!"
Di norma, a essere interessati dal poltergeist di turno sono il telecomando della TV - che tipicamente finisce in cucina - e il cellulare - che invece non ha un posto fisso e ci costringe a prolungate e irritantissime ricerche (a casa non c'è campo e quindi non possiamo semplicemente telefonare e seguire gli squilli).
In vita, il fantasma era probabilmente un operaio o un artigiano, perché risulta particolarmente attivo quando ci imbarchiamo in qualche lavoretto domestico; martelli, cacciaviti, viti, nastri isolanti e chi più ne ha più ne metta scompaiono immediatamente dopo essere stati utilizzati, per ricomparire solo dopo lungo penare. In genere li rintracciamo sulla mensola accanto a quella che stavamo montando, o dentro l'armadio di cui stavamo regolando l'anta, o anche - tanto per cambiare - in cucina ("sono andato a bere un po' d'acqua, è vero, ma sono sicurissimo di non essermi portato niente appresso!").
Per cui non avrei dovuto, obiettivamente, sorprendermi più di tanto quando l'altra sera l'amore mio si è alzato di scatto dal divano e, in preda al panico, ha esclamato: "Non ho la fede!"
No, non era preda di un'improvvisa crisi mistica: si era reso conto di non avere la fede nuziale al dito.
Dopo tre mesi scarsi dal matrimonio.
Probabilmente è un record.
- Quando hai notato di averla, l'ultima volta?
- Non me lo ricordo.
- Stamattina l'avevi?
- Non me lo ricordo.
Io lo guardo. Lui mi guarda. Tutti e due guardiamo il dito.
Io lo guardo. Lui mi guarda. Tutti e due guardiamo il dito.
Ora, di recente siamo stati in viaggio. All'estero. MOLTO all'estero.
- Ma quando siamo tornati ce l'avevi, vero?
- Non me lo ricordo.
Ergo, la fede poteva essere virtualmente ovunque e io, che sono un tipo ottimistico e solare (vedi citazione nel titolo del post), mi sono rassegnata a farci una croce sopra. Come avremmo potuto ritrovarla se non sapevamo nemmeno dove cercare? E mentre ancora io cercavo di farmene una ragione, le mie personalità multiple si sono imbarcate in questo animato dibattito:
Ergo, la fede poteva essere virtualmente ovunque e io, che sono un tipo ottimistico e solare (vedi citazione nel titolo del post), mi sono rassegnata a farci una croce sopra. Come avremmo potuto ritrovarla se non sapevamo nemmeno dove cercare? E mentre ancora io cercavo di farmene una ragione, le mie personalità multiple si sono imbarcate in questo animato dibattito:
- E che c@..., tre mesi di matrimonio e già si è perso la fede!
- Non pensiamoci nemmeno, lo sappiamo che non l'ha fatto apposta e guardatelo, è più dispiaciuto di noi.
- Sì, ma che c@...!
- Noi siamo persino più disordinate, è strano piuttosto che non si sia persa la nostra!
- Poverino, sarà mortificato... Cerchiamo di rassicurarlo.
- Figuriamoci se la ritroveremo, toccherà fare un duplicato...
- Non vogliamo un duplicato, noi vogliamo quella!
- Beh, pensiamo positivo, potrebbe sempre saltar fuor...
- Certo, come no, perché noi siamo tipi fortunati!
- Figo però, la fede che scivola dal dito e scompare, proprio come nel Signore degli Anelli!
- Oh, ma per amor del...
Nel frattempo, l'amore mio si era seriamente impegnato nella ricerca della fede, passando al setaccio stanza dopo stanza. Mancava solo il seminterrato, e a quel punto ho tacitato tutte le mie voci interne e sono andata ad aiutarlo. In fondo avevo pur sempre giurato ("Tre mesi fa, porc....") di stargli accanto nella buona e nella cattiva sorte, e perdere la fede ("Tre mesi f..." "ABBIAMO CAPITO") era sicuramente cattiva sorte.
La buona sorte è arrivata 5 minuti dopo, quando abbiamo acceso la luce sulla scala del seminterrato e sul pavimento, in bella vista, abbiamo visto scintillare la fede.
Il sollievo dell'amore mio mentre andava a recuperarla e a rimettersela al dito era palpabile.
- Meno male, va'!
- Che fortuna, siamo proprio contente!
- Visto? L'avevamo pur detto che non bisognava perdere le speranze!
- Incredibile! Di sicuro, se a perdersi fosse stata la nostra fede, col cavolo l'avremmo ritrovata!
- Povero amore nostro, quanto si è agitato...
- Procuriamoci un fermanello prima possibile!
- Fantastico, la fede che salta fuori quando meno te l'aspetti, proprio come nel Signore degli Anell...
- Oh, ma per amor del...
- Non pensiamoci nemmeno, lo sappiamo che non l'ha fatto apposta e guardatelo, è più dispiaciuto di noi.
- Sì, ma che c@...!
- Noi siamo persino più disordinate, è strano piuttosto che non si sia persa la nostra!
- Poverino, sarà mortificato... Cerchiamo di rassicurarlo.
- Figuriamoci se la ritroveremo, toccherà fare un duplicato...
- Non vogliamo un duplicato, noi vogliamo quella!
- Beh, pensiamo positivo, potrebbe sempre saltar fuor...
- Certo, come no, perché noi siamo tipi fortunati!
- Figo però, la fede che scivola dal dito e scompare, proprio come nel Signore degli Anelli!
- Oh, ma per amor del...
Nel frattempo, l'amore mio si era seriamente impegnato nella ricerca della fede, passando al setaccio stanza dopo stanza. Mancava solo il seminterrato, e a quel punto ho tacitato tutte le mie voci interne e sono andata ad aiutarlo. In fondo avevo pur sempre giurato ("Tre mesi fa, porc....") di stargli accanto nella buona e nella cattiva sorte, e perdere la fede ("Tre mesi f..." "ABBIAMO CAPITO") era sicuramente cattiva sorte.
La buona sorte è arrivata 5 minuti dopo, quando abbiamo acceso la luce sulla scala del seminterrato e sul pavimento, in bella vista, abbiamo visto scintillare la fede.
Il sollievo dell'amore mio mentre andava a recuperarla e a rimettersela al dito era palpabile.
- Meno male, va'!
- Che fortuna, siamo proprio contente!
- Visto? L'avevamo pur detto che non bisognava perdere le speranze!
- Incredibile! Di sicuro, se a perdersi fosse stata la nostra fede, col cavolo l'avremmo ritrovata!
- Povero amore nostro, quanto si è agitato...
- Procuriamoci un fermanello prima possibile!
- Fantastico, la fede che salta fuori quando meno te l'aspetti, proprio come nel Signore degli Anell...
- Oh, ma per amor del...
mercoledì 25 dicembre 2013
mercoledì 27 novembre 2013
Troppo presto, troppo tardi
Stiamo cantando vittoria troppo presto. Troppo presto perché sono gli interessi - neanche di partito; quelli personali - a farla da padrone, e l'appartenenza a questo o quello schieramento non garantisce nulla, voto palese o segreto che sia. C'è sempre chi pagherebbe per vendersi. C'è sempre chi si crede più furbo degli altri ed è pronto a intessere complicate e occulte strategie che alla fine peggiorano le cose per tutti - anche per lo stratega.
Troppo presto perché lo stato pietoso in cui ci troviamo (lo stato pietoso dello Stato in cui ci troviamo) non è certo conseguenza del comportamento di una sola persona; e quindi abbattere quella persona, o illudersi di averla abbattuta, non risolve proprio niente. Curare il sintomo non significa curare la malattia. Gli italiani amano essere sotto padrone perché i servi non hanno responsabilità, e nel momento in cui rinnegano il padrone gli possono attribuire tutte le colpe, assolvendosi da tutte le colpe.
Purtroppo non è così che funziona. E vada come vada tra mezz'ora, qui se non ci diamo tutti una mossa non cambierà proprio niente.
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