martedì 13 ottobre 2009

Qualche riflessione mentre stiamo andando a rotoli

Il problema dell'Italia, a mio parere, è che siamo un popolo di furbi. Predichiamo bene e razzoliamo male: ci lamentiamo perché i nostri vicini tengono la radio a volume altissimo, e poi buttiamo le cicche di sigaretta sul loro bucato steso ad asciugare. Le regole devono valere per gli altri, non per noi che siamo più che autorizzati ad aggirarle.

Da qualche settimana Repubblica sta facendo un gran battage sul tema - sacrosanto - della libertà di informazione, reagendo agli attacchi che riceve da Berlusconi, e proclamando l'importanza di un giornalismo imparziale, "cane da guardia del potere", pronto a colpire a destra e a manca senza guardare in faccia a nessuno. Eppure proprio loro sono sempre stati, e sono tuttora, schieratissimi pro PD e  di conseguenza contro chiunque, anche all'opposizione (Di Pietro e Grillo in primis) possa dar fastidio all'establishment.

Ieri, a La7, Eugenio Scalfari ha dato bella prova di sé, citando le vittime dell'editto bulgaro: "Enzo Biagi, Santoro e un comico... adesso non mi viene il nome..." E il nome (ovviamente quello di Daniele Luttazzi, che dal video è ancora ostracizzato) non l'ha fatto nemmeno dopo che Gad Lerner gliel'ha suggerito.

Quando sento cose come queste mi convinco che non c'è più speranza.

"Sono come Superman" (cit.)


Comunicazione di servizio

Non sono scomparsa dalla faccia della terra: non ancora, almeno.
Ma è un periodo più frenetico del solito in ufficio, e quando torno a casa la mente ha ormai fatto il vuoto pneumatico: non ho energie per scrivere.
Non saprei neanche cosa scrivere, del resto: in ufficio lavoro, a casa - se non mi abbatto esausta sul divano - faccio la brava massaia (càpita di rado, ma càpita); insomma, tutta roba di pochissimo interesse per il blog.
E pensare di scrivere sulla deriva fascistoide che ha preso l'Italia mi fa sentire ancora più stanca.

Molti dei blog che seguo non si aggiornano da mesi, quindi pare che questa svogliatezza non sia solo mia; ma per quanto mi riguarda non intendo abbandonare questa bella abitudine che avevo preso, di buttar giù quando posso i miei pensieri.
Spero che presto, prestissimo arrivino tempi migliori, con più tempo e più voglia di scrivere. Nell'ottimistica attesa, qualche riga cercherò comunque di lasciarla il più spesso possibile.

giovedì 8 ottobre 2009

Ipotesi di complotto

sinistra

Il giorno dopo

Smaltito il sollievo, alcune considerazioni.
  • Con la reazione scomposta e iraconda di ieri, Berlusconi ha definitivamente ammesso che il Lodo Alfano era stato concepito a sua immagine e somiglianza, al solo scopo di salvargli la ghirba dai processi. Altro che esigenze di governabilità.

  • Sono inquietanti i messaggi in codice lanciati a Napolitano. "Mi sento preso in giro": quindi qualcuno gli aveva promesso qualcosa? Chi? E cosa gli aveva promesso? Viene in mente il Violante che in Parlamento afferma (più o meno) "a Berlusconi era stata garantita la salvezza delle sue TV".

  • Sono invece deprimenti le risposte di Napolitano: bocciando il Lodo Schifani la Consulta non aveva precisato che ci voleva una legge costituzionale. Quindi lui ha fatto il suo "dovere", e la colpa è tutta di quei cattivoni della Consulta. A parte il fatto che sulla legge costituzionale ci potevi arrivare da solo, Giorgio, che mi dici di quel piccolo negletto art. 3, "tutti sono uguali di fronte alla legge"?

  • "La firma del Presidente della Repubblica garantisce la costituzionalità della legge". E garantisce pure lo scudo fiscale. Qualcuno gli tolga quel timbro di mano!

  • Nessuno - tranne il solito Di Pietro - dice quello che a me pare pacifico, ossia che adesso Berlusconi si dovrebbe dimettere. In qualsiasi altro Paese non si sarebbe nemmeno candidato. Qui invece è una corsa a chi dice per primo che "il governo è comunque legittimato dal voto". Su Repubblica leggo addirittura che la reazione di Di Pietro è "chiassosa" (e fa un favore a Berlusconi, ça va sans dire).
    Update: anche il Times sostiene che Berlusconi si deve dimettere. Che chiassosi, questi inglesi.