mercoledì 5 novembre 2008

Proclamazioni

A nome mio, del governo e del popolo italiano formulo a lei i più fervidi auguri per lo svolgimento dell'alto compito che la attende.
A Barack Obama potrò dare dei consigli perché sono più anziano. Aspetto di farlo quando potrò abbracciarlo di persona.
Silvio Berlusconi, purtroppo premier italiano

Noi democratici italiani abbiamo seguito con passione la sua campagna elettorale [...] volendo anche rafforzare i legami che da sempre ci uniscono al Partito democratico degli Stati Uniti.
Walter Veltroni, purtroppo leader PD

Adesso sì che Obama (Mr. President, thank God) ha di che festeggiare.

Yes, THEY did

Da domani lo attende la prova più dura in assoluto, quella dei fatti, ma per adesso Barack Obama può legittimamente godersi il suo trionfo: è entrato nella storia come 44° Presidente degli Stati Uniti, il primo di origini africane.
Ha vinto anche in Stati, come la Virginia, dove lo schiavismo prima, poi la segregazione razziale, e ancora oggi gravissimi pregiudizi l'hanno fatta e la fanno da padroni.
Da oggi il mondo è un po' cambiato: quanto meno, questa vittoria ci ha restituito la speranza che, proprio come diceva lo slogan di Obama, il cambiamento è possibile.


Invidio agli Americani questa speranza. Li invidio perchè loro non hanno un Walter Veltroni che, sono pronta a scommetterci, oggi se ne andrà in giro a rilasciare dichiarazioni trionfalistiche come se le elezioni le avesse vinte lui (ridicolo nel ridicolo, pare che il PD ieri avesse organizzato una maratona notturna per seguire lo spoglio dei voti in USA...). E invidio l'amore viscerale per la loro patria che li porta a sventolare, durante i festeggiamenti, non una bandiera di partito ma quella a stelle e strisce, quella di tutti.

E per favore, qualcuno dica a Frattini che Obama e Berlusconi non sono uguali: non è che abbia esagerato col cerone o con la lampada, Barack è così nero di suo.

martedì 4 novembre 2008

Meteo

Caldo finché vi pare, ma sempre vento è. Un vento violento, improvviso, a raffiche, che fa ondeggiare vistosamente gli alberi e sbattere le lenzuola stese ad asciugare.

Fa anche un po' impressione, a dire il vero. Si è scatenato questo pomeriggio, dopo l'ennesima giornata afosa e decisamente più estiva che autunnale (ed è autunno inoltrato ormai, o dovrebbe esserlo).
Nel resto d'Italia sta succedendo di tutto, se ce la caviamo solo con un po' di vento ci va di lusso. Ma questo po' di vento sono ore che fischia, e rumoreggia con un suono di temporale in distanza, e fa tremare le finestre che sto tenendo rigorosamente chiuse.

Me ne vado a dormire.
Domani spero di svegliarmi senza vento, e con un presidente nero in USA.