domenica 14 aprile 2013

La Desolazione di Smog

Su Tumblr stanno cominciando a circolare immagini dal set della Desolazione di Smog, ossia la seconda parte dell'Hobbit. I nani sono nelle botti, Thranduil è sul trono e Legolas c'è e tanto basta, e io non sto (ancora) zompando sul divano in preda all'eccitazione solo perché è domenica pomeriggio e sono abbrutita dal cibo.

martedì 9 aprile 2013

Cose di ieri sera

I nostri vicini (non ho ancora identificato i perpetratori ma lo farò, ah se lo farò) hanno deciso ieri sera di deliziarci con un concerto live di un cantante locale, a me ignoto in quanto neomelodico.
Il cantante era alquanto stonato, in compenso il sistema di amplificazione era ottimo e abbondante. Per fortuna l'happening si è chiuso intorno alle 11 (ma non prima di un giro di karaoke con esecuzione di 'Gangnam Style').
Per distrarci, l'amore mio e io ci siamo rifugiati sul (nel?) web, alla ricerca io di uno stendipanni e lui di un'auto nuova. Siamo anche incappati in un annuncio truffaldino, facilmente sgamato grazie a Google.
L'eccitazione per la sventata truffa ha fatto passare in secondo piano la nausea causata dal sottofondo musicale da incipiente influenza.
E niente, questo è tutto quello che è successo ieri sera.

venerdì 5 aprile 2013

Perché io somatizzo

Si ha un bel sentirsi ggiovani in spirito, poi ci pensa il corpo a riportarti bruscamente alla realtà.

Per dire, fino a poco tempo fa le pulizie di casa riuscivo a farle di slancio senza fermarmi un attimo, e ora dopo un'oretta la schiena chiede a gran voce una pausa.
Poi ci sono vari doloretti che ho dovuto riconoscere come ricorrenti, tipo il torcicollo che per me è diventato il sintomo per antonomasia di incipiente influenza.

Lo scorso inverno, più o meno sotto Natale, la pelle della guancia sinistra mi si è improvvisamente squamata. Così, senza un apparente perché. Dopo un paio di giorni sembrava che stesse tornando normale, poi si squamava e arrossava daccapo. La faccenda è durata per almeno tre settimane, poi - proprio quando mi stavo decidendo ad andare dal medico - è tutto passato, guancia liscia e rosea come se nulla fosse stato.

Ora siamo punto e daccapo. Guancia rossa, pelle squamata, intenzioni di guarire non pervenute.
Ho smesso di truccarmi, pensando a un problema allergico (ai prodotti che uso da sempre? E solo su una guancia?), ma non vedo miglioramenti. Tra l'altro, a parte l'estetica (sembra che qualcuno mi abbia dato un pugno), mi sento tutta pizzicare.

Quindi andrò dal medico. Nel frattempo, il dottor Google ha diagnosticato una dermatite seborroica, condizione non rara in soggetti con alta produzione di sebo (eccomi, sono piena di cisti dappertutto) soprattutto in periodo di cambio di stagione e/o di stress psicofisico. Riflettendoci, la cosa è iniziata sotto Natale ed è ritornata a bomba prima di Pasqua. Il tutto ha un senso.

Ciò che è drammatico, però, è che la dermatite si manifesta di solito nella prima infanzia - e non è il mio caso - o nell'adolescenza - e non è il mio caso.
O nella mezza età.

Stress, dicevamo.

giovedì 4 aprile 2013

Long Way to Tipperary / 4

Mi scuso per la lunga assenza, ringrazio chi si è preoccupato per me (a qualcuno mancano i miei post! That's incredibile) e spero di farmi perdonare con questa ennesima puntata delle mie tribolazioni matrimoniali.

Premetto che io e l'amore mio siamo stati bravissimi, e a quasi sei mesi dalla data fatidica abbiamo già organizzato tutto; mancano solo i fiori e l'abito per lui (ma è a dieta, quindi la faccenda va procrastinata fino al raggiungimento del peso-forma). Ogni suggerimento low cost in merito sarà il benvenuto.

(Io l'abito l'ho già acquistato, e quindi sono a dieta di mantenimento.)

Ora, ci sarebbe il trascurabile particolare che il parroco si è dimenticato di avvisarci dell'inizio del corso prematrimoniale, ma l'amore mio ha detto 'ci penso io, non preoccuparti' e quindi io non mi preoccupo (peraltro l'idea di non sposarmi in chiesa non mi sconvolge più di tanto).

L'ultimo atto che finora abbiamo adempiuto è stato l'acquisto delle fedi. Siamo andati in gioielleria, abbiamo esaminato vari modelli, abbiamo chiesto il consiglio della commessa infine optando per il modello 'comfort' (la cosa, non so perché, mi fa ridere), abbiamo misurato le dita e infine abbiamo acquistato.

Solo tornati a casa ci siamo resi conto che sulla ricevuta, dove era riportata l'iscrizione da incidere sugli anelli, il mio nome era scritto 'Angelico'.

Il che inevitabilmente ha dato la stura per la mia ennesima prolusione pro matrimoni gay.

giovedì 14 marzo 2013

Apologo minimo

Oggi, come al solito, in stazione a prendere il treno per arrivare in ufficio. Accanto a me due ragazzi che chiacchierano.
- "...sempre pieno."
- "Sì, ho letto lo status... Non si trova mai un posto a sedere".
Saliamo sul vagone. Nei pressi delle porte i posti sono tutti occupati; i ragazzi si fermano, si appoggiano ai sostegni e continuano a chiacchierare.
- "...ecco, vedi? Anche oggi non c'è posto. Noi poveri studenti..."
Io mi sposto verso la coda del vagone. I posti sembrano tutti occupati. Poi, in fondo, ne vedo un paio liberi. Mi siedo. Il treno parte.
Meno di un minuto dopo, quando ci stiamo avvicinando alla stazione successiva, la persona davanti a me si alza. Ora ci sono due posti liberi, uno accanto all'altro.
I due poveri studenti che non trovano mai un posto a sedere sono rimasti in piedi accanto alle porte del vagone per tutto il viaggio.

mercoledì 13 marzo 2013

O tempora

Dovete sapere che spesso e volentieri sono la prima ad arrivare in ufficio. Intorno a me, il deserto.
Dovete anche sapere che alcune colleghe partecipano alle campagne AIL; d'inverno ci chiedono di acquistare stelle di Natale, in primavera invece "smerciano" uova di Pasqua. Il tutto viene di solito depositato in una stanza vuota, in attesa che i legittimi proprietari provvedano a pagamento e ritiro dell'oggetto.

Per cui stamattina, passando davanti alla porta aperta della stanza di cui sopra, ho visto un enorme scatolone della [nota marca di cioccolato] con dentro ancora alcune uova non ritirate. Il mio pensiero immediato è stato: "Non dovrebbero conservare le uova qui, chiunque potrebbe passare e rubarsene una, io per esempio adesso sono completamente sola e potrei commettere il furto perfetto."

Dopo di che mi sono resa conto che in un mondo giusto (avevo scritto "normale", ma la normalità purtroppo è altra) non ci si dovrebbe preoccupare dei furti. Mentre invece siamo ormai talmente abituati al fatto che chiunque potrebbe rubare qualunque cosa (persino un uovo di cioccolato del valore di pochi euro) che il naturale, istintivo mind set è "come posso evitare che l'oggetto tot venga fatto sparire?"

Che tristezza.

lunedì 11 marzo 2013

Il valore di un libro

Ultimamente NewtonCompton ha pubblicato una nuova collana ("Live") in cui il prezzo di copertina dei libri (in cartaceo) è di 0,99 euro.
La lettrice accanita e vorace che è in me ha immediatamente esultato, programmando una giornata (per lo meno) di shopping compulsivo. La professionista (ahem) si è domandata come possa NC sostenere da un punto di vista economico l'offerta.

Altri editori stanno polemizzando con l'iniziativa, sostenendo che in questo modo si squalifica la cultura rafforzando nel pubblico l'idea che un libro non può costare (e quindi non vale) più di tanto (se vi interessa, una di queste discussioni è su Twitter con hashtag #menodizero).

Ora, io so - per viverci dentro - che produrre un libro, e farlo con i dovuti crismi, costa. Sono anche d'accordo sul fatto che un buon libro debba costare un prezzo congruo (ti fa passare piacevolmente il tempo, ti apre la mente, è un bene durevole nel senso che te lo puoi rileggere quante volte vuoi etc.).
D'altro canto, penso pure che un prezzo basso (o bassissimo, nella fattispecie) possa consentire l'acquisto di libri a chi soprattutto in questo periodo non può permettersi spese "voluttuarie" (per intenderci, parliamo di gente che ama leggere ma non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, non di chi si lamenta della crisi e poi p.es. fa la fila tutta la notte all'Apple Store per avere in anteprima l'ultimo costosissimo nato), o invogliare chi non è cliente abituale delle librerie.

Voi che ne pensate?