giovedì 4 marzo 2010

I sondaggi della libertà

Avevo cominciato per gioco, ma adesso la vicenda si fa appassionante. Ve la riassumo:

1) questa mattina alle 8.30 circa, seguendo un link da Facebook, ho votato in un sondaggio del Club della Libertà: Esclusione PDL dalle liste regionali: è giusto?
Al momento in cui ho votato, il SI' era al 98,8% e la data di chiusura del sondaggio era il 7 marzo prossimo (in Rete ci sono screenshot che possono dimostrarlo)

2) intorno alle 13.30 torno a controllare il sondaggio, e lo trovo chiuso... il 3 marzo, ossia ieri. E tutti i voti di oggi, allora? Comunque il SI' vince con il 98,7% (purtroppo non ho fatto screenshot)

3) dopo qualche minuto (non più di un quarto d'ora) ricontrollo: ora il sondaggio è riaperto, chiuderà alla mezzanotte di oggi 4 marzo. Le percentuali sono sempre quelle, 97,8% per il SI' e 2,2 per il NO.

4) a questo punto intensifico i controlli e alle 14.15 scopro che il NO è passato al 10,5%, mentre il SI' è sceso all'89,5%. Una variazione di otto punti in mezz'ora? I berluscones devono aver serrato i ranghi! Sono proprio bravi, soprattutto perché riescono a votare senza il pulsante che permette di farlo!

Non è neppure possibile lasciare commenti (stamattina invece sì, l'ho fatto). Se questa è la loro idea di "sondaggio", non meraviglia che non rispettino le scadenze.

E alle 14.54, dopo aver diffuso un po' la notizia su Facebook, ecco cosa trovo:


Che commenti vuoi fare, in effetti?

Cadaveri

Un vento teso ha soffiato per tutta la notte. E questa mattina l'asfalto era coperto dai rami appassiti delle mimose.

mercoledì 3 marzo 2010

Riflessioni rivoluzionarie

Mah, non so. Mi convinco sempre di più che per invertire lo stato delle cose (e per sovvertire lo Stato) bisogna agire, e agire in prima persona: protestare non basta, visto che la protesta viene ignorata e cancellata dai palinsesti.

Agire però è difficile, significa trovare uno spazio nelle millemila incombenze quotidiane, perché comunque la vita va avanti e c'è da lavorare, cucinare, stirare oltre che informarsi e discutere e cercare di capire cosa fare.
Quindi bisogna sacrificarsi un po' e magari avere la casa un po' meno pulita, perché invece di lavare i pavimenti si è andati, poniamo, al sit-in per la libertà di informazione. Se si può. Se poi il sit-in lo fanno in una zona della città lontana da casa tua, e anche pericolosetta per andarci e rincasare tutta sola, a sera tarda, allora devi anche valutare se la partecipazione a un sit-in vale il rischio della collottola, e la delusione di vedere il sit-in semideserto. E la casa sporca.

Ecco perché le rivoluzioni le fanno i giovani (vedi Iran): perché sono idealisti, ottimisti e un po' incoscienti (e in genere poco pignoli in fatto di pulizie domestiche).

Noi, in Italia, non abbiamo i giovani ma i ggiovani di Maria De Filippi. Siamo messi male.

martedì 2 marzo 2010

Anche i computer hanno uno stomaco

Congiunture astrali

Venerdì in trasferta lavorativa a Roma. Al ritorno, per andare in aeroporto passo da Fori imperiali e Colosseo. E già questo vale il viaggio.

Venerdì vicino al Quirinale c'erano gli scozzesi. Poi ho capito perché, per via della partita di rugby (l'abbiamo pure vinta, evviva).
Sul mio aereo, invece, c'era tutta una comitiva di monaci buddhisti. E io mi chiedevo: "Che ci verranno mai a fare, a Bari, i monaci buddhisti?" Mi chiedo sempre che cosa ci venga a fare, a Bari, la gente. (Poi ho capito perché, a Bari c'era una manifestazione per il rispetto dei diritti umani, e i monaci buddhisti c'entravano eccome.)

Quando l'aereo ha decollato (è decollato?) era ancora giorno, ho visto Fiumicino e tutta la costa, e l'acqua scura dei fiumi che si gettava in mare.
E all'atterraggio ho visto tutta Bari dall'alto, dallo stadio al faro. Mi sono innamorata della mia città, vedendola dall'alto.
(Però mi chiedo lo stesso che cosa ci venga a fare, a Bari, la gente. Sarà perché la vedo anche dal basso.)

lunedì 1 marzo 2010

Marco on air / 89

passaparola

Sopprimerli è davvero moralmente discutibile?

Domenica mattina, ore 13.15. Interno di rinomata pasticceria. L'angusto locale è intasato da una magmatica calca di persone e personaggi. Giunge il turno di una signora "bene", riconoscibile da vestiario griffato e perfette messa in piega e manicure.

- Vorrei 10 euro di biscotti secchi.
- Certo signora, che cosa desidera?
- Vorrei 10 euro di biscotti secchi.
- Sì signora, che tipo desidera?
- Fammeli misti, sai, mio figlio adora i vostri biscotti, vuole solo questi... Voglio questi, e questi, e un po' di ferri di cavallo... non più di 10 euro, eh? Poi un po' di cuoricini, e poi anche questi... (picchietta con l'unghia sulla vetrina del bancone) Non più di 10 euro, eh? Mi raccomando, che poi diventano duri...
- Ecco signora, va bene così?
- Sì grazie, perché sai, mio figlio adora anche quelli alla marmellata... (la commessa fa per dirigersi alla cassa) Ah no aspetta, poi devi farmi anche un vassoio di pasticcini, non più di 15 pezzi.
- Quali signora?
- Fammeli misti... dunque mettimi due cassatine, due bignè alla panna... A quanto stiamo?
- A quattro, signora...
- Ah ecco, perché non più di 15, eh? Poi mettimi anche due ricce e due veneziane... Queste che sono? A quanto stiamo?
- A otto, signora...
- Ecco, non più di 15, eh? Allora mettimi anche due bignè al cioccolato e due di quelli con la frutta, e poi due code di rospo e... a quanto stiamo?
- A 14, signora...
- Ah va bene, allora mettimi un'altra coda di rospo e basta, così siamo a 15.
- Ecco, signora.
- E poi volevo chiederti una cosa, ma voi accettate anche buoni pasto?