venerdì 18 gennaio 2008

Cattivi presagi

Urge un'inversione di rotta, perchè questo venerdì è cominciato davvero male.

Se non altro, almeno è venerdì.

giovedì 17 gennaio 2008

Sarà quel che sarà

Oggi ho davvero rischiato di perdere la calma con il capo. Eppure ormai dovrei essermi abituata alle sue richieste assurde, e aver capito che l'unica reazione sensata è dire di sì, astrarsi e pensare ad altro. Tanto nel 90% dei casi ci pensa l'assurdità stessa della richiesta ad autoeliminarla.

Sarà perchè detesto il pressapochismo. Sarà che non tollero chi si improvvisa 'esperto' avendo a malapena una vaghissima idea di quello di cui parla. Sarà che mi viene chiesto, cone enorme disinvoltura e faccia tosta, di sostenere un ruolo insostenibile, pretendendo da me risposte immediate e competenze che non ho - nè peraltro ho mai millantato.
Sarà che soprattutto odio questo sistema di gestione per cui senza darti sostegno in alcun modo (mezzi, denaro, tempo) si aspettano da te dei risultati fantascientifici.

Oppure sarà perchè la sindrome è alle porte. Vediamo, che giorno è oggi...?

Meno parole, più informazioni

Vero è che io frequento sempre le stesse persone, e leggo sempre gli stessi giornali, e guardo sempre gli stessi programmi (pochi) in TV, e frequento sempre gli stessi blog. E ovviamente (ovviamente?) scelgo quelli che mi piacciono... quelli che la pensano più o meno come me.

Quindi la mia percezione del mondo è forzata. Soggettiva. Con ogni probabilità fortemente distorta.

Ma mi pare che la scollatura fra la 'versione istituzionale' dei fatti e il modo in cui sono vissuti dalle persone stia diventando sempre più evidente... e preoccupante.

Vedi gli avvenimenti italiani di questi ultimi giorni. Le mie costanti di riferimento li interpretano più o meno come me - più o meno, con varie oscillazioni, sfumature di pensiero, sottolineature, distinguo, contraddizioni latenti.

Le voci ufficiali invece sono una. Unica, univoca, perentoria. Urlata, peraltro, disordinata e disorganizzata, tanto che è quasi impossibile capire di che cosa sta parlando.
Ricorda il coro di pecore in Animal Farm: "Questo è maaaaaale".

E il brutto è che ci siamo così abituati a questo chiasso, che non lo percepiamo più. Ma il chiasso non è musica. La polemica non è notizia. Gli insulti non sono idee.

Voglio scendere. Uno dei miei blog preferiti non a caso si chiama così, Vi linko l'ultimo post di uno dei miei (pochi) giornalisti preferiti. Spiega meglio di me quello di cui sto parlando.

mercoledì 16 gennaio 2008

Tutto è relativo

Giorni fa dicevo agli amici di non avvertire alcun istinto materno. L'idea di avere dei figli non mi attira per niente.
Non mi attirava. Poi ho visto questa foto.


Avere dei figli? Beh, se il padre fosse lui...

Date a Cesare

Vogliamo parlare dell'ultima impresa di Papa Ratzinger?

Alcuni prof. della Sapienza di Roma hanno protestato con il Rettore che aveva invitato il Papa all'inaugurazione dell'anno accademico. Questo perchè il Papa ha espresso spessissimo posizioni a dir poco 'conservatrici' (diciamo 'oscurantiste'), tra le altre cose, anche sui rapporti fra scienza e fede.
Gli studenti hanno raccolto la protesta dei prof. e ieri hanno occupato l'Università per ottenere il permesso a manifestare in concomitanza con l'intervento di Ratzinger.
Permesso concesso. Ratzinger ha annullato la visita.

Proteste a destra, mea culpa a sinistra, indignazione bipartisan.

Mi sento troppo arrabbiata per fare un discorso lucido, ma ci provo lo stesso.

In primo luogo, non vedo che cosa c'entri un capo di Stato straniero all'inaugurazione dell'anno accademico di un'Università italiana.
Mi ribatterete: ma è anche il vescovo di Roma.
D'accordo. Ancora non vedo che cosa c'entri un'autorità religiosa in una cerimonia laica. L'Università è statale. Lo Stato italiano è laico (almeno sulla Carta).

Mi ribatterete: non è democratico impedire alle persone di esprimere la propria opinione, solo perchè è in contrasto con la tua.
D'accordo. Non è neanche democratico lanciare anatemi, minacce di scomunica e velati 'avvertimenti' al Governo di uno Stato sovrano perchè questo Governo cambi radicalmente le linee di programma in base alle quali è stato eletto dal popolo (vedi PACS, legge 194 et similia).

Un capo di Stato, soprattutto in un periodo storico di gravi tensioni internazionali ed interetniche, dovrebbe pesare molto attentamente le sue dichiarazioni e i suoi atti, e cercare di placare i contrasti e le contrapposizioni frontali, non di fomentarli.
Ancora di più se questo capo di Stato è una delle massime autorità religiose del mondo, e per ciò stesso dovrebbe avvertire la vocazione a pacificare gli animi, non ad aizzarli.
Ancora di più se la dottrina di questa autorità religiosa invita a 'porgere l'altra guancia'.

Se fai delle affermazioni dogmatiche (nel senso deteriore del termine), gratuite e in ambiti sui quali - almeno teoricamente - non hai alcun titolo per intervenire, poi non puoi meravigliarti o indignarti per eventuali reazioni sopra le righe e scomposte.

Che poi quella degli studenti della Sapienza fosse una reazione scomposta, è tutto da dimostrare (per inciso, meraviglioso lo striscione esposto oggi, "Nuntio vobis gaudium magnum, NON habemus papam"). Scomposta semmai è la reazione di un capo di Stato straniero che, di fronte a una manifestazione di dissenso pacifica, modifica la propria agenda senza neanche consultare i rappresentanti dello Stato ospitante circa eventuali problemi di sicurezza.

Ma nessuno dei nostri esimi politici - a nessun livello - ha ritenuto di far notare che, forse, gli studenti e i prof. non avevano tutti i torti. Nessuno ha ritenuto di spendere una sola parola sull'autonomia e l'indipendenza della Repubblica italiana. Quando mai! Che Dio (appunto) ce ne scampi e liberi.

Gente, qui siamo noi che stiamo rischiando grosso. Non il Papa.

Stanchezza infinita

Notizia di oggi: la moglie del ministro (o presunto tale) Mastella, Sandra Lonardo, già Presidente del Consiglio regionale della Campania, sarebbe agli arresti domiciliari per tentata concussione.

Mastella ha presentato le dimissioni (e questa sì che è una notizia!) accusando i magistrati di persecuzione e "caccia all'uomo" (e questa ormai non fa più notizia).

Neanche il tempo di una legittima esultanza, e veniamo a sapere della solidarietà espressa - ai Mastella, non ai concussi o a noi che ce lo siamo pianto - dal Parlamento tutto, Prodi in testa.

Dovrei indignarmi. Dovremmo tutti. Ma il sentimento prevalente adesso, in me almeno, è solo una stanchezza infinita.

lunedì 14 gennaio 2008

Grandi manovre

L'impegno concreto di questo weekend di riposo è stato il completamento del riassetto domestico. Ciò ha comportato:

- l'acquisto di due materassi

- la campagna fotografica completa della casa che sto cercando di affittare

- la ricerca di un qualsiasi accrocco (economico) idoneo come divisorio di balcone

- la pulizia del c.d. 'salotto buono', che dopo il passaggio dei muratori e vari traslochi di robaccia sembrava più l'incrocio fra un magazzino di rigattiere e un campo di battaglia dopo la battaglia

Galvanizzata oltre misura dal successo conseguito in tutte queste attività (sono anche riuscita a sostituire la vecchia scala a libretto che minacciava di farmi precipitare a terra al solo guardarla), ho deciso di fare le cose in grande e di cambiare completamente la disposizione dei mobili del suddetto 'salotto buono'.

E qui corre l'obbligo di precisare che i mobili in questione comprendono un divano, due poltrone, un tavolino (bello e con le ruote), un secondo tavolino (brutto e senza ruote), un tavolo da pranzo (a rotelle pure lui) e annesse sedie, un carrello, un cassettone con il ripiano di marmo e - udite udite - il credenzone con le ante a vetri (alto circa 2 metri e largo idem) che contiene il servizio buono di porcellane & cristalleria.

Dato che non sono del tutto incosciente, anche sull'onda dell'entusiasmo ho pensato bene - prima di procedere - di fare una prova e verificare di poter smuovere da sola il credenzone, con annessi e connessi - e soprattutto evitando di distruggere, nel passaggio, il lampadario di cristallo. Dio, che stanza problematica.

Allora, con estrema cautela, ho cercato di scostare il mammozzone dal muro. Si muoveva (mi sentivo tanto Galileo) e quindi ho continuato, tra scricchiolii - prevedibili - e tintinnii - preoccupanti... Finchè il mammozzone stesso si è bloccato irrevocabilmente di traverso nel bel mezzo della stanza.

Lì mi è venuto il dubbio che cercare di spostarlo da sola, e senza prima svuotarlo di tutto il suo fragilissimo contenuto, non fosse stata esattamente un'idea brillante.